Sabato i funerali dell'ultras ucciso in piazza Grue

Pescara - ll 24enne è morto per uno choc emorragico addominale, lo ha stabilito l'autopsia eseguita nel pomeriggio. Intanto i tifosi biancazzurri protestano

03.05.12 21:03
By Redcan

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Sabato i funerali dell'ultras ucciso in piazza Grue

PESCARA – Domenico Rigante è morto per uno choc emorragico addominale. Lo ha stabilito l’esame autoptico eseguito oggi pomeriggio su corpo dell'ultras 24enne di Pescara ucciso la sera del primo maggio a Piazza di Grue con un colpo di pistola esploso da un nomade.

Il giovane è stato colpito da un solo colpo di pistola calibro 38 che lo ha raggiunto al fianco destro perforando intestino tenue, diaframma e aorta. Durante l’esame, durato tre ore, fuori dell’ospedale i tifosi biancazzurri si sono radunati intorno ad Antonio Rigante, fratello gemello della vittima e che era il vero obiettivo del nomade ricercato in tutta Italia.

Intanto è stato rinviato a sabato il funerale, inizialmente previsto per domani. Da domani mattina, alle 9, sarà aperta la camera ardente all'obitorio dell'ospedale di Pescara. Sabato intorno alle 14 la bara lascerà l'ospedale per raggiungere lo stadio e attraverserà la curva nord, per poi raggiungere l'abitazione di Rigante e infine la chiesa, a Villaggio Alcyone, dove entrerà portata a spalla dai compagni.

Questa mattina gli ultras della tifoseria di Pescara si sono presentati davanti al Comune, in piazza Italia, e hanno sistemato uno striscione nel piazzale del municipio con su scritto "Avete cinque giorni per cacciarli dalla citta'". Ce l'hanno con i nomadi, dopo l'omicidio di Domenico Rigante, e chiedono che i nomadi se ne vadano da Pescara perchè non vivono rispettando la legge.
“Con la morte di Domenico Rigante, -afferma il Presidente della Provincia Guerino Testa- Pescara è ancora una volta protagonista di una vicenda drammatica che si aggiunge alla catena di eventi tragici degli ultimi mesi ma, nonostante tutto, ancora oggi mi sento di dire che Pescara è una città tranquilla, con una qualità della vita ancora soddisfacente e che molti ci invidiano. Mi auguro che quanto accaduto al giovane Rigante sia da stimolo per una riflessione costruttiva. La tragica fine del 24enne appassionato di calcio e dell’undici biancazzurro dovrebbe far capire che in tutte quelle occasioni in cui si rischia un’esplosione di violenza è sempre opportuno fare un passo indietro, meditare, mediare. I fatti di sangue come quelli dell’altra notte vanno letti con attenzione e devono insegnare a percorrere strade ben più miti, all’insegna del dialogo, nella consapevolezza che le forze dell’ordine assolvono in pieno ai loro compiti sul nostro territorio, per prevenire i reati e perseguire chi li commette. Esprimo il mio cordoglio alla famiglia Rigante e domani sarò ai funerali di Domenico, così come domenica mattina sarò in piazza ad ascoltare le istanze della tifoseria nella manifestazione pubblica che sta organizzando in queste ore. Ma chiedo a tutti, come ha fatto il sindaco, di contribuire affinché Pescara resti una città tranquilla e vivibile, come sono certo che sarà”.

“Massimo rigore e assoluta fermezza delle Istituzioni nell’affrontare il ‘caso’ dell’omicidio di via Polacchi. E’ quello che oggi chiede la città di Pescara, ancora sconvolta per quanto accaduto in un tranquillo primo maggio, con il brutale assassinio di un ragazzo di 24 anni. E l’amministrazione comunale di Pescara darà fermezza, come quella dimostrata negli ultimi tre anni, facendosi promotrice, ad esempio, delle operazioni di sfratto dai nostri alloggi popolari di inquilini abusivi, per la stragrande maggioranza appartenenti alla comunità Rom stanziale e con pesanti precedenti penali alle spalle. Non vogliamo faide, non vogliamo guerre, ma condividiamo la necessità del rigore: chi viola la legge va individuato e punito, senza facili indulgenze. Domenica saremo in piazza con la città e con gli amici di Domenico, per esprimere solidarietà, vicinanza, e voglia di legalità”. Lo ha detto il consigliere comunale del Pdl Lorenzo Sospiri, consigliere regionale, intervenendo sul ‘caso’ dell’omicidio di via Polacchi.

“Come ha ricordato oggi il sindaco Albore Mascia – ha detto il consigliere Sospiri – Pescara oggi purtroppo paga la politica scellerata del passato che ha consentito a famiglie abituate a delinquere di infiltrarsi nel nostro tessuto sociale, senza integrarsi, ma semplicemente insinuandosi per acquisire diritti, dimenticando i doveri. E oggi ci ritroviamo con intere famiglie Rom che occupano, anche senza titolo, alloggi popolari, usati spesso come ‘centrali’ di spaccio della droga, alloggi sottratti a famiglie oneste che vivono di uno stipendio. Alloggi che, pur in presenza di una legge regionale, non riusciamo spesso a togliere a chi delinque per mille cavilli burocratici. Oggi quelle famiglie hanno fatto il cosiddetto ‘salto di qualità’, e dalle risse, dai pitbull scatenati contro le Istituzioni in via Caduti per Servizio, da un bastone lanciato da un balcone sul corteo durante la fiaccolata per la legalità, sempre a Fontanelle, dalle urla e dagli schiamazzi, con la musica alta, per disturbare i vicini, sono passati alle armi pesanti, hanno cominciato a sparare, a uccidere, con l’obiettivo di spaventare, di terrorizzare e forse ridurre al silenzio la città. Le Istituzioni non possono più tollerare tale situazione: è chiaro che, nonostante i mille progetti finanziati dal Comune, ci sono famiglie che non vogliono integrarsi, non vogliono rispettare la legge uguale per tutti, ma vogliono imporre la propria legge. Comune, Provincia, Forze dell’Ordine non possono consentirlo – ha sottolineato il consigliere Sospiri -: a questo punto è necessario promuovere una nuova campagna della legalità che passi attraverso gli sfratti di coloro che usano i propri appartamenti popolari come ‘magazzini-deposito’ della droga e in tal senso mi auguro che oggi, dinanzi all’episodio di via Polacchi, la Regione comprenda la necessità, l’urgenza e l’importanza di destinare fondi specifici per consentire quegli sfratti. Dobbiamo portare avanti una campagna della legalità che passi attraverso la confisca dei beni di coloro che vivono in un alloggio del Comune, ma poi scorrazzano con le mercedes pur risultando disoccupati e senza reddito, attraverso una politica del rigore e della non-indulgenza verso chi commette dei reati. Lo chiede la città, lo chiedono i pescaresi tutti, lo chiediamo noi amministratori, e soprattutto, oggi, lo chiedono i familiari e gli amici di Domenico Rigante che hanno visto spegnersi un ragazzo di 24 anni, forse ucciso per una scazzottata che aveva visto protagonista il fratello, una scazzottata che comunque non poteva e non doveva finire in una simile tragedia. Domenica saremo in piazza Italia con la città per dire in modo forte e chiaro che la scellerata politica del passato è finita”.

03.05.12 21:03 - Redcan - Letto 2560