New York è ancora pazza di gioia per la vittoria dei Knicks sui San Antonio Spurs di qualche ora fa. Dopo 53 anni di attesa il titolo NBA torna nella Grande Mela mai come in queste ore travolta dalla felicità dei tifosi che hanno colorato di blu e arancione la città che non dorme mai. E dietro questo successo planetario c’è anche un pezzo di Italia, anzi di Sardegna. Si chiama Riccardo Fois, è nato a Olbia ed è entrato nella storia come il terzo italiano di sempre a conquistare l’anello NBA dopo Marco Belinelli nel 2014 e Sergio Scariolo nel 2019. Fois ricopre il ruolo di assistant coach nello staff tecnico guidato da Mike Brown, una posizione tutt’altro che marginale nel basket moderno.
Il percorso professionale di Riccardo Fois è costruito su anni di gavetta e sacrifici; dopo aver lasciato la Sardegna, dove aveva giocato con la Santa Croce Olbia, Fois è volato negli Stati Uniti per studiare e giocare alla Pepperdine University. Il vero salto di qualità è arrivato alla Gonzaga University, ateneo all’avanguardia nella NCAA, dove per cinque stagioni ha ricoperto il ruolo di director of analytics, ovvero di analizzatore di statistiche, elemento fondamentale nella pallacanestro.
Fois, così, è diventato una figura ibrida ricercatissima: un ponte tra l’approccio scientifico-statistico americano e la profonda cultura sportiva del gioco europeo. Nel 2019 si sono aperte per lui le porte dell’NBA con i Phoenix Suns, come responsabile dello sviluppo dei giocatori. Il suo metodo rigoroso ha colpito coach Mike Brown, che lo ha voluto prima a Sacramento e poi lo ha portato nella nuova avventura ai New York Knicks iniziata nel 2025.
Nel basket contemporaneo l’assistente non è una figura accessoria, e Fois incarna perfettamente questa evoluzione, con un lavoro che è stato fondamentale per la vittoria dei Knicks al pari dei canestri di Brunson. Le Finals del 2026 contro gli Spurs lo hanno dimostrato: dalla rimonta monumentale da -29 in gara-4 alla tenuta mentale di gara-5. Il lavoro di Fois si concentra su preparazione video, letture difensive, allenamenti individuali e supporto psicologico ai giocatori sotto la massima pressione dei playoff. Insomma, un tecnico, ma anche uno stratega e mental coach.
Per il tecnico olbiese questo titolo rappresenta anche una piccola rivincita personale dopo la finale persa nel 2021, quando sedeva sulla panchina dei Golden State Warriors che si arresero ai Milwaukee Bucks. Ora, con l’anello al dito, Fois non ha tempo per riposare: è già pronto a ricoprire il ruolo nello staff tecnico dell’Italia di Luca Banchi per la finestra di qualificazioni ai mondiali 2027.
Con gli azzurri, Riccardo Fois monitora i prospetti italo-americani e porta il suo contributo strategico incommensurabile. Che si spera possa essere decisivo anche per la nazionale di Luca Banchi. Le idee di Fois sono chiare, come ha dichiarato a Gazzetta.it: “Quello che possiamo fare è darci la migliore opportunità in base a quello che possiamo offrire. Siamo stati sfortunati in alcune circostanze, ma non vogliamo perdere l’opportunità di farci conoscere, far vedere il nostro progetto e come passiamo le cose“. Ma ora, c’è tempo per festeggiare ancora un po’, come del resto sta facendo (e continuerà a fare) la città di New York.
