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    Home»Calcio»Bianca, elegante e carica di storia: la Roma svela la seconda maglia che i tifosi aspettavano
    Calcio

    Bianca, elegante e carica di storia: la Roma svela la seconda maglia che i tifosi aspettavano

    Tiziana MorgantiBy Tiziana Morganti6 Agosto 2026 18:00Nessun commento3 Mins Read
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    La seconda maglia della Roma
    La seconda maglia della Roma
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    Il club giallorosso, in collaborazione con adidas, ha presentato il kit Away per la stagione 2026/2027, protagonisti gli scatti ufficiali con Malen, Wesley e Dybala in posa per mostrare il nuovo capo d’abbigliamento, disponibile da oggi negli AS Roma Store, sul sito ufficiale del club e nei punti vendita adidas selezionati.

    A ispirare il design è la Pietas, una delle virtù cardine dell’antica Roma, simbolo di lealtà, devozione e senso del dovere. Un tema non casuale, scelto per rafforzare il legame tra la squadra e i propri tifosi in un anno particolarmente significativo per il club: la stagione che porterà al centenario, previsto nel 2027.

    Sul piano estetico, la maglia si presenta con una base bianca, arricchita da un’ampia fascia orizzontale giallorossa che attraversa il petto. Giallorossi anche i bordi del colletto e delle maniche, mentre al centro della fascia campeggia un antico stemma societario, ripreso dal periodo compreso tra gli anni Trenta e Quaranta, introdotto per la prima volta nel 1938. Un dettaglio che richiama esplicitamente la tradizione storica del club, in continuità con lo spirito già mostrato nella prima maglia, presentata nelle scorse settimane e ispirata invece alla “Virtus” romana.

    Particolare della seconda maglia della Roma
    Particolare della seconda maglia della Roma

    Non manca un ulteriore riferimento identitario: sul retro del colletto è presente la scritta Roma chiamò, frase che richiama direttamente l’inno storico di Campo Testaccio, storico impianto dove la Roma giocò le proprie partite casalinghe negli anni Trenta. Una scelta che punta a rafforzare il senso di appartenenza e la memoria storica del club, elementi centrali nella narrazione societaria in vista del centenario.

    Dal punto di vista tecnico, il kit è stato sviluppato per il calcio ad alte prestazioni, con tessuti leggeri ed engineering 3D pensato per ottimizzare vestibilità, comfort e libertà di movimento. Presente anche la tecnologia Climacool+ di adidas, dedicata all’assorbimento del sudore, insieme a zone in mesh strategicamente posizionate per migliorare la traspirabilità durante le partite.

    Come sottolineato dal comunicato ufficiale del club, il nuovo kit racchiude il legame dell’AS Roma con i propri tifosi, le sue tradizioni e la responsabilità di indossare la maglia con orgoglio. Un concetto che va oltre il semplice aspetto sportivo, per abbracciare un’identità culturale profondamente legata alla storia della Capitale.

    La maglia,peraltro, arriva in un momento di grande fermento in casa Roma, tra il calciomercato ancora in corso, con le trattative per Molina e Pellegrini in fase avanzata, e la preparazione estiva della squadra di Gian Piero Gasperini, reduce dalle amichevoli in terra britannica.

    Il nuovo away kit si aggiunge così alla collezione 2026/27 del club, confermando la linea intrapresa dalla società: unire estetica contemporanea e richiami identitari alla storia bianconero… pardon, giallorossa, in vista di un’annata dal forte valore simbolico per tutto l’ambiente.

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    Tiziana Morganti
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    Sono romana doc, di quelle vere, nata e cresciuta nel cuore della Capitale, a due passi dal Colosseo, con il Tevere praticamente come vicino di casa. Laureata in Storia Moderna e Contemporanea, ho sempre avuto un debole per i racconti che lasciano il segno, ma è stato lo sport a indicarmi la direzione giusta per iniziare a scrivere: tutto merito (o colpa) di una passione sfrenata per il tennis e di un certo Boris Becker, che da bambina mi ha fatto innamorare di rovesci e tuffi in aria come fosse normale amministrazione. Da lì il passo è stato breve: prima sugli spalti del Foro Italico, tifosa sfegatata e poi hostess degli Internazionali d'Italia, con il naso all'insù a guardare i campioni da vicinissimo; poi, complice l'evoluzione, mia e del tennis italiano, dritta a Radio Incontro e sulle pagine web a raccontarlo. Oggi la mia bussola si chiama Jannik Sinner, e se un tempo sognavo il rovescio a una mano di Becker, adesso mi godo ogni suo dritto lungolinea con la stessa emozione di una bambina sugli spalti.

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