Nel weekend che potrebbe consacrare definitivamente Kimi Antonelli come il grande protagonista del Mondiale 2026 di Formula 1 prima della pausa estiva, a tenere banco è stata invece una notizia arrivata dal fronte legale. Il pilota bolognese, infatti, sarebbe attualmente coinvolto in una causa milionaria con il suo ex manager, Giovanni Minardi, lo stesso uomo che ne aveva scoperto il talento quando era ancora un bambino.
La storia tra i due, prima di finire nelle aule di tribunale, aveva tutti i tratti della classica favola dello sport italiano. Fu proprio Giovanni Minardi, figlio di Gian Carlo, storico fondatore dell’omonima scuderia faentina, a notare il talento del giovanissimo Antonelli nel 2014, durante una gara di kart sulla pista di Sarno. Un’intuizione che portò all’ingresso del piccolo Kimi nella Minardi Management, che negli anni successivi lo avrebbe presentato prima alla Ferrari e poi alla Mercedes. Lo stesso Minardi aveva raccontato di essersi accorto del suo talento già a otto anni, descrivendolo come un predestinato impossibile da non notare.
Il rapporto professionale, però, si è interrotto in modo brusco proprio nel momento più delicato della carriera del pilota. Nel corso del 2025, anno del debutto ufficiale di Antonelli in Formula 1, il bolognese ha esercitato un recesso unilaterale dall’accordo di gestione stipulato con il suo manager, una decisione che ha colto di sorpresa la Minardi Management e ha inevitabilmente incrinato un legame considerato fino a quel momento solido.

Nella seconda metà del 2025, quindi, Giovanni Minardi ha formalmente depositato una causa presso il Tribunale di Bologna, chiedendo il riconoscimento di compensi stipulati nel mandato di rappresentanza che, secondo la sua versione, non sarebbero mai stati corrisposti. Al centro della disputa, dunque, non ci sarebbero soltanto questioni economiche: secondo quanto emerso, il manager non farebbe soltanto una questione di soldi, ma anche di principio, ritenendo di essere stato scaricato senza una giusta causa, mentre Antonelli, dal canto suo, sostiene di aver agito interamente nei confini della legalità.
Le cifre in ballo non sono affatto trascurabili. Nella sua stagione di debutto, la scorsa, il pilota avrebbe incassato circa 12-13 milioni di euro, cifra che nella stagione in corso è destinata inevitabilmente a crescere, considerando che Antonelli sta battendo record su record ed è attualmente al comando della classifica piloti.
Un dettaglio che rende la vicenda ancora più seguita nel paddock riguarda, poi, i possibili testimoni coinvolti nella causa: secondo le prime indiscrezioni, tra le persone chiamate in causa ci sarebbe anche Toto Wolff, team principal Mercedes, figura chiave nel percorso che ha portato Antonelli dai kart fino al vertice della Formula 1.
Al momento, comunque, né Antonelli né la famiglia Minardi hanno rilasciato dichiarazioni pubbliche ufficiali sulla vicenda, che promette comunque di tenere banco ancora a lungo, intrecciando il racconto sportivo di uno dei piloti più talentuosi del momento con una battaglia legale tutt’altro che semplice da risolvere.
