Close Menu
    Facebook X (Twitter) Instagram
    Sportoggi.com
    Facebook Instagram YouTube
    • Tennis
    • Calcio
    • Formula 1
    • MotoGP
    • Ciclismo
    • Basket
    • Atletica
    • Storie
    • Sport in tv oggi
    • Livescore
    • Altri sport
      • Canottaggio
      • Pesistica
      • Pugilato
      • Combattimento
      • Baseball
      • Ginnastica
      • Golf
      • Ippica
      • Nuoto
      • Pallavolo
      • Rugby
      • Sport invernali
    Sportoggi.com
    Home»Basket»Da Olbia all’anello NBA: chi è Riccardo Fois, il tecnico che ha fatto grande New York
    Basket

    Da Olbia all’anello NBA: chi è Riccardo Fois, il tecnico che ha fatto grande New York

    Francesca FiorentinoBy Francesca Fiorentino15 Giugno 2026 12:00Nessun commento3 Mins Read
    Facebook Twitter Pinterest LinkedIn Tumblr Email
    Riccardo Fois al Tg1
    Riccardo Fois al Tg1
    Share
    Facebook Twitter LinkedIn Pinterest Email

    New York è ancora pazza di gioia per la vittoria dei Knicks sui San Antonio Spurs di qualche ora fa. Dopo 53 anni di attesa il titolo NBA torna nella Grande Mela mai come in queste ore travolta dalla felicità dei tifosi che hanno colorato di blu e arancione la città che non dorme mai. E dietro questo successo planetario c’è anche un pezzo di Italia, anzi di Sardegna. Si chiama Riccardo Fois, è nato a Olbia ed è entrato nella storia come il terzo italiano di sempre a conquistare l’anello NBA dopo Marco Belinelli nel 2014 e Sergio Scariolo nel 2019. Fois ricopre il ruolo di assistant coach nello staff tecnico guidato da Mike Brown, una posizione tutt’altro che marginale nel basket moderno.

    Visualizza questo post su Instagram

    Un post condiviso da NBA Italia (@nbaitalia)

    Il percorso professionale di Riccardo Fois è costruito su anni di gavetta e sacrifici; dopo aver lasciato la Sardegna, dove aveva giocato con la Santa Croce Olbia, Fois è volato negli Stati Uniti per studiare e giocare alla Pepperdine University. Il vero salto di qualità è arrivato alla Gonzaga University, ateneo all’avanguardia nella NCAA, dove per cinque stagioni ha ricoperto il ruolo di director of analytics, ovvero di analizzatore di statistiche, elemento fondamentale nella pallacanestro.

    Fois, così, è diventato una figura ibrida ricercatissima: un ponte tra l’approccio scientifico-statistico americano e la profonda cultura sportiva del gioco europeo. Nel 2019 si sono aperte per lui le porte dell’NBA con i Phoenix Suns, come responsabile dello sviluppo dei giocatori. Il suo metodo rigoroso ha colpito coach Mike Brown, che lo ha voluto prima a Sacramento e poi lo ha portato nella nuova avventura ai New York Knicks iniziata nel 2025.

    Nel basket contemporaneo l’assistente non è una figura accessoria, e Fois incarna perfettamente questa evoluzione, con un lavoro che è stato fondamentale per la vittoria dei Knicks al pari dei canestri di Brunson. Le Finals del 2026 contro gli Spurs lo hanno dimostrato: dalla rimonta monumentale da -29 in gara-4 alla tenuta mentale di gara-5. Il lavoro di Fois si concentra su preparazione video, letture difensive, allenamenti individuali e supporto psicologico ai giocatori sotto la massima pressione dei playoff. Insomma, un tecnico, ma anche uno stratega e mental coach.

    Per il tecnico olbiese questo titolo rappresenta anche una piccola rivincita personale dopo la finale persa nel 2021, quando sedeva sulla panchina dei Golden State Warriors che si arresero ai Milwaukee Bucks. Ora, con l’anello al dito, Fois non ha tempo per riposare: è già pronto a ricoprire il ruolo nello staff tecnico dell’Italia di Luca Banchi per la finestra di qualificazioni ai mondiali 2027.

    Visualizza questo post su Instagram

    Un post condiviso da Italbasket (@italbasket)

    Con gli azzurri, Riccardo Fois monitora i prospetti italo-americani e porta il suo contributo strategico incommensurabile. Che si spera possa essere decisivo anche per la nazionale di Luca Banchi. Le idee di Fois sono chiare, come ha dichiarato a Gazzetta.it: “Quello che possiamo fare è darci la migliore opportunità in base a quello che possiamo offrire. Siamo stati sfortunati in alcune circostanze, ma non vogliamo perdere l’opportunità di farci conoscere, far vedere il nostro progetto e come passiamo le cose“. Ma ora, c’è tempo per festeggiare ancora un po’, come del resto sta facendo (e continuerà a fare) la città di New York.

    Share. Facebook Twitter Pinterest LinkedIn Tumblr Email
    Francesca Fiorentino
    • Instagram

    Giornalista professionista, podcaster e voice talent, si laurea nel 2000 in Storia e Critica del Cinema con una tesi su Full Metal Jacket di Stanley Kubrick. Da sempre innamorata del calcio, per 10 anni lavora in radio dove si occupa prevalentemente di sport, spettacoli e cultura, prima di approdare al web, nel 2010. Dal 2018 produce e realizza podcast di approfondimento su cinema, serie TV, cultura e lifestyle, dedicandosi anche all'insegnamento del podcasting.

    Related Posts

    Sophie Cunningham e il dito puntato per 22 secondi: chi è la guardia delle Fever diventata un meme viralissimo

    1 Luglio 2026 17:00

    Brescia beffata: il basket in città non esiste più, titolo venduto a Roma

    26 Giugno 2026 17:00

    Doncic sbarca a Roma con la Bugatti e un sogno chiamato NBA Europe

    25 Giugno 2026 20:00

    Comments are closed.

    Articoli recenti
    • Per la prima volta i Mondiali avranno uno show come il Super Bowl: ecco chi salirà sul palco
    • Dal dolore all’amore: Federica Brignone si racconta, poi dice una cosa su Sinner che fa sorridere
    • Dalla pole a Spa allo scherzo: Kimi Antonelli colpisce ancora, stavolta tocca a papà Marco
    • Mbappé scrive la storia dei Mondiali, ma l’ultima parola non è sua
    • Google si divide per la finale dei Mondiali: Argentina o Spagna, quale doodle scegli?
    • Il trofeo dei Mondiali era completamente diverso da oggi: cosa cambiò dopo il 1970
    • “Ogni notte piango per lui”: la confessione più intima di Cucurella commuove i tifosi
    • Jannik Sinner voleva fare la spesa come tutti, ma il finale era inevitabile
    • Molti la criticano, ma la FIFA non rinuncia alla finalina dei Mondiali: perché esiste ancora
    • Messi senza “francobollo”: da Gentile a oggi, la marcatura a uomo regge ancora?
    • Da Capello a Çelik: la rivalità tra Juventus e Roma non finisce mai
    • Tutti si chiamano Haaland: c’è un Paese che sta impazzendo per l’eroe dei Mondiali
    • Leclerc sorprende tutti con una frase su Kimi Antonelli, già protagonista nelle libere di Spa
    • Argentina-Inghilterra, provocazioni e cambio d’hotel: ora la sfida è nel rugby
    • I Mondiali di Calcio copiano l’NBA: ecco cosa riceveranno i vincitori
    Facebook Instagram YouTube
    © 2026 SportOggi.com proprietà di Digital Dreams s.r.l. - Partita IVA: 11885930963 - Sede legale: Via Alberico Albricci 8, 20122 Milano Italy - info@digitaldreams.it

    Questo blog non è una testata giornalistica registrata, in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità; non rientra pertanto tra le pubblicazioni soggette agli obblighi previsti dalla legge n. 62 del 7 marzo 2001.

    Type above and press Enter to search. Press Esc to cancel.