14.01.10 10:28
By redcc

Subbuteo. In Abruzzo successi… in punta di dito

Un mito che rinasce. L’Abruzzo fa parlare di se in giro per l’Italia. Andrea Di Vincenzo 7° e Fabrizio Fedele 25° in Italia.

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Subbuteo. In Abruzzo successi… in punta di dito Un mito che rinasce. L’Abruzzo fa parlare di se in giro per l’Italia. Andrea Di Vincenzo 7° e Fabrizio Fedele 25° in Italia. Si riavvicinano i giovani, anche se per loro il mondo va troppo veloce e non hanno la pazienza di allenarsi per ore per migliorare il tocco

A volte, davvero basta la parola. Subbuteo. Un mito, per chi oggi ha quarant' anni. Una piacevole scoperta, per quelli che sono arrivati appena a quindici e sono già stanchi della fredda perfezione stilizzata della PlayStation. Vuoi mettere l' ebbrezza di toccare, manipolare e accudire - lucidandone la base e incollandone alla stessa le gambe spezzate dall' ennesima caduta dal tavolo - i tuoi giocatori in miniatura, muovendoli in campo secondo gli schemi partoriti dalla tua fervida fantasia di allenatore, con le surreali acrobazie dei campioni riprodotti al computer? Della soddisfazione del gol su punizione con colpo sotto a scavalcare la barriera, del tocco a effetto, il cosiddetto "girello", con la miniatura che aggira quella avversaria e va a prendere la palla nell' angolo nascosto del campo? E del tifo riprodotto con la gola, delle recinzioni intorno al campo fatte a mano con i colori della squadra del cuore... Sì, altro che PlayStation. Ed ecco gli allenamenti quotidiani rubati allo studio e alla fidanzata, dper acquisire un' insospettabile, e produttiva, elasticità. Il Subbuteo è emozione, abilità, adrenalina. È - era - il gioco di tre generazioni di adolescenti e di quelli che oggi hanno 40 anni e provano fitte di nostalgia quando ripensano a quella curiosa fusione tra football, biliardo e scacchi che è il calcio a punta di dito, nato negli Anni 20 come passatempo dei marinai inglesi e diventato famoso tra il 1949, brevettato dall' ornitologo Peter Adolph e la metà dei 70, allorché assunse le dimensioni di fenomeno mondiale. Vittima dei videogiochi, era passato di moda; oggi è un hobby in crescita, che conta decine di club in tutto il Mondo e centinaia di iscritti alla federazione italiana, capofila a livello internazionale con una Nazionale italiana che detta legge da vent' anni, grazie a campioni storici come Frignani, Massino e Baglietto, e nuove stelle quali Bolognino, Bertelli e Massimiliano Nastasi (pescarese doc, tesserato con ASD Perugia). E a parte lui, l’Abruzzo di campioni ne sta sfornando parecchi, tutti tesserati con l’ASD Brasilia Calcio da Tavolo. Andrea Di Vincenzo (tesserato con i Bologna Tigers), neo campione del Mondo con la nazionale italiana agli scorsi mondiali di Rotterdam, ora 7° nel ranking italiano categoria Open e Fabrizio Fedele (capitano dell’ASD Brasilia Calcio da Tavolo), neo campione d’Italia nella categoria Cadetti, attualmente 26° nel ranking italiano categoria Open, in forte ascesa. Ma non dimentichiamo Simone Di Pierro 73°, mentre Andrea Di Pierro 45° nel ranking categoria Veteran  e Marcello Scarduelli 66°. Tra le nuove leve, Jessie Monticelli 12° nella categoria Under 12 e Eddy Monticelli 22° nella categoria Under 15 sono i fiori all’occhiello della nostra prospera terra d’Abruzzo.

Se volete provare, allora fate un salto in Via Vicoli, 17 a Chieti (CH) o contattate il direttivo su pungolonews@yahoo.it  o sui siti: www.pungolonews.itwww.brasiliachieticalciotavolo.blogspot.com . Prossimi appuntamenti il Satellite “Memorial Luciano Novembrini” del 31 gennaio dalle ore 9:30 nella palestra della Scuola Sant’Andrea di Chieti.

14.01.10 10:28 - redcc - Letto 370

 

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