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    Home»Tennis»Che fine ha fatto Alcaraz? Il campione torna ad allenarsi mentre Wimbledon inizia senza di lui
    Tennis

    Che fine ha fatto Alcaraz? Il campione torna ad allenarsi mentre Wimbledon inizia senza di lui

    Tiziana MorgantiBy Tiziana Morganti29 Giugno 2026 20:00Nessun commento3 Mins Read
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    Carlos Alcaraz sulla terra rossa
    Carlos Alcaraz sulla terra rossa - Wikimedia
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    Wimbledon è appena cominciato, ma l’uomo che ha vinto sull’erba del All England Club nel 2023 e nel 2024, e che ha disputato la finale anche nel 2025, non c’è. Carlos Alcaraz, 23 anni, sette Slam in bacheca, numero due del mondo, è il grande assente di questo torneo.

    Tutto ha inizio ha inizio 14 aprile 2026: al torneo ATP 500 di Barcellona, durante una vittoria al primo turno contro il finlandese Mikael Torpegaard, qualcosa nel polso destro non va. Il giorno dopo si ritira dal torneo. Gli esami rivelano un quadro più serio del previsto, e in pochi giorni saltano, uno dopo l’altro, tutti gli appuntamenti della stagione sulla terra rossa: Madrid, Roma, Roland Garros, dove era campione in carica, e infine tutta la stagione sull’erba, Queen’s e Wimbledon compresi.

    Lo spagnolo ha annunciato il forfait con un post sui social: “La mia guarigione sta procedendo bene e mi sento molto meglio, ma purtroppo non sono ancora pronto per gareggiare, motivo per cui devo ritirarmi dai tornei sull’erba del Queen’s e di Wimbledon. Sono due tornei davvero speciali per me e mi mancheranno molto. Continueremo ad allenarci per tornare il prima possibile.”

    Nelle settimane successive, il silenzio ufficiale intorno alle sue condizioni ha alimentato preoccupazioni. Alcaraz aveva pubblicato sui social alcune immagini che lo ritraevano in tenuta ospedaliera, con braccialetto al polso, facendo ipotizzare un possibile intervento chirurgico. Lo staff non ha mai confermato né smentito, ma la riabilitazione è proseguita con estrema prudenza.

     

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    Un post condiviso da Eurosport Italia (@eurosportitalia)

    Poi, proprio alla vigilia dell’inizio di Wimbledon, è arrivato il segnale che i tifosi aspettavano: il 28 giugno Alcaraz ha pubblicato un video sul proprio profilo Instagram che lo ritrae concentrato in allenamento con la canotta dei Golden State Warriors, la numero 30 di Steph Curry e con la racchetta nella mano destra.

    Il video mostra un’evoluzione significativa: il tennista è tornato in campo per una sessione di palleggio, alternando diritto e rovescio senza ancora ricercare velocità o intensità elevate. Un lavoro graduale, come impone un infortunio particolarmente delicato per un giocatore che basa gran parte del proprio tennis sulla rapidità del polso e sulla capacità di imprimere accelerazioni improvvise alla palla.

    Il post ha raccolto in poche ore commenti e like da tutto il mondo del tennis: da Denis Shapovalov a Boris Becker, da Alexander Zverev a Matteo Berrettini. A questo punto, però, la domanda da porsi è una sola: quando si vedrà nuovamente sui campi di gioco?
    Il ritorno è ipotizzabile per il mese di agosto, sul cemento nordamericano, tra i Masters 1000 di Montreal e Cincinnati, con l’obiettivo dichiarato di arrivare agli US Open, dove difende il titolo nelle migliori condizioni possibili.

    Nel frattempo, la sua assenza ridisegna i rapporti di forza nel circuito. Con i forfait a Madrid, Roma, Roland Garros, Queen’s e Wimbledon, Alcaraz perde oltre 4.800 punti ranking, rendendo praticamente certa la supremazia di Sinner in classifica almeno fino alla fine dell’anno.

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    Tiziana Morganti
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    Sono romana doc, di quelle vere, nata e cresciuta nel cuore della Capitale, a due passi dal Colosseo, con il Tevere praticamente come vicino di casa. Laureata in Storia Moderna e Contemporanea, ho sempre avuto un debole per i racconti che lasciano il segno, ma è stato lo sport a indicarmi la direzione giusta per iniziare a scrivere: tutto merito (o colpa) di una passione sfrenata per il tennis e di un certo Boris Becker, che da bambina mi ha fatto innamorare di rovesci e tuffi in aria come fosse normale amministrazione. Da lì il passo è stato breve: prima sugli spalti del Foro Italico, tifosa sfegatata e poi hostess degli Internazionali d'Italia, con il naso all'insù a guardare i campioni da vicinissimo; poi, complice l'evoluzione, mia e del tennis italiano, dritta a Radio Incontro e sulle pagine web a raccontarlo. Oggi la mia bussola si chiama Jannik Sinner, e se un tempo sognavo il rovescio a una mano di Becker, adesso mi godo ogni suo dritto lungolinea con la stessa emozione di una bambina sugli spalti.

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