In genere, nel calcio vince sempre la squadra più forte. In genere. Perché quello che è successo ieri, in Spagna-Capo Verde, match valido per il girone H di qualificazione ai Mondiali di Canada, Messico e USA, ha dell’incredibile. Non tanto per il risultato finale, uno 0-0 che dice quanto la squadra africana sia stata resistente, ma per la prestazione del portiere della nazionale capovediana: Josimar José Évora Dias, detto Vozinha. Un calciatore di 40 anni che ha chiuso la porta (letteralmente) a talenti celebrati come Pedri e Yamal.
Il suo vero nome, Josimar, è un omaggio a Josimar Higino Pereira, terzino destro del Brasile al Mondiale 1986. Il soprannome Vozinha, che significa “voce” e gli è stato dato dai nonni quando viveva sull’isola di Sao Vicente. Al fischio finale, Vozinha è crollato in lacrime, portato in trionfo dai compagni con la bandiera di Capo Verde tra le mani. Le sue parole nel post-partita hanno commosso il mondo del calcio:
“Ho pianto perché sono cresciuto con i nonni, che hanno fatto tutto per me e per la mia vita, ma sono morti anni fa. Anche mia madre non è riuscita a essere qui a causa del visto, non siamo riusciti a trovare i soldi in tempo“
La sua performance gigantesca gli è valsa il premio di migliore in campo, un riconoscimento che ha stretto tra le braccia come fosse un figlio.
La carriera di Vozinha si è costruita lontano dai riflettori, tra Capo Verde, Moldavia e Cipro. Dal 2024 gioca nel Chaves, squadra della seconda serie portoghese. Ha esordito in nazionale 14 anni fa e da allora ha collezionato oltre 80 presenze, ma il giorno più bello è arrivato a pochi giorni dal suo quarantesimo compleanno celebrato il 3 giugno.
L’impatto sui social media è stato clamoroso. Prima del fischio d’inizio, il profilo Instagram di Vozinha contava circa 50mila follower. Tre ore dopo la partita, era schizzato a 2,5 milioni di seguaci. All’alba del giorno successivo aveva raggiunto quota 5,2 milioni e salirà ancora.
Per Capo Verde, arcipelago di 550.000 abitanti al largo delle coste occidentali africane, quella contro la Spagna è stata una giornata storica. Il governo aveva dichiarato mezza giornata di vacanza per permettere a tutti i cittadini di vivere il debutto mondiale.
La rosa di Capo Verde guidata da Bubista è un mosaico di giocatori sparsi per il mondo: c’è chi gioca in Spagna come Logan Costa del Villarreal, in Olanda, in Portogallo con sette elementi tra cui l’ex Verona Livramento, in Turchia, negli Stati Uniti, in Russia e in altri otto campionati. Ognuno ha portato qualcosa e tutti insieme hanno fatto la storia. Ma ora, c’è un protagonista in più, Vozinha, che curiosamente ha la stessa età di Dino Zoff ai Mondiali ’82. Che Capoverde possa vincere i Mondiali è un sogno, ma il calcio spesso sfugge alla logica.
