Per Alessandro Buongiorno è stata un’estate di silenzio, da dimenticare. Il difensore del Napoli, però, è tornato a farsi vedere su Instagram dopo due mesi di assenza, ma le prime immagini hanno fatto più rumore del previsto. Capelli lunghi e disordinati, corpo visibilmente più magro: in poche ore la sezione commenti si è riempita di messaggi di affetto misti ad apprensione.
I tifosi hanno scritto che non sembrava lui, che sembrava invecchiato di dieci anni, e c’è chi si è chiesto cosa avesse passato. Qualcuno ha fatto notare che il centrale potrebbe aver perso tono muscolare, sperando che torni presto quello di prima. Tra i tanti messaggi ne ricorre uno, semplice e diretto: “Ale, ma quando torni”. La reazione dice molto del peso specifico che il giocatore ha conquistato nello spogliatoio e tra la gente azzurra.
Dietro il cambio d’aspetto c’è un periodo tutt’altro che semplice. Buongiorno ha concluso la prima parte della riabilitazione presso l’Istituto di Medicina dello Sport di Torino ed è stato lo stesso difensore a voler mostrare i progressi all’ambiente. Nelle foto pubblicate dal dottor Daniele Mozzone, il medico che lo ha seguito dopo l’operazione, lo si vede al lavoro in palestra, accompagnato da un saluto affettuoso dello staff.
L’intervento è stato la riparazione della radice del menisco mediale, un infortunio serio e fastidioso. Un problema arrivato nel momento peggiore: appena il tempo di dare il benvenuto al nuovo allenatore, Massimiliano Allegri, e Buongiorno ha dovuto rifare le valigie per finire sotto i ferri. Una stagione iniziata dunque fuori dal campo, con la frustrazione di dover guardare i compagni da lontano.
Il messaggio che accompagna le immagini, però, guarda avanti. La frase scelta dal giocatore è “Adda passà ‘a nuttata”, l’espressione napoletana che invita a resistere finché la notte non finisce, seguita dalla promessa di tornare più forte di prima. Un modo per rassicurare i tifosi e, insieme, per ribadire che l’obiettivo non è soltanto rientrare, ma ritrovare i livelli più alti.
Non sono stati comunicati tempi certi per il ritorno in campo, e per ora vale la prudenza. Il recupero da un intervento al menisco richiede pazienza, e la cosa più importante è la qualità del percorso di riabilitazione, più che la fretta di rivedere Buongiorno in formazione.
Nato a Torino ma con radici campane per parte dei nonni, il difensore classe 1999 si è ritagliato uno spazio speciale nel cuore dei tifosi partenopei. Non a caso, l’apprensione per il suo aspetto è arrivata quasi come quella per un familiare. Per ora resta l’immagine di un giocatore al lavoro, ancora lontano dal campo ma deciso a tornare.
