Sembrava il torneo della ripartenza, invece si ferma ancora: Carlos Alcaraz non giocherà il Masters 1000 di Cincinnati. L’annuncio è arrivato direttamente dagli organizzatori del torneo, che hanno confermato il forfait del numero 2 del tennis mondiale e gli hanno augurato il meglio per la sua guarigione. Una notizia che spegne le speranze di un ritorno imminente alle competizioni e riaccende i dubbi sulle sue condizioni fisiche.
Il tennista spagnolo, fermo da aprile per un infortunio al polso destro, aveva programmato proprio Cincinnati come torneo della ripartenza. L’obiettivo era tornare sul cemento americano dopo un lunghissimo stop, recuperare ritmo partita e prepararsi agli US Open, dove dovrebbe presentarsi da campione in carica. La prudenza, però, ha avuto ancora una volta la meglio.
Sono ormai oltre quattro mesi che Alcaraz è lontano dai campi da tennis. Dopo il ritiro a Barcellona, il 23enne murciano ha dovuto dare forfait prima a Madrid e Roma, quindi al Roland Garros, dove era il campione uscente, e successivamente anche a Wimbledon.
La rinuncia a Cincinnati lascia capire che il recupero non è ancora completo e che, al netto dei super allenamenti di questi giorni, condotti anche con lo Sport Vision Training, nessuno nel suo entourage vuole correre il rischio di compromettere il finale di stagione. Se fino a poche settimane fa lo staff indicava il Masters 1000 dell’Ohio come data cerchiata in rosso per il rientro, questo nuovo stop mette in discussione anche la partecipazione allo US Open.

Il torneo di New York rappresenta ora un’incognita. Anche qualora Alcaraz riuscisse a recuperare in tempo per il grande appuntamento che inizierà il 30 agosto a Flushing Meadows, arriverebbe senza match ufficiali nelle gambe. La cancellazione da Cincinnati lo priva dell’unico torneo che avrebbe potuto restituirgli ritmo partita prima dello Slam, una condizione che rende più complicata la difesa del titolo.
L’infortunio al polso ha avuto conseguenze pesantissime sul 2026 di Alcaraz. Un problema apparentemente banale si è trasformato in un incubo che ha cancellato mesi di preparazione e obiettivi stagionali, oltre ad avere ripercussioni sulla classifica ATP, ora agevolmente comandata da Jannik Sinner.
