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    Home»Sport»Crolla in lacrime a terra dopo l’ultima stoccata: ecco cosa è successo a Hong Kong a Martina Favaretto
    Sport

    Crolla in lacrime a terra dopo l’ultima stoccata: ecco cosa è successo a Hong Kong a Martina Favaretto

    Tiziana MorgantiBy Tiziana Morganti27 Luglio 2026 15:00Updated:27 Luglio 2026 18:30Nessun commento3 Mins Read
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    Favaretto vince la medaglia d'oro ai mondiali di Hong Kong
    Favaretto vince la medaglia d'oro ai mondiali di Hong Kong
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    Arriva il momento più atteso per l’Italia della scherma ai Campionati del Mondo di Hong Kong: il fioretto femminile regala finalmente il primo titolo iridato individuale della rassegna, grazie a una straordinaria Martina Favaretto, che conquista l’oro superando in finale la connazionale Arianna Errigo con il punteggio di 15-7.

    Una sfida che si è rivelata a senso unico fin dalle prime battute. La 24enne veneta ha imposto sin da subito il proprio ritmo, mettendo in mostra lo stile pulito ed efficace che la contraddistingue, e chiudendo l’incontro addirittura prima della fine del primo parziale. Quando arriva la stoccata decisiva, però, l’emozione prende il sopravvento: Favaretto si lascia andare a un pianto liberatorio, cadendo a terra e faticando persino a rialzarsi, mentre la stessa Errigo, sportivamente, corre ad abbracciarla nonostante la sconfitta. “Inseguivo quest’oro da un po’ e ci sono riuscita”, ha detto tra le lacrime la neo campionessa del mondo subito dopo l’assalto.

    Per Martina Favaretto si tratta della sesta medaglia iridata in carriera e della terza a livello individuale, un bottino che si aggiunge ai due bronzi conquistati a Milano 2023 e Tbilisi 2025, oltre ai due ori e al bronzo ottenuti nelle prove a squadre. Per Arianna Errigo, invece, l’argento rappresenta la ventiquattresima medaglia mondiale della carriera, l’undicesima a livello individuale, un record che conferma la longevità straordinaria della schermitrice brianzola.

    @fie_fencing

    The youngster does it! 🙌 Martina Favaretto 🇮🇹 picks up her first-ever individual world gold in the Women’s Foil! 🥇 Congratulations to Arianna Errigo 🇮🇹 who adds another medal to her collection. 🥈👏 📺 Rewatch exclusively on Fencingtv.com #fencing #escrime #esgrima #hongkong #china

    ♬ Originalton – Fencing

    Il percorso verso la finale non è stato semplice per nessuna delle due azzurre: Favaretto ha dovuto lottare fino all’ultimo assalto contro la giapponese Yuka Ueno in semifinale. Dopo un primo parziale equilibrato chiuso sul 3-3, l’azzurra si è portata avanti nel secondo tempo, salvo poi vedersi raggiungere dall’avversaria negli ultimi minuti. Quattro stoccate consecutive nel finale hanno permesso alla Favaretto di chiudere i conti sul 14-11, gestendo con lucidità gli ultimi secondi dell’incontro, seguita a bordo pedana dal ct azzurro Simone Vanni.

    Più semplice il cammino di Errigo, che ha regolato con autorità l’ucraina Alina Poloziuk, imponendosi senza affanni grazie a un avvio dominante e a una gestione impeccabile nella fase conclusiva dell’assalto. Per l’occasione, la schermitrice ha avuto per la prima volta a bordo pedana in un Mondiale il marito e maestro Luca Simoncelli.

    Giornata invece da dimenticare per la sciabola maschile, con Michele Gallo eliminato al secondo turno e le uscite al primo turno di Pietro Torre, Cosimo Bertini e Matteo Neri, unica nota stonata in una rassegna che, grazie al fioretto femminile, continua comunque a regalare enormi soddisfazioni al movimento schermistico italiano.

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    Tiziana Morganti
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    Sono romana doc, di quelle vere, nata e cresciuta nel cuore della Capitale, a due passi dal Colosseo, con il Tevere praticamente come vicino di casa. Laureata in Storia Moderna e Contemporanea, ho sempre avuto un debole per i racconti che lasciano il segno, ma è stato lo sport a indicarmi la direzione giusta per iniziare a scrivere: tutto merito (o colpa) di una passione sfrenata per il tennis e di un certo Boris Becker, che da bambina mi ha fatto innamorare di rovesci e tuffi in aria come fosse normale amministrazione. Da lì il passo è stato breve: prima sugli spalti del Foro Italico, tifosa sfegatata e poi hostess degli Internazionali d'Italia, con il naso all'insù a guardare i campioni da vicinissimo; poi, complice l'evoluzione, mia e del tennis italiano, dritta a Radio Incontro e sulle pagine web a raccontarlo. Oggi la mia bussola si chiama Jannik Sinner, e se un tempo sognavo il rovescio a una mano di Becker, adesso mi godo ogni suo dritto lungolinea con la stessa emozione di una bambina sugli spalti.

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