Autore: Tiziana Morganti

Sono romana doc, di quelle vere, nata e cresciuta nel cuore della Capitale, a due passi dal Colosseo, con il Tevere praticamente come vicino di casa. Laureata in Storia Moderna e Contemporanea, ho sempre avuto un debole per i racconti che lasciano il segno, ma è stato lo sport a indicarmi la direzione giusta per iniziare a scrivere: tutto merito (o colpa) di una passione sfrenata per il tennis e di un certo Boris Becker, che da bambina mi ha fatto innamorare di rovesci e tuffi in aria come fosse normale amministrazione. Da lì il passo è stato breve: prima sugli spalti del Foro Italico, tifosa sfegatata e poi hostess degli Internazionali d'Italia, con il naso all'insù a guardare i campioni da vicinissimo; poi, complice l'evoluzione, mia e del tennis italiano, dritta a Radio Incontro e sulle pagine web a raccontarlo. Oggi la mia bussola si chiama Jannik Sinner, e se un tempo sognavo il rovescio a una mano di Becker, adesso mi godo ogni suo dritto lungolinea con la stessa emozione di una bambina sugli spalti.

Il Palmeiras è nato italiano, e a 112 anni di distanza dalla sua fondazione non ha dimenticato le proprie radici. Era il 1914 quando un gruppo di immigrati italiani a San Paolo diede vita al Palestra Italia, il club che nel 1942, per ragioni legate al clima politico dell’epoca, avrebbe cambiato denominazione in quello che oggi tutto il mondo conosce come Palmeiras. Da allora sono passati oltre cent’anni, ma il legame con l’Italia non si è mai spezzato del tutto, e ora il club brasiliano ha deciso di celebrarlo in maniera speciale con la sua nuova terza maglia. La nuova…

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Gli US Open, al via nelle prossime ore, saranno il terzo Slam consecutivo, dopo Roland Garros e Wimbledon, a fare a meno di uno tra Jannik Sinner e Carlos Alcaraz. Un’assenza a sorpresa quella del numero uno al mondo, proprio nel momento in cui il circuito si preparava a riabbracciare lo spagnolo, pronto a tornare in campo a Flushing Meadows dopo l’infortunio al polso destro rimediato lo scorso aprile a Barcellona. Sinner, invece, è stato fermato da un problema al ginocchio destro che lo ha costretto al forfait, dopo che entrambi i rivali avevano già saltato i Masters 1000 di…

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Bastano poche ore dal fischio d’inizio della nuova Serie A per regalare al campionato italiano la prima polemica televisiva della stagione. Protagonista involontario è Alessandro Vescini, inviato di DAZN mandato in collegamento da Udine in vista della sfida di apertura tra Udinese e Como, che è finito al centro di un video diventato rapidamente virale sui social per un curioso equivoco: convinto di essere ancora fuori onda, ha chiesto di poter rifare il proprio intervento mentre in realtà la diretta era già partita da tempo. Il servizio del giornalista era incentrato su Nico Paz, il gioiellino argentino approdato al Como…

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C’è un posto nel calendario della Formula 1 dove le monoposto corrono praticamente tra le dune, il vento può portare la sabbia sull’asfalto e alcune curve sembrano uscite da un circuito americano. È Zandvoort, il tracciato che ospita il Gran Premio d’Olanda e che torna protagonista con una storia ormai destinata a chiudersi: l’edizione 2026 sarà infatti l’ultima della Formula 1 sul circuito olandese. Ma cosa rende Zandvoort così particolare? Molto più del semplice fatto di essere la casa di Max Verstappen. Il circuito è nato come pista permanente nel dopoguerra e il primo Gran Premio d’Olanda valido per il…

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Archiviati i Campionati Europei di atletica di Birmingham, gli occhi dei migliori maratoneti internazionali sono già puntati sull’autunno e su una delle gare più iconiche al mondo: la TCS New York City Marathon, in programma domenica 1° novembre 2026. I New York Road Runners (NYRR), organizzatori dell’evento, hanno appena ufficializzato la start list dei top runner, e la presenza italiana si conferma di altissimo livello. Quella del 2026 sarà un’edizione speciale: si celebra infatti il 50° anniversario dello storico percorso attraverso i cinque distretti di New York, inaugurato nel 1976 in occasione del bicentenario degli Stati Uniti. Per l’occasione, la…

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Quando si pensa alla preparazione atletica di un pilota di Formula 1, la mente corre subito a gambe forti per la frenata o braccia potenti per gestire il volante. C’è però una parte del corpo che riceve un’attenzione particolare, tanto da diventare quasi un marchio di fabbrica visivo dei piloti: il collo. Il cosiddetto neck training è oggi uno dei pilastri fondamentali della preparazione fisica in Formula 1, al punto che università e ricercatori ne studiano gli effetti biomeccanici. Il motivo è semplice quanto impressionante. Durante una gara, la testa del pilota, appesantita da un casco che pesa circa 6,5…

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