Serie D. Il “pagellone” della stagione del Chieti

Diamo i voti ai protagonisti dell’annata trionfale conclusa con la promozione in Lega Pro: la squadra, i tifosi, lo staff tecnico, la società e il girone. Fotogalleria: un centinaio di immagini della stagione

28.05.10 20:00
By redcc

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Serie D. Il “pagellone” della stagione del Chieti

Fotogalleria a cura di Antonio Cipollone

articolo di A.B.

Smaltiti i "fumi" della festa promozione, e trascorsa la prima domenica senza il Chieti, in attesa della Poule Scudetto, proviamo a tracciare a mente fredda un bilancio consuntivo della stagione appena trascorsa: culminata sì con la promozione in Lega Pro ma fatta anche di continue emozioni e di alti e bassi da capogiro.
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LA SQUADRA - I PORTIERI
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D'ETTORRE 6.5 Pochissime presenze, poi viene accantonato per il complesso e crudele gioco dei fuori quota. Ma il suo attaccamento alla maglia e alla tifoseria gli fanno onore. E il ragazzo nelle ultime partite era cresciuto tantissimo...

DI PRETE 5.5 A sua discolpa va detto che gli sono state gettate immediatamente addosso grandi responsabilità. Ma il giovane portiere ex Primavera della Fiorentina (con una finale scudetto alle spalle) alla lunga ha deluso le attese, commettendo diversi errori di inesperienza solo parzialmente bilanciati dai quattro rigori parati. Alla fine la sua insicurezza era diventata quella dell'intero reparto arretrato e l'avvicendamento è stato inevitabile

RAGNI 8.5 Una sorpresa piacevolissima: preso a novembre quasi in sordina, tenuto "in ghiacciaia" dall'ottimo preparatore Zambardi per diversi mesi, e poi buttato in mezzo nel momento più basso della squadra, ha immediatamente fatto vedere il suo valore e ridato sicurezza alla difesa. Un ragazzo del '91 dalle prospettive enormi.
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LA SQUADRA - I DIFENSORI
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BASILAVECCHIA 6 Qualche presenza senza infamia e senza lode all'inizio dell'anno dopo la conferma, poi la partenza verso altri lidi

CARDINALI 7.5 Un inizio di campionato senza neanche la maglia da titolare, ma in crescendo continuo grazie al cambio di ruolo inventato da Vivarini, fino al finale di stagione fantastico che lo consacra uno dei migliori terzini del girone. A 20 anni è pronto per i campionati professionistici.

CUCULLO n.g. Qualche sporadica apparizione in prima squadra sostenuta dalle prestazioni scintillanti nella Juniores. Ma il ragazzo deve maturare ancora sia tecnicamente che fisicamente.

FERRETTI 7 Un campionato sempre a buoni livelli quando è chiamato in causa. Duttile e roccioso sia al centro della difesa che sulle fasce.

GIALLORETO n.g. Purtroppo la sfortuna e gli infortuni hanno impedito di vedere veramente all'opera questo ragazzo giunto con grandi aspettative, confermate dalle prime gare. Poi i nuovi equilibri con la coppia regina Pepe-Mucciante al centro della difesa gli hanno sbarrato la strada

MAMMARELLA n.g. Anche per lui poche presenze rispetto a quanto fatto vedere nella Juniores, da tenere d'occhio.

MUCCIANTE 6.5 Croce e delizia dei tifosi teatini. Pupillo del mister che lo ha scelto capitano prima ancora del suo arrivo a Chieti, è un difensore dalle indubbie doti tecniche. Ma purtroppo la sua "testa matta" e un po’ di eccesso di convinzione nei propri mezzi gli hanno fatto commettere non poche leggerezze, che potevano costare carissimo alla squadra. Alla fine però, con Pepe vicino e Ragni alle spalle ha recuperato la sicurezza e la solidità che gli si addicono

PEPE 9 Un autentico mostro in difesa. La lunga attesa per vederlo pienamente recuperato dopo un anno e mezzo di inattività ne è valsa sicuramente la pena. Da quando è entrato in pianta stabile al centro della difesa, dalle sue parti non è passato più un pallone. Nessuno dei grandi bomber del girone è riuscito a superarlo, da Miani a Sparacio, da Lazzarini a Buttazzoni. Da non lasciarsi scappare

SAFON 7 Tra panchine e utilizzi a singhiozzo riesce alla ritagliarsi il ruolo di esterno alto con buona soddisfazione. Il gol "pesante" a Centobuchi vale da solo il sette in pagella.

SERPICO 6.5 Da eterna promessa (bloccato l'anno scorso da un lungo infortunio), per il ragazzo sembrava essere l'anno della definitiva consacrazione. Dopo qualche incertezza, inanella buone prestazioni al centro della difesa, addirittura ottime nel ruolo di terzino destro, ma i delicati equilibri del reparto arretrato gli impediscono di essere utilizzato con continuità
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LA SQUADRA - I CENTROCAMPISTI
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COSTA 7.5 Lottatore indomito in mezzo al campo e incubo dei fantasisti avversari. Ogni volta che scende in mezzo al campo corre dietro ogni pallone fino al novantesimo; qualche volta pecca di precisione, ma ci può stare tutto. L'arrivo di Salvagno giunge a pennello per fargli tirare il fiato

ESPOSITO 7 A metà tra mediano incontrista e centravanti "d'emergenza", il ragazzo (a Chieti fin dai tempi dell'Eccellenza) riesce finalmente a ritagliarsi il suo spazio e si rivela preziosissimo rincalzo nelle dure battaglie del finale di campionato.

GALASSO 5.5 Arrivato tra grandi aspettative per ridare vigore alle fasce d'attacco, non riesce ad ambientarsi da subito, e ritorna velocemente nell'anonimato

SABBATINI 8 Una giusta media tra il 5 scarso di inizio anno (che stava per costargli il "taglio" a dicembre) e il finale eccezionale. Nelle ultime partite ha abbandonato la leziosità e sulla fascia sinistra ha ritrovato spunto, fantasia, concretezza e gol preziosi. Merito al mister per avergli dato fiducia

SALVAGNO 9.5 Un giocatore di altre categorie, e si vede. Il suo ingresso nel cuore del centrocampo è stato a dir poco trionfale. Tranne pochissime eccezioni, quando è in campo riesce a dirigere il gioco e la manovra con una facilità e una precisione impressionanti. Con questa ha conquistato la sua quinta promozione in carriera, di cui una in Serie A. E scusate se è poco

SAVI 7 Un ragazzo dalle enormi prospettive e capacità tecniche, ma il fisico è il suo limite più grande. In certe partite si vede lontano un chilometro che potrebbe fare sfracelli con la sua velocità e la sua tecnica nel saltare l'uomo, ma sembra avere paura di affrontare direttamente gli avversari più massicci di lui (che lo stendono puntualmente ad ogni contrasto). Con una cura estiva a base di proteine, e sui campi più tecnici e meno fisici della Lega Pro potrebbe esplodere definitivamente

SCIBILIA 6.5 Confermato dalla scorsa stagione, ripete il film che lo ha sempre contraddistinto: giocate sontuose, lampi di pura classe alternati però a leziosità quasi irritanti e concretezza di manovra prossima a zero. Guadagna qualcosa in più rispetto alla sufficienza per i quattro gol segnati, ma alla fine perde il posto da titolare e viene utilizzato solo per tenere il pallone nei finali quando si è in vantaggio

ROMANO 5 Autentico oggetto misterioso del mercato invernale: l'arrivo in stile "Diego" dal Lanciano, il gol meraviglioso (e rocambolesco) all'esordio, poi una serie di prestazioni a dir poco da schiaffi e la lenta e inesorabile sparizione. Uno con il suo curriculum (e il suo ingaggio) queste cose non può permettersele

VITONE 9 Questo è stato senza dubbio l'anno dei suoi record: 3.060 minuti di presenze in campo, ovvero l'intera stagione senza saltarne nemmeno uno, dieci gol quasi tutti con splendidi calci piazzati, e varie giocate di alta classe per dispensare assist e strappare applausi. Non avrebbe potuto chiedere niente di meglio.
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LA SQUADRA - GLI ATTACCANTI
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CHAFER 5.5 Preso come "salvatore della patria" nel mercato invernale, si è presto rivelato come una discreta "boa" del reparto d'attacco e poco più, con un solo gol all'attivo e una scarsa incidenza sugli equilibri della squadra

DI GIOVANNI 6.5 di stima. Sicuramente il ragazzo più promettente dell'intera rosa già dallo scorso anno, nelle prime apparizioni a tratti devastante come attaccante esterno. Poi il grave infortunio ha fatto sì che la sfortuna prevalesse sulla sua stagione. Da rivedere assolutamente

MAINELLA 5 Qui non parliamo più di un "oggetto misterioso", ma di un autentico "bidone". A Lanciano probabilmente stanno ancora ridendo per la faccia tosta con la quale ce lo hanno rifilato come bomber d'altre categorie (nonostante non avesse mai segnato un gol sopra l'Eccellenza e venisse da una stagione disastrosa alla Val di Sangro) dopo averlo rincorso per tutta l'estate neanche fosse Trezeguet. E qui non possiamo risparmiarci il GRAZIE a Battisti che lo ha voluto fortemente...

PLOSHTAKOV 5 Altra pagina nera del mercato estivo. Apparso non si sa bene come dalla Bulgaria insieme alla procace fidanzata, ha provato a "vendersi" come attaccante dal passato glorioso senza che mai nessuno si accorgesse della sua presenza in campo, anche quando era nella formazione titolare.

ROSA 9.5 Il bomber al quale nessuno credeva, che tutti volevano come semplice "spalla" del vero centravanti, per cercare il quale si sono presi i brocchi di cui sopra, si è caricato il peso dell'attacco del Chieti da solo per gran parte del campionato, e alla fine ha eguagliato il record di gol personali (18), guidando la cavalcata finale verso la promozione. Chapeau

VISCIGLIA 7.5 - Intendiamoci: sette gol in mezzo campionato (più quelli segnati già nella squadra di provenienza) non sono pochi, anzi. Ma forse da lui ci si è atteso troppo per un attaccante arrivato in corsa dentro equilibri già ben oliati, e alla fine la "valanga di gol" che ha sempre contraddistinto i suoi tabellini e che doveva spingere il Chieti alla vittoria del campionato, l'ha realizzata il suo compagno di reparto. Ma va bene così per tutti.
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LA SQUADRA – IL DODICESIMO
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LA CURVA VOLPI 9 - Relegata per il quarto anno consecutivo in una categoria che non le compete, tra provocazioni di provinciali sovraeccitati per lo “storico” incontro con la squadra del capoluogo che hanno sempre visto e torneranno a vedere solo in televisione, ha rappresentato l’arma in più di questa squadra. Certo, qualche “nervosismo” di troppo, anche se giustificato, ci se lo poteva risparmiare (cinque giornate di squalifica del campo sono un record uguagliato solo dalle parti dell’hinterland napoletano o della profonda Sicilia!), ma il Chieti carico a mille e inarrestabile del girone di ritorno è uscito fuori anche in virtù queste circostanze avverse.
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LO STAFF TECNICO
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l’allenatore VIVARINI 9.5  - E’ lui lo stratega e il vero principale artefice della vittoria di questo campionato. Scelto in estate tra una rosa che comprendeva nomi ben più altisonanti e che altrove hanno puntualmente fallito, con in mano una squadra tra le più giovani del girone e (almeno fino al mercato invernale) con pochi elementi di spessore individuale, ha fatto del gruppo, dell’organizzazione di gioco e della maniacalità nella preparazione tattica e nello studio dell’avversario, le sue armi vincenti. Nel periodo nero sotto Natale gli abbiamo contestato la mancanza di carattere nel motivare la squadra, ma alla fine ha avuto ragione lui nel gestire un gruppo che ha saputo conciliare come pochi risultati positivi e (non dimentichiamolo) rapidità e spettacolarità di gioco senza eguali. Un professionista nell’anima anche prima di conseguire il meritato patentino.
il preparatore atletico DEl FOSCO 8  - Si è visto pochissimo sui media e nelle interviste, ma il suo lavoro è stato preziosissimo. Si è assunto la responsabilità di “caricare” la squadra atleticamente facendola soffrire terribilmente sui fangosi campi invernali, ma con l’arrivo della primavera l’apporto dell’energia delle gambe allo sprint finale è stato fondamentale e devastante.
il preparatore dei portieri ZAMBARDI 8  - Ha avuto il merito principale di puntare su due giovani portieri del ’91 rinunciando per favorire la quadratura del cerchio dei fuori quota ad una sicurezza come D’Ettorre, ha investito sulla loro crescita in particolare curando la maturazione di quel Ragni che all’inizio nessuno conosceva ma alla fine si è rivelato il vero valore aggiunto del reparto difensivo e dell’intera squadra.
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LA SOCIETA’
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il presidente BELLIA 9.5 Zitto zitto ha preso il Chieti in mano quando sembrava che il giocattolo dovesse rompersi con la dissoluzione del triumvirato che aveva caratterizzato la stagione precedente, con la pazienza e l’intelligenza che caratterizzano la sua vita da imprenditore si è ritagliato un ruolo di primo piano e, principalmente da solo e senza proclami, ma con parecchi “contanti”, ha portato la squadra e la società ad una vittoria sulla quale in pochi avrebbero scommesso ad inizio stagione. La colpa che molti gli rimproverano è di tendere a tirarsi troppo indietro quando stimolato dalle domande giuste, smorzando così gli entusiasmi della piazza: forse un po’ timoroso nell’esporsi, ma alla fine dei conti ci ha messo sempre la faccia e i soldi, e di presidenti abituati solo a “chiacchierare” a Chieti ne abbiamo già avuti fin troppi…

i direttori BATTISTI e DI GIAMPAOLO 6.5 La storia di questi anni è dalla loro parte: tre promozioni in quattro anni, sempre con la coppia di dirigenti nel ruolo di Direttore Sportivo e Direttore Generale (anche quando affiancati da altri) sono un dato di fatto. Ma andando ad analizzare più nel dettaglio le campagne acquisti condotte sono tanti i punti interrogativi che rimangono: dal disastro dello scorso anno (Bogliolo, Fattorini, Bellocchi, Prosia, Sparacio solo per citarne alcuni), poi culminato con la rivoluzione di Nucifora, al “trio delle meraviglie” di quest’anno Mainella-Ploshtakov-Romano con la nuova rivoluzione invernale, sembrano essere più gli errori ai quali altri hanno dovuto mettere riparo che le mosse vincenti. Peccati di inesperienza? Forse, ma come dice il proverbio errare humanum est, perseverare…

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CURIOSITA’
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IL GIRONE F 5.5  - Diciamocelo onestamente, l’equilibrio che ha regnato nel campionato di quest’anno è frutto di un livellamento verso il basso incredibile, basta confrontare la classifica con quella degli altri gironi per rendersene conto. Nel finale sembrava di assistere ad una gara all’indietro nella quale nessuno voleva vincere, con le squadre avversarie che ci hanno letteralmente regalato (L’Aquila su tutte) la vittoria su un piatto d’argento, regalo che in un paio di occasioni abbiamo rischiato anche di non “accettare”. Non vincere un campionato del genere sarebbe stato imperdonabile.

28.05.10 20:00 - redcc - Letto 4797