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    Home»Storie»Custodì il primo trofeo in una valigia: la storia dell’uomo che inventò i Mondiali di Calcio
    Storie

    Custodì il primo trofeo in una valigia: la storia dell’uomo che inventò i Mondiali di Calcio

    Francesca FiorentinoBy Francesca Fiorentino27 Giugno 2026 20:00Nessun commento3 Mins Read
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    Jules Rimet
    Jules Rimet - Agence de presse Mondial Photo-Presse, Pubblico dominio, Wikimedia Commons
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    Quando si parla di Coppa del Mondo, il pensiero corre immediatamente alle grandi finali, ai campioni e alle imprese che hanno segnato la storia del calcio. Molto meno conosciuta è invece la figura di Jules Rimet, il dirigente francese che ebbe l’intuizione di creare un torneo capace di riunire le nazionali di tutto il pianeta. Senza il suo lavoro, probabilmente il Mondiale così come viene conosciuto oggi non sarebbe mai esistito.

    Indice

    • Il visionario che amava lo sport
    • La presidenza della FIFA e l’idea rivoluzionaria del Mondiale
    • Perché la Coppa si chiamava Jules Rimet
    • L’eredità lasciata al calcio mondiale

    Il visionario che amava lo sport

    Nato il 14 ottobre 1873 a Theuley, nell’est della Francia, Jules Ernest Séraphin Valentin Rimet trascorse l’infanzia in un ambiente modesto prima di trasferirsi a Parigi con la famiglia. Da ragazzo rimase affascinato dal calcio, allora uno sport ancora agli inizi nel continente europeo.

    Pur non avendolo praticato ad alti livelli, ne intuì subito il valore sociale ed educativo, convincendosi che lo sport potesse favorire integrazione, crescita personale e amicizia tra persone provenienti da contesti diversi. Dopo gli studi divenne avvocato, ma continuò a dedicare una parte importante della propria vita all’organizzazione sportiva, tanto da fondare, nel 1897, il Red Star, una società sportiva aperta a giovani di ogni estrazione sociale.

    La presidenza della FIFA e l’idea rivoluzionaria del Mondiale

    Il momento decisivo della sua carriera arrivò nel 1921, quando venne eletto presidente della FIFA. All’epoca la federazione internazionale contava appena dodici membri e stava ancora cercando una propria identità dopo le difficoltà causate dalla Prima guerra mondiale. Rimet immaginava però qualcosa di molto più grande: una competizione globale che permettesse alle nazionali di confrontarsi regolarmente sotto l’egida della FIFA.

    L’idea prese forma grazie anche alla collaborazione con altri dirigenti europei e venne approvata nel congresso FIFA del 1928. L’Uruguay fu scelto come sede della prima edizione, organizzata nel 1930. Per l’occasione Rimet accompagnò personalmente alcune delle nazionali europee durante la traversata oceanica verso il Sudamerica, custodendo nella propria valigia il trofeo destinato ai vincitori. Quel torneo segnò la nascita ufficiale dei Mondiali di calcio.

    Perché la Coppa si chiamava Jules Rimet

    Il contributo del dirigente francese fu così importante che nel 1946 la FIFA decise di intitolargli il trofeo originale della competizione. Nacque così la celebre Coppa Jules Rimet, assegnata ai vincitori del Mondiale fino al 1970. In quell’anno il Brasile conquistò il torneo per la terza volta e ottenne il diritto di conservare definitivamente il trofeo, come previsto dal regolamento. Dal 1974 entrò in scena l’attuale Coppa del Mondo FIFA.

    La storia della Coppa Jules Rimet è stata a sua volta ricca di episodi curiosi. Nel 1966, pochi mesi prima dei Mondiali in Inghilterra, il trofeo venne rubato e ritrovato grazie a un cane chiamato Pickles. Nel 1983, invece, la coppa custodita in Brasile fu nuovamente trafugata e, secondo le ricostruzioni, venne fusa dai ladri, rendendo necessaria la realizzazione di una replica.

    L’eredità lasciata al calcio mondiale

    Jules Rimet lasciò la presidenza della FIFA nel 1954 dopo 33 anni consecutivi alla guida dell’organizzazione, un record ancora oggi imbattuto. Durante il suo mandato la federazione passò da dodici a ottantacinque membri, trasformandosi in un organismo realmente globale. Due anni più tardi, nel 1956, morì a Suresnes, in Francia, pochi giorni dopo il suo ottantatreesimo compleanno.

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    Francesca Fiorentino
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    Giornalista professionista, podcaster e voice talent, si laurea nel 2000 in Storia e Critica del Cinema con una tesi su Full Metal Jacket di Stanley Kubrick. Da sempre innamorata del calcio, per 10 anni lavora in radio dove si occupa prevalentemente di sport, spettacoli e cultura, prima di approdare al web, nel 2010. Dal 2018 produce e realizza podcast di approfondimento su cinema, serie TV, cultura e lifestyle, dedicandosi anche all'insegnamento del podcasting.

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