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    Home»Atletica»Correva nel modo più strano, ma il 27 luglio firmò un’impresa olimpica ancora imbattuta
    Atletica

    Correva nel modo più strano, ma il 27 luglio firmò un’impresa olimpica ancora imbattuta

    Francesca FiorentinoBy Francesca Fiorentino27 Luglio 2026 20:00Nessun commento3 Mins Read
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    Emil Zátopek
    Emil Zátopek - autore sconosciuto, CC BY-SA 3.0 nl, Wikimedia Commons
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    Il 27 luglio 1952 Emil Zátopek concluse una delle imprese più straordinarie nella storia dello sport. Con la vittoria della maratona alle Olimpiadi di Helsinki conquistò la terza medaglia d’oro in appena otto giorni, dopo i successi nei 10.000 e nei 5.000 metri. Nessun altro atleta è mai riuscito a vincere queste tre gare nella stessa edizione dei Giochi Olimpici, un record che resiste ancora oggi.

    Quel successo aveva un valore ancora maggiore perché la maratona rappresentava una sfida completamente nuova. Zátopek, infatti, non aveva mai disputato una gara ufficiale sulla distanza dei 42,195 chilometri. Decise di iscriversi quasi all’ultimo momento, convinto di poter competere anche contro specialisti molto più esperti.

    Durante la corsa si verificò un episodio rimasto celebre. Il cecoslovacco affiancò il britannico Jim Peters, considerato il favorito e primatista mondiale della maratona, chiedendogli se il ritmo fosse troppo sostenuto. Peters, pensando di scherzare, rispose che non era abbastanza veloce. Zátopek aumentò davvero l’andatura, staccò tutti gli avversari e arrivò al traguardo con oltre due minuti di vantaggio, mentre il britannico fu costretto al ritiro.

    Quella vittoria completò una settimana irripetibile iniziata pochi giorni prima. Nei 10.000 metri aveva dominato la gara fin dalle prime battute, conquistando l’oro con il nuovo record olimpico e lasciando il francese Alain Mimoun a circa cento metri. Due giorni più tardi arrivò anche il successo nei 5.000 metri, ottenuto con una rimonta nel finale che confermò la sua straordinaria resistenza. In tutte e tre le prove stabilì il record olimpico della competizione.

    La giornata del secondo oro fu resa ancora più speciale da un evento destinato a entrare nella storia dei Giochi. Pochi minuti dopo il trionfo di Emil nei 5.000 metri, la moglie Dana Zátopková conquistò l’oro nel lancio del giavellotto. I due, nati entrambi il 19 settembre 1922, divennero l’unica coppia di coniugi capace di vincere una medaglia d’oro olimpica nello stesso giorno.

    A rendere ancora più incredibili quei risultati era il modo in cui Zátopek correva. La sua tecnica veniva considerata tutto fuorché elegante: il volto sembrava sempre contratto in una smorfia di fatica, la testa oscillava continuamente e le braccia si muovevano in modo scomposto. Molti osservatori ritenevano impossibile che un atleta con uno stile simile potesse dominare le gare di fondo. Eppure proprio quella corsa così particolare divenne il simbolo della sua straordinaria determinazione.

    Dietro ai successi c’era un metodo di allenamento rivoluzionario. Zátopek fu tra i pionieri delle ripetute moderne, alternando tratti molto veloci a brevi recuperi e accumulando volumi di lavoro impensabili per l’epoca. La sua convinzione era che la capacità di sopportare la fatica potesse essere allenata quanto la velocità. Un approccio che influenzò profondamente la preparazione dei mezzofondisti e dei maratoneti negli anni successivi.

    Nato nel 1922 a Kopřivnice, in Cecoslovacchia, iniziò a correre soltanto a diciotto anni, quando lavorava in una fabbrica di scarpe. La prima gara arrivò quasi per caso e con calzature troppo grandi. Da quel momento costruì una carriera eccezionale, vincendo complessivamente quattro ori olimpici e stabilendo 18 record mondiali tra il 1946 e il 1957.

    Gli studi condotti negli anni successivi dal medico Zdeněk Hornof dimostrarono che Zátopek non possedeva caratteristiche fisiche eccezionali rispetto agli altri grandi fondisti. Il suo cuore e i suoi polmoni non erano superiori alla media degli atleti di alto livello. La vera differenza risiedeva nella straordinaria capacità di sopportare lo sforzo e nella disciplina con cui affrontava ogni allenamento.

    Per questo motivo, a oltre settant’anni dall’impresa di Helsinki, Emil Zátopek continua a essere ricordato come uno dei più grandi corridori di tutti i tempi.

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    Francesca Fiorentino
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    Sono giornalista professionista, podcaster e voice talent. Mi sono laureata nel 2000 in Storia e Critica del Cinema con una tesi dedicata a Full Metal Jacket di Stanley Kubrick. Da sempre appassionata di calcio (nonché tifosa), ho lavorato per dieci anni in radio occupandomi principalmente di sport, spettacolo e cultura, prima di approdare al web nel 2010. Dal 2018 produco e realizzo podcast di approfondimento dedicati a cinema, serie TV, cultura e lifestyle e mi occupo anche di formazione, insegnando podcasting.

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