Close Menu
    Facebook X (Twitter) Instagram
    Sportoggi.com
    Facebook Instagram YouTube
    • Tennis
    • Calcio
    • Formula 1
    • MotoGP
    • Ciclismo
    • Basket
    • Atletica
    • Storie
    • Sport in tv oggi
    • Livescore
    • Altri sport
      • Canottaggio
      • Pesistica
      • Pugilato
      • Combattimento
      • Baseball
      • Ginnastica
      • Golf
      • Ippica
      • Nuoto
      • Pallavolo
      • Rugby
      • Sport invernali
    Sportoggi.com
    Home»Storie»Dal sogno di Ted Lasso al Wrexham: la storia vera che sembra una serie TV
    Storie

    Dal sogno di Ted Lasso al Wrexham: la storia vera che sembra una serie TV

    Tiziana MorgantiBy Tiziana Morganti5 Agosto 2026 17:00Nessun commento3 Mins Read
    Facebook Twitter Pinterest LinkedIn Tumblr Email
    Ryan Reynolds con i colori del Wrexham
    Ryan Reynolds con i colori del Wrexham
    Share
    Facebook Twitter LinkedIn Pinterest Email

    Con il debutto della quarta stagione di Ted Lasso, la serie di Apple TV+ che ha conquistato milioni di spettatori in tutto il mondo, torna anche una domanda che molti appassionati di calcio si pongono da anni: esiste davvero una storia simile a quella dell’AFC Richmond? La risposta è sì, e porta direttamente in Galles.

    La protagonista è il Wrexham AFC, uno dei club più antichi del mondo, che negli ultimi anni è diventato il simbolo di una delle favole sportive più incredibili del calcio moderno. Un percorso che, per certi aspetti, ricorda da vicino quello raccontato nella serie interpretata da Jason Sudeikis.

    Tutto cambia nel 2021, quando il club gallese viene acquistato dagli attori hollywoodiani Ryan Reynolds e Rob McElhenney. All’epoca il Wrexham navigava nella quinta divisione inglese, lontano dai riflettori e con un futuro tutt’altro che scontato. L’obiettivo dei due nuovi proprietari, però, non era soltanto quello di investire nel calcio, ma di trasformare la squadra in un progetto capace di coinvolgere un’intera comunità.

    I risultati non si sono fatti attendere. In pochi anni il Wrexham ha centrato una straordinaria scalata, passando dalla National League fino alla Championship, la seconda serie del calcio inglese, riportando entusiasmo in una città che per decenni aveva vissuto lontana dai grandi palcoscenici. Un’ascesa che ha attirato l’attenzione di tifosi e media di tutto il mondo.

    Parallelamente alla crescita sportiva è arrivato anche il successo televisivo. Reynolds e McElhenney hanno infatti deciso di raccontare dall’interno questa avventura attraverso Welcome to Wrexham, una docuserie che segue la vita del club, dei calciatori e dei tifosi. Il documentario è diventato un fenomeno internazionale, ricevendo il plauso della critica e conquistando ben otto Emmy Awards, oltre a contribuire a far conoscere il Wrexham ben oltre i confini del Regno Unito.

    Il paragone con Ted Lasso, dunque, è quasi inevitabile, anche se la serie Apple racconta una storia di fantasia, i valori che l’hanno resa celebre, il senso di appartenenza, la fiducia nelle persone, la capacità di costruire qualcosa partendo dalle difficoltà, trovano una sorprendente corrispondenza nella realtà vissuta dal club gallese.

    Oggi il Wrexham rappresenta uno dei casi di successo più studiati nel mondo dello sport: una società rilanciata attraverso investimenti mirati, comunicazione moderna e un forte legame con il territorio. La presenza di due star di Hollywood ha certamente acceso i riflettori, ma è stato il lavoro svolto dentro e fuori dal campo a trasformare una piccola squadra di provincia in un marchio conosciuto a livello globale.

    Share. Facebook Twitter Pinterest LinkedIn Tumblr Email
    Tiziana Morganti
    • Facebook
    • Instagram

    Sono romana doc, di quelle vere, nata e cresciuta nel cuore della Capitale, a due passi dal Colosseo, con il Tevere praticamente come vicino di casa. Laureata in Storia Moderna e Contemporanea, ho sempre avuto un debole per i racconti che lasciano il segno, ma è stato lo sport a indicarmi la direzione giusta per iniziare a scrivere: tutto merito (o colpa) di una passione sfrenata per il tennis e di un certo Boris Becker, che da bambina mi ha fatto innamorare di rovesci e tuffi in aria come fosse normale amministrazione. Da lì il passo è stato breve: prima sugli spalti del Foro Italico, tifosa sfegatata e poi hostess degli Internazionali d'Italia, con il naso all'insù a guardare i campioni da vicinissimo; poi, complice l'evoluzione, mia e del tennis italiano, dritta a Radio Incontro e sulle pagine web a raccontarlo. Oggi la mia bussola si chiama Jannik Sinner, e se un tempo sognavo il rovescio a una mano di Becker, adesso mi godo ogni suo dritto lungolinea con la stessa emozione di una bambina sugli spalti.

    Articoli recenti
    • Perché gli scacchi sono considerati uno sport (anche se non sono alle Olimpiadi)?
    • Perché le palline da tennis sono gialle? La risposta ha a che fare con la televisione
    • Chi ha inventato il recupero nel calcio? Tutto iniziò con un pallone sparito nel 1891
    Facebook Instagram YouTube
    © 2026 SportOggi.com proprietà di Digital Dreams s.r.l. - Partita IVA: 11885930963 - Sede legale: Via Alberico Albricci 8, 20122 Milano Italy - info@digitaldreams.it

    Questo blog non è una testata giornalistica registrata, in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità; non rientra pertanto tra le pubblicazioni soggette agli obblighi previsti dalla legge n. 62 del 7 marzo 2001.

    Type above and press Enter to search. Press Esc to cancel.