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    Home»Storie»Per molti il bello arriva dopo la telecronaca: chi è Ivan Colacino, il Lele Adani dei social
    Storie

    Per molti il bello arriva dopo la telecronaca: chi è Ivan Colacino, il Lele Adani dei social

    Tiziana MorgantiBy Tiziana Morganti17 Luglio 2026 17:00Nessun commento3 Mins Read
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    Ivan Colacino
    Ivan Colacino - Facebook
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    Ogni volta che Daniele Adani si lascia andare a una delle sue telecronache più sopra le righe, sui social parte puntuale una reazione: quella di Ivan Colacino, content creator calabrese diventato ormai il volto e la voce della parodia dell’ex difensore ed opinionista Rai. L’ultimo episodio arriva dopo la semifinale dei Mondiali 2026 tra Argentina e Inghilterra, quando l’ennesima esultanza sopra le righe di Adani per un gol della squadra di Scaloni ha scatenato le solite polemiche online, e con esse la puntuale imitazione firmata Colacino.

    Indice

    • Un fenomeno nato quasi per gioco
    • Il salto nel mondo del calcio
    • Perché il pubblico lo ama
    • Un rapporto di stima reciproca

    Un fenomeno nato quasi per gioco

    Classe 1982, originario di Catanzaro, Ivan Colacino non nasce come imitatore sportivo. La sua storia comincia con la musica: grande appassionato di Ligabue, nei primi anni duemila forma una cover band, i Quarto B.R.A., e nel 2010 vince persino un contest che lo porta ad aprire un concerto del suo idolo davanti a 40mila persone a San Siro. Parallelamente coltiva la passione per la comicità e le imitazioni, mondo in cui si sente più a suo agio rispetto al palco musicale, perché, come racconta lui stesso, il pubblico ride del personaggio, non della persona.

    La svolta social, però. arriva quasi per caso, quando un video in cui imita il sindaco di Catanzaro diventa virale grazie alla condivisione di un amico dall’estero. Da lì Colacino capisce il potenziale dei social e inizia a costruire contenuti sempre più mirati.

    Il salto nel mondo del calcio

    La vera esplosione di popolarity arriva con il calcio: in occasione degli Europei, Colacino inizia a pubblicare video in cui, attraverso un montaggio che sovrappone la sua immagine a quella dei telecronisti Rai, sdoppia se stesso nei panni di Daniele Adani e del collega Stefano Bizzotto, riproducendo in playback le loro telecronache più accese. Il risultato è un mix irresistibile di comicità e amore per il calcio che gli ha permesso di conquistare centinaia di migliaia di follower tra TikTok, Instagram e YouTube.

    @ivancolacino

    ARGENTINA IN FINALE ⭐️ “Riordiniamo le idee” e vediamo com’è andata 🤯 Commento di Alberto Rimedio e @@leleadani #sdoppiaggi #ivancolacino #argentina🇦🇷 #mondiali #adani @afaseleccion @RaiPlay

    ♬ audio originale – Ivan Colacino

    Perché il pubblico lo ama

    Il segreto del successo di Colacino sta nella capacità di cogliere esattamente i tic linguistici e le espressioni più iconiche di Adani, dalle citazioni sudamericane alle esultanze plateali, riproponendole con un tempismo perfetto rispetto agli eventi reali del campo. Non è un caso che, dopo ogni telecronaca particolarmente accesa dell’ex difensore di Inter e Fiorentina, il video parodia di Colacino diventi immancabilmente virale, spesso in tempo reale con la diretta stessa.

    Un rapporto di stima reciproca

    Nonostante la natura satirica dei contenuti, tra i due non sembra esserci alcun rancore: Adani stesso ha in più occasioni condiviso e commentato con ironia i video di Colacino, alimentando ulteriormente la popolarità del fenomeno. Un cortocircuito social perfetto, in cui l’imitato diventa il primo sponsor del suo imitatore, trasformando ogni telecronaca “sopra le righe” in un contenuto virale doppio: quello originale e quello, altrettanto amato, della sua controparte comica.

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    Tiziana Morganti
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    Sono romana doc, di quelle vere, nata e cresciuta nel cuore della Capitale, a due passi dal Colosseo, con il Tevere praticamente come vicino di casa. Laureata in Storia Moderna e Contemporanea, ho sempre avuto un debole per i racconti che lasciano il segno, ma è stato lo sport a indicarmi la direzione giusta per iniziare a scrivere: tutto merito (o colpa) di una passione sfrenata per il tennis e di un certo Boris Becker, che da bambina mi ha fatto innamorare di rovesci e tuffi in aria come fosse normale amministrazione. Da lì il passo è stato breve: prima sugli spalti del Foro Italico, tifosa sfegatata e poi hostess degli Internazionali d'Italia, con il naso all'insù a guardare i campioni da vicinissimo; poi, complice l'evoluzione, mia e del tennis italiano, dritta a Radio Incontro e sulle pagine web a raccontarlo. Oggi la mia bussola si chiama Jannik Sinner, e se un tempo sognavo il rovescio a una mano di Becker, adesso mi godo ogni suo dritto lungolinea con la stessa emozione di una bambina sugli spalti.

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