Fonbet è uno dei più grandi operatori di scommesse sportive della Russia ed è finito improvvisamente al centro dell’attualità italiana per il suo legame con Andrea Pirlo. L’ex campione del mondo, infatti, è global ambassador della società dall’ottobre 2025 e proprio questo rapporto commerciale è diventato uno dei principali ostacoli alla sua possibile nomina come commissario tecnico della Nazionale italiana.
Fonbet è stata fondata a Mosca nel 1994 ed è considerata una delle società di betting più longeve e importanti del Paese. Nel corso degli anni ha costruito una posizione dominante nel mercato russo grazie alla rete di punti vendita fisici e allo sviluppo delle scommesse online, diventando partner di numerose competizioni sportive e federazioni nazionali. Tra le collaborazioni figurano anche la Federcalcio russa e la Kontinental Hockey League, uno dei principali campionati mondiali di hockey su ghiaccio.

L’ex centrocampista di Milan, Inter e Juventus è stato scelto come volto internazionale del marchio, un’intesa che non nasce soltanto dall’accordo pubblicitario. Dal 2025 il tecnico guida infatti lo United FC di Dubai, club il cui proprietario è l’imprenditore russo Sergey Lomakin. Quest’ultimo è conosciuto soprattutto per aver cofondato la catena di discount Fix Price ed è indicato tra le figure con interessi economici rilevanti all’interno di Fonbet.
Oltre alla società degli Emirati Arabi Uniti, Lomakin controlla anche altri club calcistici, tra cui il Rodina Mosca e il Pafos di Cipro. Secondo Forbes, il suo patrimonio è stimato in oltre un miliardo di dollari, mentre il suo nome compare nella lista nera dell’Ucraina, pur non essendo destinatario di sanzioni da parte dell’Unione europea o degli Stati Uniti.
Con Pirlo indicato come il principale candidato alla panchina della Nazionale, la questione Fonbet è deflagrata in poche ore. Diversi esponenti politici ritengono inopportuno che il commissario tecnico dell’Italia mantenga un rapporto commerciale con un bookmaker russo, soprattutto considerando il ruolo di rappresentanza che il CT ricopre a livello internazionale. Al centro delle critiche non c’è soltanto la natura dell’azienda, ma anche il significato simbolico attribuito a una collaborazione con un marchio che continua a operare in Russia durante il conflitto in Ucraina.

La vicenda assume un ulteriore rilievo anche sotto il profilo normativo. In Italia il Decreto Dignità del 2018 vieta infatti la pubblicità, anche indiretta, di giochi e scommesse negli eventi sportivi. Pur trattandosi di una disciplina diversa rispetto a un contratto personale stipulato all’estero, il tema ha alimentato ulteriori interrogativi sull’opportunità di mantenere un simile accordo qualora Pirlo diventasse il volto della Nazionale. Cosa che non è più tanto certa come qualche giorno fa, se è vero che il presidente federale Malagò sta seriamente rivalutando tutto, anche sulla spinta delle furenti dichiarazioni di Shevcenko, presidente della Federcalcio ucraina.
Nelle scorse settimane anche altri ex calciatori italiani sono finiti al centro delle polemiche per iniziative legate alla Russia. Pirlo e Marco Materazzi hanno partecipato a un evento calcistico organizzato a Mosca, spiegando che la loro presenza non aveva alcuna finalità politica ma esclusivamente sportiva. L’ex capitano della Roma Francesco Totti, invece, nel 2025 è stato invitato come ospite d’onore a un gala organizzato da Bookmaker Ratings, una piattaforma russa dedicata al settore delle scommesse.
