Il futuro del team di Jannik Sinner è già un tema caldo, anche se la stagione non è ancora finita. Secondo quanto riportato dal The Times, lo svedese Magnus Norman sarebbe il candidato in pole position per raccogliere l’eredità di Darren Cahill, che a fine anno dovrebbe lasciare l’incarico. Per ora si tratta di indiscrezioni, senza conferme ufficiali dal clan del numero uno al mondo.
Cahill, soprannominato affettuosamente Papà dai tifosi di Jannik, ha rappresentato un punto di riferimento prezioso nella crescita dell’altoatesino. Il suo addio, se confermato, lascerebbe un vuoto pesante, e non sorprende che il mondo del tennis si sia già messo alla ricerca del nome giusto. Il toto-allenatore è partito dopo la notizia dell’accordo tra Ivan Ljubicic e Felix Auger-Aliassime, che ha tolto di mezzo una possibile pista e ha acceso le speculazioni su cosa succederà nella prossima stagione.
Ed è qui che entra in scena Norman, un nome che ai fan di Sinner non suona nuovo. Lo svedese è stato infatti a un passo dal diventare il coach di Jannik già nel 2022. Dopo la separazione dallo storico maestro Riccardo Piatti, il progetto prevedeva proprio Norman accanto a Simone Vagnozzi come volto nuovo dello staff. Poi, però, la strada ha preso un’altra direzione ed è arrivato Cahill, dando il via a quella che i tifosi definiscono una storia bellissima e, per ora, non ancora conclusa. A distanza di quattro anni, il destino potrebbe riportare Norman sul cammino di Sinner.

Il curriculum dello svedese parla da solo. Da giocatore è arrivato fino al secondo posto del ranking Atp, ha conquistato la Coppa Davis nel 1998, battendo l’Italia a Milano, ha vinto gli Internazionali d’Italia e ha disputato una finale al Roland Garros. La sua carriera si è fermata presto: a soli 27 anni ha dovuto dire basta per i problemi fisici alle anche e al ginocchio.
Da allenatore, però, Norman ha costruito una seconda vita ancora più brillante. Al fianco di Stan Wawrinka ha vinto tre Slam in tre anni consecutivi: l’Australian Open nel 2014, il Roland Garros nel 2015 e lo Us Open nel 2016. Un palmarès che lo rende uno dei tecnici più rispettati del circuito e che spiega perché il suo nome circoli con tanta insistenza.
Sempre secondo il The Times, Norman non sarebbe gradito soltanto a Sinner. Anche Cahill sarebbe d’accordo sulla scelta e sarebbe convinto di lasciare l’azzurro in ottime mani. Una condizione tutt’altro che banale: il passaggio di consegne, se avvenisse, sarebbe all’insegna della continuità e non di una rottura.
Sullo sfondo resta comunque un’altra ipotesi, quella di Juan Carlos Ferrero, ex allenatore di Carlos Alcaraz, indicato come possibile alternativa. Nulla è deciso, e nelle prossime settimane è probabile che le voci si moltiplichino.
Di certo c’è che Sinner, ancora una volta, si prepara a scegliere con cura. Dopo anni di vittorie e di una guida molto amata, il prossimo allenatore dovrà essere all’altezza di un’eredità importante. E il nome di Norman, per esperienza e per storia, sembra avere tutte le carte in regola.
