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    Home»Calcio»Chi è Flaco López, l’unico argentino che non ha voltato le spalle alla Spagna
    Calcio

    Chi è Flaco López, l’unico argentino che non ha voltato le spalle alla Spagna

    Tiziana MorgantiBy Tiziana Morganti21 Luglio 2026 17:00Nessun commento2 Mins Read
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    José Manuel López con la maglia della nazionale argentina
    José Manuel López con la maglia della nazionale argentina
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    Tra le tante immagini destinate a restare nella memoria della finale dei Mondiali 2026, ce n’è una che ha fatto rapidamente il giro del mondo, diventando quasi più discussa del risultato stesso della partita. Durante la premiazione della Spagna campione del mondo, con Rodri che sollevava la Coppa, l’intera delegazione argentina, rimasta sul terreno di gioco dopo la consegna delle medaglie d’argento, si è voltata verso il proprio settore di tifosi, dando le spalle alla cerimonia della Roja proprio nel momento più solenne.

    Un gesto che è stato interpretato come una clamorosa mancanza di rispetto nei confronti della squadra che aveva appena vinto la finale: non si è trattato di un singolo calciatore isolato, ma di un gruppo compatto che ha deciso di guardare altrove proprio durante il momento più importante della cerimonia. La reazione della stampa spagnola non si è fatta attendere: il quotidiano Marca ha parlato apertamente di un episodio da condannare, arrivando a definirlo un gesto che getta discredito sulla nazionale argentina a livello internazionale.

    In mezzo a questa scena corale, però, le telecamere hanno individuato un dettaglio che ha cambiato la percezione dell’episodio: tra tutti i giocatori argentini girati di schiena, ce n’era uno solo che ha invece voluto assistere al trionfo della Roja. Si tratta di José Manuel López, centravanti classe 2000 nato a San Lorenzo, conosciuto in patria e in Brasile con il soprannome di Flaco. Cresciuto nel settore giovanile del Lanús, ha debuttato in prima squadra nel gennaio 2021, prima di trasferirsi in Brasile, dove oggi gioca nel Palmeiras. La sua convocazione in nazionale maggiore è relativamente recente: è arrivata solo nell’agosto 2025, con l’esordio pochi giorni dopo in un’amichevole vinta 6-0 contro Porto Rico.

    Non un titolarissimo della Scaloneta, dunque, ma proprio per questo il suo gesto di rispetto verso gli avversari ha colpito ancora di più l’opinione pubblica internazionale. Diversi video e fotografie hanno mostrato l’attaccante rimanere fermo, di fronte al podio, mentre tutti i compagni erano girati verso gli spalti, e sui social il confronto tra il suo comportamento e quello del resto della squadra è diventato immediato oggetto di elogi, con molti utenti che hanno sottolineato come, pur non avendo avuto un ruolo decisivo in campo durante il torneo, López abbia offerto in quei pochi secondi un’immagine di sportività che il resto della squadra non è riuscito a restituire.

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    Tiziana Morganti
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    Sono romana doc, di quelle vere, nata e cresciuta nel cuore della Capitale, a due passi dal Colosseo, con il Tevere praticamente come vicino di casa. Laureata in Storia Moderna e Contemporanea, ho sempre avuto un debole per i racconti che lasciano il segno, ma è stato lo sport a indicarmi la direzione giusta per iniziare a scrivere: tutto merito (o colpa) di una passione sfrenata per il tennis e di un certo Boris Becker, che da bambina mi ha fatto innamorare di rovesci e tuffi in aria come fosse normale amministrazione. Da lì il passo è stato breve: prima sugli spalti del Foro Italico, tifosa sfegatata e poi hostess degli Internazionali d'Italia, con il naso all'insù a guardare i campioni da vicinissimo; poi, complice l'evoluzione, mia e del tennis italiano, dritta a Radio Incontro e sulle pagine web a raccontarlo. Oggi la mia bussola si chiama Jannik Sinner, e se un tempo sognavo il rovescio a una mano di Becker, adesso mi godo ogni suo dritto lungolinea con la stessa emozione di una bambina sugli spalti.

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