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    Home»Storie»“Argentina aiutata dalla Fifa”: il like di Cristiano Ronaldo scatena il caso social
    Storie

    “Argentina aiutata dalla Fifa”: il like di Cristiano Ronaldo scatena il caso social

    Tiziana MorgantiBy Tiziana Morganti21 Luglio 2026 20:00Nessun commento3 Mins Read
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    Cristiano Ronaldo
    Cristiano Ronaldo - Wikimedia
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    Bastano pochi secondi e un semplice tocco sullo schermo per riaccendere un dibattito internazionale. È quello che è successo a Cristiano Ronaldo, finito nel giro di poche ore al centro delle discussioni social per un “mi piace” lasciato su Instagram a un video decisamente scomodo, che tira in ballo direttamente l’Argentina e la Fifa.

    Il filmato in questione, pubblicato dal programma Espejo Publico della televisione spagnola Antena 3, risale ai giorni precedenti alla finale del Mondiale tra Spagna e Argentina, poi vinta dalla Roja. Al suo interno, la conduttrice Pilar Rodriguez lancia accuse pesantissime nei confronti dell’organizzazione internazionale del calcio, sostenendo che la Selección albiceleste avrebbe dovuto essere eliminata già diverse partite prima, ma sarebbe riuscita ad andare avanti nel torneo grazie a presunti favoritismi provenienti proprio dalla Fifa, definita nel servizio come una delle istituzioni più corrotte al mondo.

    La giornalista arriva a dichiarare di temere non tanto la nazionale argentina in sé, quanto l’organizzazione guidata da Gianni Infantino, ipotizzando una sorta di disegno volto a consegnare il titolo mondiale a Lionel Messi, proprio come, a suo dire, sarebbe già accaduto quattro anni prima in Qatar. Nel video non risparmia parole dure nemmeno il commentatore Ruben Amon, che arriva a descrivere la Fifa come un organismo “mafioso e vergognoso”.

     

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    Accuse indubbiamente forti, che avrebbero probabilmente circolato comunque sui social nelle settimane successive al Mondiale, ma che hanno trovato una cassa di risonanza inaspettata proprio grazie al gesto di Ronaldo. Il fuoriclasse portoghese, ex Real Madrid, Juventus e Manchester United, ha infatti messo like al post che rilanciava il servizio, un’azione tanto semplice quanto capace di trasformare un contenuto già controverso in un caso mediatico globale.

    Nel giro di poche ore, migliaia di utenti hanno individuato e condiviso lo screenshot del “mi piace” di CR7, interpretandolo in molti casi come un tacito segnale di condivisione delle critiche mosse alla Fifa e, indirettamente, anche alla stessa Argentina e al suo capitano più celebre, Lionel Messi.

    Sul piano sportivo, in ogni caso, la vicenda arriva a giochi ormai fatti: l’Argentina è uscita sconfitta dalla finale contro la Spagna, e la vittoria della Roja ha di fatto chiuso ogni discorso relativo al possibile percorso agevolato della Selección, spegnendo sul nascere polemiche che, in caso di trionfo albiceleste, avrebbero probabilmente avuto un’eco molto più ampia. Resta però l’ennesima dimostrazione di come, nell’era dei social network, anche un semplice like possa trasformarsi in una notizia capace di far discutere in tutto il mondo, coinvolgendo uno dei calciatori più seguiti e influenti del pianeta.

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    Tiziana Morganti
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    Sono romana doc, di quelle vere, nata e cresciuta nel cuore della Capitale, a due passi dal Colosseo, con il Tevere praticamente come vicino di casa. Laureata in Storia Moderna e Contemporanea, ho sempre avuto un debole per i racconti che lasciano il segno, ma è stato lo sport a indicarmi la direzione giusta per iniziare a scrivere: tutto merito (o colpa) di una passione sfrenata per il tennis e di un certo Boris Becker, che da bambina mi ha fatto innamorare di rovesci e tuffi in aria come fosse normale amministrazione. Da lì il passo è stato breve: prima sugli spalti del Foro Italico, tifosa sfegatata e poi hostess degli Internazionali d'Italia, con il naso all'insù a guardare i campioni da vicinissimo; poi, complice l'evoluzione, mia e del tennis italiano, dritta a Radio Incontro e sulle pagine web a raccontarlo. Oggi la mia bussola si chiama Jannik Sinner, e se un tempo sognavo il rovescio a una mano di Becker, adesso mi godo ogni suo dritto lungolinea con la stessa emozione di una bambina sugli spalti.

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