Il trasferimento di Nico Paz al Como per una cifra complessiva che può arrivare a 60 milioni di euro ha sorpreso gran parte del calcio italiano. Una domanda, però, continua a circolare tra tifosi e appassionati: come può una società che fino a pochi anni fa giocava lontano dai vertici permettersi investimenti di questo livello?
La risposta parte dalla proprietà. Alle spalle del Como c’è infatti la famiglia Hartono, tra le più facoltose al mondo, con un patrimonio stimato in decine di miliardi di dollari. La disponibilità economica dei proprietari ha consentito al club di accelerare la propria crescita, sostenendo un progetto sportivo molto ambizioso e puntando su giocatori di alto profilo come Nico Paz.
Negli ultimi anni la società lariana ha investito in modo massiccio non soltanto sul mercato, ma anche nello sviluppo dell’intera struttura aziendale. L’obiettivo non è limitarsi a costruire una squadra competitiva nell’immediato, ma creare un’organizzazione capace di generare ricavi attraverso diverse attività, dal settore giovanile alle iniziative commerciali, passando per il digitale e il comparto immobiliare.
A rendere ancora più forte il progetto è arrivata la storica qualificazione in Champions League. Per la prima volta il Como prenderà parte alla massima competizione europea e questo comporterà entrate aggiuntive molto importanti grazie ai premi UEFA, ai diritti televisivi e alla maggiore visibilità internazionale.
Proprio la partecipazione alle coppe europee porterà però il club sotto il controllo diretto delle regole UEFA sulla sostenibilità finanziaria. Nella primavera del 2027 verranno analizzati i conti relativi al triennio precedente per verificare il rispetto dei parametri economici richiesti alle società partecipanti alle competizioni continentali.
I numeri mostrano come il Como abbia attraversato una fase di forte espansione. I bilanci degli ultimi anni hanno registrato perdite significative, legate soprattutto agli investimenti effettuati per accelerare la crescita sportiva e aziendale. Anche considerando il previsto aumento dei ricavi, il risultato complessivo del triennio dovrebbe rimanere molto elevato rispetto ai limiti ordinariamente previsti dal regolamento UEFA.
Questo significa che il Como rischia sanzioni? Non necessariamente. Le norme attuali consentono ai club che investono attraverso aumenti di capitale da parte della proprietà di beneficiare di una maggiore flessibilità rispetto al passato. La UEFA guarda infatti con favore ai progetti sostenuti da azionisti solidi, purché esista una strategia credibile per raggiungere l’equilibrio economico nel medio periodo.
In questo scenario potrebbe diventare necessario concordare con la UEFA un percorso di rientro graduale, una soluzione già adottata in passato da numerosi club europei di primo piano. Eventuali restrizioni riguarderebbero soprattutto il controllo dei costi e la gestione della rosa nelle competizioni continentali.
Ad oggi, però, il Como dispone di una situazione patrimoniale considerata solida. La proprietà ha immesso centinaia di milioni di euro nel progetto e il gruppo non presenta esposizioni bancarie rilevanti. Per questo motivo l’operazione Nico Paz è stata ritenuta sostenibile all’interno della strategia di crescita del club.
La vera sfida inizierà nei prossimi anni. Per continuare a spendere come una grande squadra, il Como dovrà aumentare i ricavi, sfruttare il richiamo internazionale del Lago di Como, valorizzare i propri calciatori e consolidare la presenza nelle competizioni europee. Fino a quel momento, la forza economica degli Hartono rappresenta il principale motivo per cui il club può permettersi investimenti che, fino a poco tempo fa, sembravano impensabili per una realtà delle sue dimensioni.
