Ci sono immagini che raccontano una carriera meglio di qualsiasi albo d’oro. Ai funerali di Franco Baresi, celebrati nella Basilica di Sant’Ambrogio a Milano, una di queste è arrivata quando Giuseppe Bergomi, storico capitano dell’Inter e rivale di una vita nei derby, ha letto la Prima lettura della celebrazione. I suoi compagni di squadra Demetrio Albertini, Alessandro Costacurta, Pietropaolo Virdis, Massimo Ambrosini, Marco Simone e Alberico Evani hanno portato il feretro fuori dalla chiesa, mentre all’entrata il compito era toccato a Marco Van Basten, Roberto Donadoni e Daniele Massaro.
È stata una cerimonia che ha riunito generazioni diverse e mondi spesso contrapposti. Ex compagni di squadra, avversari, dirigenti, istituzioni e migliaia di tifosi hanno riempito piazza Sant’Ambrogio per rendere omaggio a uno dei più grandi difensori della storia del calcio, scomparso all’età di 66 anni. Il lutto cittadino proclamato dal Comune di Milano ha sottolineato quanto la figura di Baresi fosse diventata patrimonio dell’intera città, ben oltre i confini del tifo rossonero.
L’immagine di Bergomi ha colpito particolarmente. Per oltre quindici anni lui e Baresi sono stati i capitani simbolo delle due anime calcistiche di Milano. Eppure, fuori dal campo, il rapporto tra i due è sempre stato caratterizzato da stima reciproca. Sono stati loro due, infatti, a portare la fiaccola delle Olimpiadi Invernali di Milano Cortina 2026.

A rendere ancora più intenso il commiato è stata l’omelia di monsignor Carlo Faccendini, che ha ricordato il soprannome con cui Baresi veniva chiamato fin da bambino, “Piscinin”, soffermandosi sulla sua capacità di “diventare grande restando piccolo“. Il sacerdote ha descritto l’ex capitano del Milan come un uomo che ha unito talento, umiltà e fede.
All’esterno della basilica, intanto, migliaia di persone hanno accompagnato il feretro con cori, applausi e lacrime. Tra gli striscioni e le bandiere spiccava ovunque il numero 6, ritirato dal Milan nel 1997, primo caso nella storia del calcio italiano. “C’è solo un capitano” e “Sei per sempre Franco Baresi” sono stati i cori più intonati.

Alla cerimonia hanno partecipato alcune delle figure più importanti della storia rossonera, da Paolo Maldini a Billy Costacurta, passando per Clarence Seedorf, Demetrio Albertini, Fabio Capello, Mauro Tassotti, Dida e molti altri ex compagni. Presenti anche delegazioni dell’Inter, del Real Madrid e del Barcellona, oltre ai rossoneri Christian Pulisic e Santiago Giménez, rimasti in Italia nonostante la tournée australiana della squadra per essere presenti all’ultimo saluto del loro capitano simbolo. Fischiati, invece, il presidente del Milan, Paolo Scaroni e Gerry Cardinale, attuale proprietario della squadra rossonera.
All’altare, inoltre, erano presenti i gonfaloni di FIGC, Lega di Serie A, Regione Lombardia e di alcuni club come Inter, Torino e Fiorentina. All’esterno una ventina di corone di fiori: da quella della FIFA a quella di Gordon Singer, ex proprietario del Milan.
