Di Primio: "Ma Zeman gi un mezzo rom"

Pescara - Le sue frasi nei confronti dell'allenatore Zeman hanno creato indignazione e stupore

19.03.12 13:56
By redcc

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Di Primio:

Il Sindaco di Chieti al centro della polemica

Le sue frasi hanno creato indignazione e stupore. Ci sarà una reazione del Prefetto di Chieti e della Comunità  Rom

Le frasi del Primo cittadino di Chieti meritano  una riflessione. Bisogna riproporle così come sono state dette. Nel corso di  una nota trasmissione di approfondimento politico ieri sera ( 16 marzo us)  intorno alle 22:00, per l’esattezza Prima Pagina in onda su  Rete 8  si parla  della rovente polemica per l’utilizzo della   discarica di Casoni, diatriba che vede coinvolti i campanili di Chieti e Pescara, salta fuori all’improvviso una divagazione sull’altro oggetto del contendere che è il Premio Prisco. Con  una battuta, per noi poco felice,  il primo cittadino del capoluogo teatino  così definisce l'attuale tecnico del Pescara Zdenek Zeman: "Ma lui è già  un mezzo rom" e rincara la dose "Poi a me sta antipatico perchè io tifo Juve e lui parla male della Juve". Il Sindaco di Chieti non è nuovo a queste uscite di dubbio gusto. Qualche tempo fa si è guadagnato un’effimera quanto insulsa ribalta mediatica facendo coprire i cartelloni che promuovevano la campagna abbonamenti del sodalizio calcistico più titolato d’Abruzzo: il Pescara. Un atto, a dir poco, discutibile anche perchè erano state pagate regolarmente la tasse per l’affissione e quindi anche in barba alle leggi vigenti. Insomma, un primo grave segnale di rigurgito campanilistico  che mortifica i più elementari principi del vivere civile e del mutuo soccorso. Ma come è possibile che  la più alta carica istituzionale cittadina possa comportarsi così? Il ruolo di Sindaco  richiama a doveri inderogabili come quelli della pacificazione, della cooperazione  e dell’abbattimento di ogni tipo di discriminazione. E’ gravissimo perciò che si usi, in modo così sprezzante e offensivo, l’espressione: ‘Zeman è un mezzo Rom’. Un’uscita che schiaffeggia anni e anni di iniziative, attività , progetti, dispendiosi economicamente e umanamente, volti all’integrazione tra le diverse culture ed etnie. E lui, in un amen, li butta alle ortiche. Allora bisogna fornire qualche informazione in più a chi proprio  ne ha bisogno. Rom, da Vikipedia: ‘ (plurale: Roma, in lingua romanes/romani: rrom) è uno dei principali gruppi etnici della popolazione di lingua romanes/romani (anche detta degli "zingari" o dei "gitani"), che è originaria dell'India del Nord. La caratteristica comune di tutte le comunità  che si attribuiscono la denominazione rom è che parlano - o è attestato che parlassero nei secoli scorsi - dialetti variamente intercomprensibili, costituenti appunto il romanes/romani, che studi filologici e linguistici affermano derivare da varianti popolari del sanscrito e che trovano nelle attuali lingue dell'India del Nord Ovest la parentela più prossima. I Rom  propriamente detti sono un gruppo etnico che vive principalmente in Europa, distribuiti in una galassia di minoranze presenti principalmente nei Balcani, in Europa centrale e in Europa orientale, benchè la loro diaspora li abbia portati anche nelle Americhe e in altri continenti. La lingua parlata è il romanes/romani oltre alla lingua dello stato di origineâ€. Tra l’altro, molti ne vivono anche nel suo territorio. Cosa fa, li ghettizza? Quello che stupisce, piuttosto, è il silenzio della dinamica comunità  Rom in Abruzzo dopo simili dichiarazioni. Conoscendoli  c’è da aspettarsi a breve una dura presa di posizione contro il primo cittadino teatino. Per quel che riguarda il tentativo di sminuire,poi, il valore  di Zeman, universalmente riconosciuto come  vero ambasciatore del calcio pulito nel mondo, l’operazione da parte dell’Umberto Di Primio è fallita miseramente. Zeman è  un boemo. Per chi non ha grande dimestichezza con la geografia va sottolineato che la Boemia  è una regione storica dell'Europa centrale, che costituisce la parte più grande  della Repubblica Ceca, con una grande storia e tradizione culturale, patria, tra l’altro, di   Mendel e   Kafka. C’è da giurarci, allora, che l’allenatore del Pescara, di fronte a cotanti castronerie, non si lascerà  scalfire e, con l’abituale flemma, vestirà  i panni di un personaggio manzoniano e si chiederà : ‘’Di Primio,  ci era costui?’’.Dichiarazioni responsabili  che smorzano i pericolosissimi focolai incendiari che una simile situazione economica e sociale potrebbero  far divampare col rischio di danni irreparabili. Ma qual è il compito dei nostri amministratori quello di far esplodere tensioni sociali e farle sfociare in guerre dei Comuni, come succedeva nel Medioevo? Ma il capo dell’esecutivo teatino ha contezza che vive nell’era della globalizzazione, che fa parte dell’Unione Europea e che ci si muove in contesti mondiali? Come si può non condannare qualche ragazzino sprovveduto che scrive su qualche vecchia, graffiata e dilavata locandina paesana frasi  deliranti sotto il profilo della  forma e del contenuto. C’è da inorridire di fronte a tanta grettezza. Ecco il testo: ‘’Zeman a Chieti non lo vogliamo! Adesso basta! Questa ondata mediatica e non,di pescaresità  a tutti i costi ci ha stancato!Chiediamo rispetto per la nostra storia, per la nostra tradizione e per la nostra città  che continua ad essere calpestata da chiunque. L’ultima chicca arriva dalla notizia che il Premio Prisco 2012 possa essere assegnato a Zeman...se lui verrà  dentro il nostro teatro noi ci saremo. Chieti merita rispetto’’. Bene, cioè male, uno dentro le istituzioni può condividere simili farneticanti affermazioni? Volendo poi fare le pulci alla cosa bisognerebbe capire di quale storia si parla, di quella calcistica?  Impossibile, visto che il Pescara è l’unica formazione abruzzese ad aver militato in serie A e in serie B. Di quella culturale? Improbabile dal momento che  Pescara ha donato all’Umanità   due straordinari personaggi che nel mondo costituiscono l’esempio della genialità  abruzzese: Gabriele D’Annunzio e Ennio Flaiano. Gli altri: Benedetto Croce era di Pescasseroli, Ignazio Silone di Pescina. Più grave , invece, è che si tolleri la velata minaccia, dei supporter teatini, di  farsi trovare al Teatro Marrucino nel caso venga insignito il tecnico Boemo. E se dovessero fare la stessa cosa gli ultrà  pescaresi che sono, tradizionalmente più grandi per numero e qualità , dovremmo prepararci ad una  nuova guerra di religione calcistica? Ma per favore, non scherziamo! Ecco è veramente triste che chi dovrebbe essere preposto a comporre le  fratture si adori invece per esacerbarle. A questo punto la domanda sorge quanto mai spontanea. Ma il Prefetto di Chieti, il più alto rappresentante governativo sul territorio, non è affatto preoccupato di questo nuovo clima di contrapposizione che nel capoluogo teatino sta rinascendo?E, il più alto rappresentante governativo sul territorio  pensa che ci sia un filo rosso che dalla Curva Volpi, negli ultimi tempi, passa per i manifesti del Pescara calcio fatti coprire, per i rimproveri a chi è abbonato alla squadra biancazzurra, alle minacce, più o meno latenti, per impedire  che venga premiato  Zeman,alle offese implicite nei riguardi di comunità  come quella Rom che da secoli vive nel nostro territorio, in un contesto ancora più ampio e allarmante dell’emergenza rifiuti? Ma cosa si aspetta che succeda l’irreparabile? Chi si occupa della cosa pubblica ha l’obbligo di sanare i dissidi e cooperare per l’armonia e la prosperità  della intera comunità . Altrimenti fa spazzatura come quella di cui oggi tanto e male si parla’’

Turlendana Ritorna

19.03.12 13:56 - redcc - Letto 1601