Giuseppe Naccarella, una vita per il calcio.
01.12.09 14:12
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alondr
di Angelo Londrillo
Ha bisogno di poche presentazioni Giuseppe Naccarella.
Chi mastica calcio abruzzese lo conosce molto bene. Difensore centrale classe '73, Naccarella cresce nel settore giovanile della Vastese, suo paese, per esordire ancora giovanissimo nel campionato Interregionale. In tutto sono sette gli anni con la casacca della Vastese, due di Interregionale e cinque di serie C2; la sua carriere calcistica si sposta poi nelle marche, a Macerata, dove rimane per due splendide stagioni.
Il ritorno nella sua regione coincide con tre stagioni di serie D (che nel frattempo aveva cambiato denominazione) con l'Angolana, poi dinuovo fuori regione in Puglia, ad Apricena.
Dalla stagione 2001/2002 colleziona tutti campionati di Eccellenza, giocati quasi sempre al vertice: Ortona, Angolana per altri tre anni, Montesilvano, Pianella, Francavilla, Atessa, Miglianico e ancora Francavilla.
Fino a qualche settimana fa.
Peppe (così lo chiamano gli amici) è pronto a riallacciare gli scarpini per dare forza ed esperienza a chi ne avesse bisogno.
- Peppe, un inizio di stagione discreto con il Francavilla, poi sono sorti alcuni problemi che ti hanno allontanato dalla squadra: puoi dirci le ragioni?
Cominciamo con il tasto dolente, ma non di questa stagione, bensì della mia modestissima carriera. Spero capirete, ma preferirei non parlarne, ed evitare l'argomento. Credo sia la cosa più giusta; diciamo che il rispetto e la professionalità non abitano di certo a Francavilla. Preferisco portarmi dentro i tre bellissimi anni della gestione Luciani. Il resto, credetemi, è già nel dimenticatoio.
- Nonostante le candeline siano sugli "enta", Naccarella ha ancora voglia di dimostrare il suo valore di giocatore?
Le candeline per l'esattezza sono 36, ma vi assicuro che me ne sento la metà. Vivo giorno per giorno, cercando da sempre di migliorarmi. Nel calcio, come nella vita. C'è sempre, sempre qualcosa da dimostrare, in primis a sè stessi, quindi puoi immaginare la risposta. Sì, ho ancora tanta voglia, e l'ultimo anno calcistico lo dimostra. Sono andato via da Miglianico (di mia spontanea volontà, sia chiaro) a Dicembre, da primo in classifica, per tornare a Francavilla, penultima a 1 solo punto dall baratro, e raggiungere una salvezza a dir poco miracolosa. Stò bene, ho sempre la stessa fame di quand'ero ragazzo, e forse anche di più.
- E se dovesse arrivare una proposta come allenatore, come ti comporteresti?
Se dovesse arrivare la proposta non esiterei a prenderla in seria considerazione. Ho il patentino da 5 anni, e prima o poi, conto di cominciare quest'altra avventura, in cui credo allo stesso modo di quando sono in campo, da atleta. Credo che in questi 20 anni, l'esperienza accumulata con i vari allenatori che ho avuto, e "il campo", siano sufficienti per cominciare, ed essere utile in un progetto importante di qualsiasi società, di qualsiasi categoria, dalle giovanili alla prima squadra.
Nessuna distinzione. Sono pronto, prontissimo.
- Siamo al 1°dicembre, si riapre fino al 17 il mercato dei dilettanti: hai avuto contatti con società?
I contatti ci sono stati, e ci sono, ma non ho ancora definito nulla. Sceglierò con calma e attenzione. Non metto paletti a nessuno, nè ho pretese economiche. Sono un padre di famiglia, oltre ad essere un atleta, e quindi sò che tempi viviamo. Qualsiasi offerta sarà ben accetta e gradita, e dico qualsiasi; l'importante è essere utile. E tantomeno metto paletti sulla categoria, assolutamente. Quindi, sono quì, pronto....
- Hai un palmares calcistico importante: una stagione, un allenatore e una rete che ricordi con piacere?
Grazie per il complimento sul palmares, e lo divido volentieri con tutti i miei compagni di battaglia, le società e i tifosi di ogni squadra in cui ho militato.
Allora, le stagioni sono state tutte indimenticabili, credimi, non è retorica. Ma se devo citarne una in particolare, allora dico la stagione 1996-97, a Macerata, in C2. Partimmo da neopromossa e infilammo una stagione strepitosa, vincendo partite epiche a Livorno, in casa con la ternana di Del Neri, per finire con l'eliminare l'Arezzo di Cosmi in semifinale play off, per poi perdere lo spareggio per approdare in C1 con il Livorno, allo stadi "Giglio" di Reggio Emilia. In rosa c'era gente del calibro di Colantuono, Sgherri, Carillo, Di PIetro, Spuri, Consorti, Mancini, Galli, Paoloni.....Aggiungi una città meravigliosa e un tifo fantastico ed è presto detto. Indimenticabile.
Ed eccoci al gol....Bè, è abbastanza facile scegliere, anke perchè ne ho fatti talmente pochi. Tutti e 12 bellissimi e indimenticabili però, sia chiaro. Ma il mio Top resta il goal che realizzai in Maceratese-Ternana nella suddetta stagione preferita. Era la 5a di ritorno, segnai il gol del 2-2 a fine primo tempo. Anticipo su Rossi nella metà campo avversaria, 3-4 passi avanti e tiro dai 30 metri, di sinistro. Partì un siluro inspiegabile che s'infilò nel sette, dritto per dritto. Una roba pazzesca. Ancora oggi mi chiedo come ho fatto, e la risposta è sempre la stessa: un gran c..o! Credetemi, è vero.... è tutto documentato...
In più, finimmo per vincere 3-2, e quindi il goal assunse un valore unico.