1922-2012, 90 anni di Chieti Calcio

Gli ultras della squadra di calcio del Chieti, “I ragazzi del muretto laterale e gli Irriducibili “ d’accordo con le altre sigle degli ultras, domenica 7 Ottobre, per celebrare i 90 anni della nascita della squadra della Chieti Calcio,(1922-2012),

05.10.12 13:03
By redcc PagineAbruzzo

1922-2012, 90 anni di Chieti Calcio

Gli ultras della squadra di calcio del Chieti, “I ragazzi del muretto laterale e gli Irriducibili “ d’accordo con le altre sigle degli ultras, domenica 7 Ottobre, per celebrare i 90 anni della nascita della squadra della Chieti Calcio,(1922-2012), invitano la cittadinanza a partecipare a questo evento ed offrono questi appuntamenti:

  • Alle ore 10.30, alla Villa Comunale,si aprirà la giornata attraverso una mostra fotografica e visione di maglie storiche/cimeli della Chieti calcio.
  • Alle ore 15.00, appuntamento allo stadio Angelini per l'incontro casalingo tra Chieti e Martina Franca
  • Alle ore 18.15, raduno presso il museo della"Civitella" (già sede del vecchio stadio del Chieti) e alle ore 19.22 inizio del corteo, colorato di striscioni, bandiere e cori, per celebrare la squadra, procedendo lungo le seguenti vie: Civitella, Via Vernia, Piazza Trento e Trieste, Viale 4 Novembre ed arrivo alla Villa comunale.
  • ore 20: Casina dei Tigli, Villa Comunale: festa neroverde con ospiti, proiezioni video, musica dal vivo.

Gli organizzatori e gli sportivi ce la metteranno tutta per ricordare e festeggiare i 90 anni della squadra ed io renderò noti alcuni avvenimenti estratti da  Wikipedia, l'enciclopedia libera.

 La Società Sportiva Chieti Calcio è una società calcistica della città di Chieti che milita nel campionato professionistico di Lega Pro - Seconda Divisione(l'ex serie c2).Fondata nel 1922 ed iscritta al suo primo campionato nel 1925,dal 1970 disputa le sue partite interne allo Stadio Guido Angelini, impianto capace di ospitare quasi 13.000 spettatori. I colori sociali del Chieti sono il nero e il verde.

La squadra del Chieti fu fondato nel 1922 con un capitale sociale di 50 centesimi. La Prima guerra mondiale era da poco finita, del calcio giungeva da lontano l'eco dei successi di Pro Vercelli, Novese, Milan, Inter, Juventus e Genoa. Un giorno, nella Villa Comunale, Nicola De Cesare gettò, con alcuni compagni, l'idea di formare una squadra di calcio. Subito aderirono altre persone; con la somma di £ 0,50 fu pagata la quota sociale e nacque la R. I.S.S. che disputò le prime partite nella centralissima Civitella contro squadre militari. L'entusiasmo per lo sport nascente era enorme. Esisteva negli stessi anni lo Sport Club Chieti, che da moltissimi anni non svolgeva più nessuna attività sportiva; si decise dunque di far sorgere a Chieti un grande sodalizio calcistico: ci fu una riunione tra il R. I.S.S., la Novelli e lo Sport Cub Chieti e venne costituita l'Unione Sportiva Chieti con presidente Carlo Massangioli i cui colori sociali diventarono il nero e il verde.

Nel campionato 1954-1955 attorno al Chieti si creò, grazie a una serie di risultati positivi, un enorme entusiasmo, tanto che la squadra venne chiamata dai maggiori quotidiani nazionali il "Milan del sud". Quel campionato il Chieti lo concluse al 4º posto con 41 punti ed il bomber fu Esposito. La promozione in C avvenne nella stagione 1957-1958 grazie anche alle 16 reti di Peruzzi.

Dopo tornei mediocri avvenne l'era di Guido Angelini, presidente dal 1962 al 1977 (da lui il nome dell'attuale stadio del Chieti). L'avvento del nuovo presidente fu subito scoppiettante, infatti, nella stagione 1963-1964 il Chieti, guidato da Tom Rosati, sfiorò la serie B, classificandosi al 2º posto dietro il Trani con soli 2 punti di distacco.

Nel maggio 1970 si inaugurò il nuovo stadio. Il Chieti affrontò il blasonato Milan di fronte a 11.000 persone e con un arbitro d'eccezione: Concetto Lo Bello; quella giornata fu una delle più belle vittorie per la Città di Chieti- La partita si concluse sul risultato di 1-7 per il Milan, dopo il vantaggio del Chieti nei minuti iniziali.

Nell’estate del 1977- dopo 15 anni di presidenza e tanti appelli di essere affiancato rimasti inascoltati, il Comm. Guido Angelini si dimise e fece un gesto clamoroso molto apprezzato dai tifosi teatini: regalò la società con l'intero parco giocatori alla Città di Chieti; l'intero capitale era a quell'epoca di mezzo miliardo di lire. Era il 1977

Il Chieti sfiorò più volte la retrocessione, che alla fine arrivò nella stagione 1979-1980. L'allenatore era Ezio Volpi. In quella stagione ci furono la grana degli stipendi e le dimissioni a catena dei dirigenti, che nel frattempo avevano sperperato il patrimonio lasciato da Angelini. Solo la serietà di Volpi salvò la squadra dallo sfascio più completo

Nel 1990-1991, con ben 8 turni di anticipo, si tornò in C1, sotto la guida dell'allenatore Ezio Volpi, che qualche anno dopo morì per una grave malattia. La città gli intitolò la curva riservata ai tifosi di casa.

Nel campionato di C1 1991-1992, nel Chieti si mise in mostra un giovane di belle speranze in prestito dalla Sampdoria: Enrico Chiesa

Nel campionato successivo 2000-2001, in C2 girone B, il Chieti, con alla guida Gabriele Morganti, capitano della squadra ai tempi di Mancaniello, venne promosso in C1 vincendo i play-off contro il Teramo (1-1 a Teramo con gol teatino di Sanguinetti e 1-0 a Chieti con gol di Pignotti davanti ad oltre 7000 tifosi neroverdi). In quella squadra l'asso fu il romano, ma abruzzese di adozione, (vista la teatinità del padre di origine di Casalincontrada), Fabio Grosso, e il capocannoniere fu Aquino.

Il campionato 2003-2004, sotto la guida di Dino Pagliari, subentrato a Florimbi, che a sua volta aveva sostituito alla quarta giornata Alberti, vide il Chieti concludere a ridosso della zona play-off ed ottenere il record di punti ottenuti nel campionato di C1 (48). Il bomber della squadra era un giovane di proprietà del Torino di grandi speranze: Fabio Quagliarella.

Nella stagione 2006-2007 fu fondata dal presidente Giustino Angeloni la A.S.D. Calcio Chieti che partecipò al campionato di Promozione Abruzzese (Girone B) guidato dall'allenatore Amedeo Assetta. Riuscì a vincere il campionato con una giornata di anticipo.

Nella stagione 2009-2010 la S.S.D. Chieti (trasformatasi prima dell'inizio della stagione dalla precedente A.S.D.), a seguito di una formidabile ed entusiasmante rimonta, con in panchina il neo tecnico Vincenzo Vivarini, ha concluso il campionato al primo posto del girone F della Serie D ottenendo la promozione in Seconda Divisione

Al termine della stagione il Chieti riesce a piazzarsi in quarta posizione, qualificandosi ai play-off del campionato 2011/2012: il Chieti vince la semifinale di play-off contro l'Aprilia, ma perde la finale contro la Paganese. Dall'esito di questi play-off ne discende che il Chieti non è riuscito a riapprodare nel campionato professionistico di Lega Pro Prima Divisione (l'ex serie C1).

La scelta dei colori nero e verde teatini risalgono al 1919, anno nel quale la prima squadra di calcio rappresentativa della Città non disponeva di divise proprie, pertanto in mancanza dei soldi per comprarle si dovette ricorrere alle tenute del Venezia Calcio trovate in una cassa proveniente dalla città lagunare insieme a molte altre contenenti i documenti dell'ufficio anagrafe ed altro, trasferite a Chieti per Editto del re Vittorio Emanuele III allo scopo di impedire il sequestro da parte delle truppe Austro-Ungariche in caso di invasione del Veneto dopo la Caporetto. Il gagliardetto della squadra ha subito vari ritocchi negli anni. Recentemente era identificato da uno stemma in stile AC Milan, successivamente, sotto la guida del presidente Antonio Buccilli, si è passati a un gagliardetto più moderno che ritraeva due strisce (una nera e l'altra verde) attraversare la scritta "CC 1922", ossia Calcio Chieti 1922. Nel 2006, in seguito al fallimento, il gagliardetto dell'A.S.D. Chieti è stato reinventato rudimentalmente in stile AS Roma. L'ultima modifica è stata apportata nell'estate del 2008 quando al precedente stemma è stato aggiunto su un fianco l'Achille a cavallo, simbolo della città di Chieti e da poco, dunque, anche della squadra locale.

Il tifo a Chieti ha origini molto lontane, intorno al 1974-75; è tra i primi nel sud. I "Fedelissimi", primo club cittadino, organizzano tifo e trasferte alle quali partecipano anche i ragazzi degli "Ultras", gruppo formato dai più giovani. Nei primi anni '80 si formano vari gruppi (Ultras, Sconvolts, Fedayn, Viking). Con il ritorno tra i professionisti nel 1987 la curva si dà un assetto organizzativo più adeguato; nascono tanti nuovi gruppi fra cui gli "Achaean Generation", che sono i successori degli "Ultras" nella guida della curva; la loro nascita ha come data storica il 10 marzo del 1985 e lo testimoniano le prime sciarpe del gruppo realizzate ancora prima dello striscione. Gli Achaean Generation sono protagonisti di tante trasferte, oltre che delle gare interne, fino al loro scioglimento nel 1996. Amiterno's Brothers, Supporters Village, Indians Scalo, Club Luciano Novembrini e Filippone Neroverde contribuiscono al tifo della curva nei quattro anni di Serie C2 vissuti alla grande sia per la squadra che per gli ultras. Nel frattempo nascono altri gruppi tra cui gli attivi ragazzi degli "Irriducibili Scalo" (gruppo fondato nel 1989), che si segnalano anche per essere un po' irrequieti. La promozione in C1 delinea un nuovo scenario per la tifoseria che si trasferisce nell'altra curva resa più capiente e successivamente intitolata ad Ezio Volpi, indimenticato allenatore del ritorno in C1. Al fianco di Achaean e Irriducibili, nascono gli Ultras '74, formati in prevalenza da appartenenti al gruppo Filippone Neroverde, e altri gruppi, tra cui Gente Persa, Skins, Boys, Levante Neroverde, Wanderers; la curva è sempre stracolma. È il Chieti di Enrico Chiesa che farà sognare anche se alla fine si salverà all'ultima giornata. Dopo quest'annata inizia il declino del Chieti, che continua tuttora, di cui risente anche la tifoseria.

nel 2000-01, con la promozione in C1, si formano "Vecchia Guardia" e "Planet Chieti" e nello stesso anno tornano in curva gli Achaean oltre che ai ragazzi del Levante.

Pur non essendo tifoso di neppure uno sport, pratico ed ho praticato alcune discipline sportive anche faticose, ma sempre da appassionato.

Se lo sport viene manifestato come questi giovani che conosco, che amano la loro città e quindi la squadra di calcio, pur nelle alterne vicende di vittoria o sconfitta, senza eccedere in atti di imprudenza, volentieri ho accolto il loro invito di rendere pubblica e propagandare questo anniversario.

Luciano Pellegrini

05.10.12 13:03 - redcc PAGINEABRUZZO