Imu, istruzioni per il pagamento

Pescara - Questa mattina l’assessore Filippello ha fornite le ultime novità riportate nella Circolare esplicativa emanata dal Ministero venerdì sera e pubblicata  sabato mattina

21.05.12 19:21
By Redcan

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Imu,  istruzioni per il pagamento

PESCARA - “L’applicazione dell’aliquota Imu al 6,8 per mille per gli alloggi dell’Ater, con la detrazione di 200 euro per ogni appartamento dato in locazione, e poi la definizione esatta di ‘prima abitazione’ identificata nella casa in cui risiede il nucleo familiare, con l’abolizione delle agevolazioni prima previste per le case date in comodato ai familiari; infine l’indicazione rivolta agli utenti di pagare l’Imu comunque in due rate, per non rischiare di versare somme superiori al dovuto senza poterne poi chiedere il rimborso. Sono solo alcuni dei chiarimenti previsti nella Circolare esplicativa emanata dal Ministero venerdì sera e pubblicata lo scorso sabato mattina, 64 pagine fitte di indicazioni e suggerimenti che ora i nostri uffici dovranno studiare e calare nel Regolamento Imu del Comune di Pescara. Lo stesso Regolamento che venerdì scorso abbiamo dovuto rinviare dall’esame del Consiglio comunale proprio perché quella circolare, attesa per giovedì, non era arrivata, scatenando, come sempre, le accuse della ‘grancassa’ del Pd che in aula ha sostenuto che la maggioranza era costretta a ‘scappare’ non avendo i numeri per approvare la delibera. Così non era e a smentire il Pd c’ha pensato lo stesso Ministero”. Lo ha detto l’assessore ai Tributi Massimo Filippello nel corso della conferenza stampa odierna convocata per illustrare le ultime modifiche apportate all’Imu dalla Circolare esplicativa emanata lo scorso venerdì sera, una conferenza che però è stata anche l’occasione per ufficializzare le iniziative adottate dall’amministrazione comunale per supportare i cittadini nella compilazione dei modelli F24 necessari per pagare l’imposta stessa. Presenti anche il capogruppo del Pdl Armando Foschi, e  il dirigente Marco Scorrano.

“Partiamo dalle ‘istruzioni per l’uso’ – ha detto l’assessore Filippello -: a partire da oggi è attivo sul sito internet del Comune, all’indirizzo www.comune.pescara.it, un link specifico sull’Imu al quale l’utente può collegarsi e, inserendo la propria rendita catastale, gli viene automaticamente calcolata l’imposta Imu da versare dandogli anche la possibilità di stampare il modello F24 debitamente compilato e da pagare alle Poste”. “Il link garantisce l’accesso a ogni genere di informazione sull’Imu – ha specificato il dirigente Scorrano -: innanzitutto c’è una sezione dedicata alle norme di riferimento e c’è il modello F24 nazionale da stampare in bianco. Il link centrale è il modello per il calcolo dell’imposta: è sufficiente inserire la propria rendita catastale e automaticamente si ottiene la somma da versare. Per coloro che non conoscono la rendita catastale del proprio immobile, c’è un altro link che permette il collegamento diretto e gratuito con il sito dell’Agenzia del Territorio dove, inserito il codice fiscale dell’utente e le particelle di riferimento, si ottiene la rendita. Per calcolare l’Imu si chiede poi di riempire le parti relative al numero dei figli presenti in famiglia, che dà diritto a 50 euro di sconto su ogni figlio, e si sceglie se pagare in un’unica soluzione o in due o tre rate con i relativi importi. A quel punto basta stampare il modello F24 compilato e pagare. Non solo: nel link abbiamo riportato anche la sezione sulle domande più frequenti che potrebbero rivolgerci gli utenti, sezione che verrà ovviamente arricchita da altri possibili quesiti. Infine l’amministrazione comunale ha prodotto anche un manuale-guida, già presente on line, e tutta l’operazione, condotta in collaborazione con l’Associazione Nazionale Uffici Tributi Enti locali, è a costo zero per l’utente e per il Comune”. Subito dopo l’assessore Filippello è passato alla vicenda della delibera sul Regolamento dell’Imu, portata all’ordine del giorno del Consiglio comunale di venerdì scorso e poi rinviata. “In aula – ha ricordato il capogruppo Foschi – abbiamo subito chiarito che la delibera veniva rinviata perché dovevamo necessariamente attendere la Circolare esplicativa del Ministero delle Finanze, attesa per giovedì sera, e invece poi emanata solo venerdì sera 18 maggio e pubblicata sabato mattina, 19 maggio. Ma per quel rinvio ci sono piovute addosso accuse di ogni genere, ossia che avevamo imbastito un ‘papocchio’ e che ormai scappavamo non avendo i numeri, come ci ha detto un altissimo esperto di finanze. Quella circolare arrivata il giorno dopo ha clamorosamente smentito quelle accuse dimostrando per l’ennesima volta chi mente e chi dice la verità”. “La Circolare – ha detto l’assessore Filippello – si sviluppa in 64 pagine che dobbiamo studiare e domani si svolgerà la conferenza dei capigruppo per decidere quando portare la delibera in Consiglio comunale. Il rinvio della delibera è stato un atto di responsabilità per avere il tempo di verificare tutti i chiarimenti. Cominciamo con la definizione dell’abitazione principale per la quale si applica l’aliquota del 4 per mille: secondo la Circolare, l’abitazione principale del nucleo familiare dev’essere unica, la sola eccezione è data dal possesso di un immobile in una città diversa dove uno dei due coniugi, ad esempio, lavora per buona parte della settimana, dunque vi dimora abitualmente per poi tornare a casa solo nel fine settimana. In questo caso è possibile che due coniugi abbiamo una diversa ‘abitazione principale’, magari uno a Pescara e l’altro a Roma. Oppure, se un figlio porta la propria residenza abituale in un immobile diverso da quello del nucleo familiare è evidente che quell’immobile diventerà per lui abitazione principale, ma in quel caso i genitori non possono più usufruire della detrazione di 50 euro prevista per il figlio a carico e convivente. Poi le pertinenze: la circolare ha chiarito che si paga il 4 per mille per l’abitazione principale e per una pertinenza per ciascuna categoria, ossia C2 ossia magazzini, depositi e sottotetti, C6 ossia garage e posto auto, C7 ossia tettoia, pertinenze che ovviamente devono essere asservite all’abitazione principale. E’ stata invece definitivamente abrogata la norma che prima consentiva di assimilare alle abitazioni principali gli immobili concessi in comodato a familiari. Ancora: il Comune avrà la facoltà di rideterminare le aliquote entro il 30 settembre 2012, e per questo i versamenti del 18 giugno non possono essere fatti in un’unica soluzione. Chi lo farà e poi, magari, dovesse risultare aver pagato una somma maggiore del dovuta, non avrà rimborsi. La Circolare – ha ancora proseguito l’assessore Filipello – ha poi specificato l’applicazione degli arrotondamenti, ossia le somme sino a 49 centesimi vanno arrotondate in difetto; dai 50 centesimi in poi si arrotonda in eccesso. Poi gli alloggi di edilizia popolare, che interessa direttamente l’Ater: quando c’era l’Ici, le case popolari in locazione erano considerate abitazioni principali, quindi dal 2008 a oggi c’era l’esenzione dall’imposta. Con l’introduzione dell’Imu, l’immobile Ater è un immobile a disposizione, se è dato in locazione si applica la detrazione dei 200 euro, altrimenti si paga aliquota piena. Inizialmente era dunque prevista l’applicazione dell’aliquota del 10,6 per mille con 200 euro di detrazione. Dinanzi a tale disposizione sono intervenuti i presidenti delle Ater che hanno chiesto una riduzione; ora il Governo ha annunciato la volontà di rinunciare alla propria quota Imu sugli alloggi popolari, pari al 3,8 per mille, e, a questo punto, noi abbiamo proposto di abbassare la stessa Imu a 6,8 per mille. Le case popolari di proprietà del Comune sono ovviamente esenti dall’imposta. Queste sono le nostre proposte, tutte ovviamente migliorabili ma a fronte di idee serie e fondate. Per il resto confermeremo l’aliquota del 4 per mille per ogni unità abitativa, di categoria C1, C6 e C7. Su tale imposta abbiamo però previsto un’agevolazione, unica in Italia, consentendo di pagare il 3 per mille ai nuclei familiari composti da almeno due persone che abbiano contratto o contrarranno un mutuo ipotecario per l’acquisto dell’unità immobiliare adibita ad abitazione principale, censita esclusivamente in una delle categorie catastali da A/2 ad A/5, e relative pertinenze, ovvero tutti gli immobili ad esclusione delle ville; i componenti di tali nuclei familiari non devono possedere sul territorio nazionale altre unità immobiliari oltre all’abitazione principale e devono avere, un reddito lordo non superiore a 30mila euro; tale agevolazione permane anche in caso di decesso di uno dei due coniugi, avvenuto successivamente alla stipula del contratto di mutuo, fermo restando il possesso dei requisiti precedenti. Inoltre ricordiamo che per legge è prevista anche la detrazione di 200 euro e di ulteriori 50 euro per ogni figlio, fino a 26 anni di età, che abbia la residenza nella dimora abituale, fino a un massimo di 8 figli, a tutela delle famiglie numerose. A tale aliquota sono stati assimilate anche le abitazioni che appartengono ad anziani che però sono anagraficamente residenti presso le Case di riposo: nei loro confronti lo Stato ha lasciato ai Comuni la discrezionalità della decisione, fermo restando però che in ogni caso il Comune dovrà versare allo Stato stesso il 3,8 per mille dell’aliquota. A fronte di tale situazione il Comune di Pescara ha comunque deciso di applicare verso tali anziani l’aliquota del 4 per mille con la detrazione di 200 euro: di quel 4 per mille il 3,8 per mille lo verseremo allo Stato, quindi è il Comune che in sostanza rinuncerà al proprio introito. Inoltre abbiamo previsto le aliquote agevolate del 7,6 per mille per gli immobili locati con contratto a canone concordato, valido per tutti gli immobili strumentali utilizzati da artigiani e commercianti”.

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