Ogni anno, durante Wimbledon, milioni di spettatori notano la stessa particolarità: quasi tutti i tennisti scendono in campo vestiti rigorosamente di bianco. Non è una scelta stilistica né una semplice tradizione, ma una regola ufficiale che accompagna il torneo sin dalla sua nascita. Ancora oggi, infatti, il più antico Slam del mondo impone un dress code severissimo che distingue Wimbledon da qualsiasi altra competizione del circuito.
La storia di questa norma risale al 1877, anno della prima edizione del torneo. All’epoca il tennis era uno sport praticato prevalentemente dall’alta società britannica e l’eleganza rappresentava un valore fondamentale. Nella rigida cultura vittoriana, mostrare segni evidenti di fatica durante l’attività fisica era considerato poco raffinato. Le macchie di sudore sugli indumenti erano percepite come qualcosa di sconveniente, soprattutto negli ambienti aristocratici.
Fu proprio per questo motivo che il bianco divenne il colore dominante sui campi da tennis. I tessuti chiari tendevano infatti a rendere meno evidenti gli aloni provocati dalla sudorazione rispetto agli abiti colorati. Quella che inizialmente era una soluzione pratica e legata alle convenzioni sociali dell’epoca si trasformò rapidamente in una vera e propria tradizione sportiva.
Con il passare dei decenni Wimbledon ha continuato a difendere questa usanza, facendone uno degli elementi più riconoscibili della propria identità. Mentre gli altri tornei del Grande Slam hanno progressivamente aperto la strada a completi sempre più colorati e personalizzati, l’All England Club ha scelto di mantenere una linea rigorosa, trasformando il bianco in un simbolo del torneo.
La regola, però, è molto più severa di quanto si possa immaginare. Il regolamento stabilisce che l’abbigliamento debba essere quasi interamente bianco. Non sono ammessi colori come il crema o il bianco sporco, che non vengono considerati conformi agli standard richiesti dagli organizzatori. Eventuali dettagli colorati possono comparire soltanto in misura molto limitata e devono rispettare dimensioni precise.
Le restrizioni riguardano praticamente ogni elemento dell’equipaggiamento. Magliette, pantaloncini, gonne e tute devono rispettare il principio del total white. Lo stesso vale per cappellini, fasce per la testa, bandane, polsini e calze. Anche le scarpe devono essere prevalentemente bianche, compresi lacci e suole. Persino gli indumenti che potrebbero diventare visibili durante il gioco, a causa dei movimenti o della sudorazione, devono rispettare il celebre dress code.
L’attenzione degli organizzatori è tale da aver provocato nel corso degli anni diversi richiami a giocatori che avevano infranto, anche involontariamente, il regolamento. Wimbledon considera infatti il rispetto dell’abbigliamento una componente fondamentale dell’esperienza del torneo, al pari della cura dei campi in erba o delle altre tradizioni che caratterizzano l’evento.
Esistono tuttavia rare eccezioni. Una delle più significative si è verificata nel 2022, quando gli organizzatori hanno concesso ai tennisti la possibilità di utilizzare elementi colorati per manifestare sostegno all’Ucraina dopo l’invasione russa. In quell’edizione alcuni giocatori e giocatrici sono scesi in campo con accessori e dettagli che richiamavano i colori della bandiera ucraina, una deroga eccezionale rispetto alle norme tradizionali.
