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    Home»MotoGP»A 40 anni fa impazzire Silverstone: Crutchlow, lo yacht (finto) e il mito che batte i giovani
    MotoGP

    A 40 anni fa impazzire Silverstone: Crutchlow, lo yacht (finto) e il mito che batte i giovani

    Tiziana MorgantiBy Tiziana Morganti6 Agosto 2026 17:00Nessun commento3 Mins Read
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    Cal Crutchlow sulla pista di Silverstone
    Silverstone World Superbikes
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    Un quarantenne in griglia in MotoGP: a molti sembrerebbe un’anomalia, ma per Cal Crutchlow è realtà. A dieci anni esatti dalla storica pole position e dal secondo posto conquistato proprio a Silverstone, il pilota di Coventry torna a correre sul tracciato di casa in sella alla Castrol Honda LCR, lo stesso team con cui visse quei momenti di gloria.

    Il ritorno alle corse, però, non è stato immediato né scontato. Subentrato a Johann Zarco dopo il grave infortunio rimediato dal francese a Barcellona, Crutchlow avrebbe inizialmente esitato ad accettare la proposta del team, salvo poi ripensarci grazie al sostegno della moglie e al legame affettivo mai reciso con lo staff e i meccanici della squadra. Un richiamo fatto di ricordi, prima ancora che di risultati sportivi.

    E ora, al Gran Premio di casa, l’inglese si dice pronto a scendere in pista su quello che considera uno dei circuiti più belli e significativi del calendario, un vero e proprio patrimonio per il motorsport mondiale. Sul piano dei risultati, va detto, il rientro da sostituto non ha fin qui regalato exploit: Crutchlow è rimasto quasi sempre nelle retrovie nei Gran Premi disputati in questa seconda vita in MotoGP.

    Un dato che, però, non ha nulla a che vedere con l’età anagrafica: piloti come Valentino Rossi e Colin Edwards hanno gareggiato fino ai quarant’anni senza troppi problemi. Il vero ostacolo, come ammesso dallo stesso Crutchlow, riguarda l’evoluzione tecnica delle moto e i cambiamenti nella posizione di guida, uniti alla sensazione di “ruggine” accumulata lontano dalle piste e a un feeling ritrovato solo in parte.

    Ma al pubblico britannico, in fondo, poco importa della classifica. Il Gran Premio di Silverstone sta vivendo settimane di entusiasmo crescente proprio grazie alla presenza di Crutchlow, che garantisce una vendita di biglietti superiore rispetto alle passate stagioni. Il numero 35 è ormai percepito come un vero e proprio mito popolare, apprezzato per la sua autenticità, la sua simpatia e i suoi celebri siparietti, dentro e fuori dalla pista. In un paddock sempre più giovane, Crutchlow riesce così ad attirare più attenzione mediatica di tanti ventenni.

    A confermarlo, l’ultimo episodio che lo ha reso virale sui social: una parodia ironica delle vacanze da vip dei colleghi più giovani. Elegante, in giacca, ma a bordo di una modesta barchetta all’Isola di Man, Crutchlow ha scherzato: “Volevo mostrare una foto del mio yacht per essere come gli altri colleghi. Mi spiace non farvi vedere gli addominali, ma fa freddo”. Un post che ha scatenato reazioni di affetto e ironia da parte di colleghi come Zarco, Acosta e Quartararo, che lo hanno definito, senza mezzi termini, un idolo.

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    Tiziana Morganti
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    Sono romana doc, di quelle vere, nata e cresciuta nel cuore della Capitale, a due passi dal Colosseo, con il Tevere praticamente come vicino di casa. Laureata in Storia Moderna e Contemporanea, ho sempre avuto un debole per i racconti che lasciano il segno, ma è stato lo sport a indicarmi la direzione giusta per iniziare a scrivere: tutto merito (o colpa) di una passione sfrenata per il tennis e di un certo Boris Becker, che da bambina mi ha fatto innamorare di rovesci e tuffi in aria come fosse normale amministrazione. Da lì il passo è stato breve: prima sugli spalti del Foro Italico, tifosa sfegatata e poi hostess degli Internazionali d'Italia, con il naso all'insù a guardare i campioni da vicinissimo; poi, complice l'evoluzione, mia e del tennis italiano, dritta a Radio Incontro e sulle pagine web a raccontarlo. Oggi la mia bussola si chiama Jannik Sinner, e se un tempo sognavo il rovescio a una mano di Becker, adesso mi godo ogni suo dritto lungolinea con la stessa emozione di una bambina sugli spalti.

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