Dopo aver riportato il titolo NBA a New York a 53 anni di distanza dall’ultimo trionfo, Jalen Brunson si prepara a un nuovo debutto, questa volta lontano dai parquet: la point guard dei New York Knicks sarà il presentatore speciale della 52ª stagione del Saturday Night Live, lo storico show comico di NBC in onda dal Rockefeller Center di New York dal 26 settembre.
Un riconoscimento che va ben oltre la semplice popolarità sportiva. Il Saturday Night Live è un’istituzione della televisione e della cultura statunitense che va avanti da oltre cinquant’anni, e comparire come conduttore rappresenta uno status simbolico che pochissimi atleti hanno mai raggiunto. Brunson affiancherà nella puntata inaugurale il gruppo musicale delle Katseye, diventando il primo giocatore nella storia dei Knicks a ricevere questo invito. Allargando lo sguardo a tutta la lega, prima di lui solo altri quattro cestisti erano saliti sul palco dello show come host: Bill Russell nel 1979, Michael Jordan nel 1991 subito dopo il suo primo titolo con i Chicago Bulls, Charles Barkley, presenza ricorrente tra il 1993 e il 2018, e LeBron James nel 2007. A confermare che il coinvolgimento di Brunson sarebbe arrivato nel corso della stagione era stata, già nelle scorse settimane, l’attrice Mariska Hargitay, grande tifosa dei Knicks e amica personale del giocatore.
L’invito arriva a pochi mesi da un’annata che ha consacrato definitivamente Brunson come uno dei volti simbolo della NBA. Lo scorso giugno il playmaker ha guidato New York alla conquista del terzo titolo della storia della franchigia, il primo dal lontano 1973, superando in cinque gare i San Antonio Spurs di un giovanissimo Victor Wembanyama. Decisiva Gara 5, chiusa con 45 punti in trasferta, la stessa cifra realizzata da Michael Jordan in una gara di chiusura giocata fuori casa, un rendimento che gli è valso il premio di MVP delle Finals con voto unanime da parte di tutti gli undici membri della giuria. Nella serie Brunson ha viaggiato a una media di 32,6 punti, 4,2 rimbalzi e 4,6 assist a partita, confermandosi il vero trascinatore di una squadra capace di ribaltare più di un match in rimonta nel corso dei playoff.

Un percorso reso ancora più significativo dalla storia personale del giocatore: scelto al secondo giro del draft 2018 dopo due titoli NCAA vinti con Villanova, Brunson è arrivato a New York nel 2022 dopo quattro stagioni a Dallas, accettando anche una riduzione di contratto per agevolare la costruzione di una squadra competitiva attorno a lui. Un investimento che si è rivelato vincente, coronato prima dalla vittoria della NBA Cup nel 2025 e poi dal titolo NBA della scorsa primavera, che ha reso Brunson un idolo assoluto per un’intera generazione di tifosi newyorkesi.
Ora, archiviata la festa per il titolo, il playmaker si prepara a un palcoscenico completamente diverso, quello della prima serata comica più celebre d’America, a conferma di come la sua popolarità abbia ormai varcato i confini del basket per entrare a pieno titolo nella cultura pop statunitense.
