Jasmine Paolini ha annunciato sui social che non parteciperà al WTA 1000 di Cincinnati, in programma dal 13 al 23 agosto sul cemento statunitense. Si tratta del terzo forfait consecutivo per la tennista toscana, che non scende in campo da oltre un mese a causa di un problema al piede che l’ha costretta a rinunciare anche ai tornei di Washington e Toronto.
“Abbiamo deciso che non sarò neanche a Cincinnati. Dopo la finale raggiunta lo scorso anno non vedevo l’ora di tornare, ma ora la priorità è essere pronta al 100% per gli US Open e il resto della stagione. Grazie per il sostegno“, ha scritto la numero 15 del mondo sul suo profilo, spiegando le ragioni della scelta presa insieme al suo staff tecnico.

L’assenza dall’attività agonistica si protrae ormai dall’8 luglio, quando Paolini venne sconfiuta nei quarti di finale di Wimbledon dall’ucraina Marta Kostyuk con il punteggio di 6-3, 6-2. Sull’erba londinese la tennista azzurra aveva mostrato una condizione brillante, lasciando ben sperare per il prosieguo della stagione, ma il problema fisico al piede ha impedito qualsiasi prosecuzione dell’attività nelle settimane successive.
La rinuncia al torneo dell’Ohio ha conseguenze pesanti sul ranking WTA. Jasmine non potrà difendere i 650 punti conquistati dodici mesi fa, quando raggiunse la finale cedendo soltanto alla polacca Iga Swiatek con il punteggio di 7-5, 6-4. I suoi 2774 punti attuali diventeranno così 2124, con una retrocessione già certa di almeno 5 posizioni in classifica mondiale.
Nella migliore delle ipotesi, Paolini sarà numero 20 al termine del Canadian Open, ma c’è la concreta possibilità che altre giocatrici la superino in caso di buoni risultati a Cincinnati, facendola scivolare ulteriormente. Anche nella Race to the WTA Finals la situazione si complica: attualmente ventisettesima con 1194 punti, la sua permanenza tra le prime 30 è quantomeno a rischio.
L’interrogativo principale riguarda ora la sua presenza agli US Open, ultimo Slam della stagione in programma a Flushing Meadows dal 30 agosto. Arrivare a New York senza gare ufficiali da oltre cinquanta giorni rappresenterebbe una preparazione insufficiente per affrontare un torneo del Grande Slam, anche se va ricordato che a Wimbledon aveva raggiunto i quarti pur avendo disputato un solo torneo sull’erba nelle settimane precedenti.
