La notizia della morte di Franco Baresi è stata accolta con grande commozione da tutto il mondo dello sport italiano e non potrebbe essere altrimenti; Baresi non è stato solo una leggenda del Milan, che oggi lo ha ricordato con parole emozionanti, ma anche una colonna portante della Nazionale italiana. Baresi si è spento a Milano dopo una lunga malattia. Non è stato ufficializzato il motivo del decesso, ma da tempo era in cura dopo l’asportazione di un nodulo polmonare nel 2025.
Un nodulo polmonare è un’area di maggiore densità all’interno del polmone; se molto piccolo tende a essere benigno, quando invece la lesione supera i 3 centimetri di diametro, viene definita massa polmonare, con possibilità che sia maligna.
Per accertare definitivamente la natura della lesione occorre effettuare esami specifici sotto stretta indicazione medica, tra i quali una Pet-Tac. Se i risultati confermano il sospetto, si procede con una biopsia o direttamente con l’asportazione chirurgica del nodulo. L’operazione è seguita da chemioterapia, radioterapia o immunoterapia, come nel caso di Baresi, a seconda della tipologia di tumore e dello stadio in cui si trova.
Proprio nell’agosto 2025, la società rossonera aveva comunicato:
“AC Milan informa che, a seguito di accertamenti di routine, al nostro Vice Presidente Onorario, Franco Baresi, è stata riscontrata la presenza di una nodulazione polmonare, per la quale si è deciso di procedere con l’asportazione mediante intervento chirurgico con tecnica mini-invasiva. L’intervento è andato bene e il decorso post-operatorio è stato privo di complicazioni. Franco è stato successivamente valutato dallo specialista oncologo con indicazione a terapia di consolidamento a base di immunoterapico“.
Di lì a poco lo stesso Baresi avrebbe comunicato ai tifosi l’esito delle cure: “Cari tifosi, voglio comunicarvi che mi ci vorrà un po’ di tempo per rimettermi in forma. Grazie al Milan e a tutti voi per il sostegno e il supporto. Con affetto, un abbraccio“. Poi ad inizio novembre quel messaggio sui social, “Viva la vita”, faceva presagire un buon esito delle cure.
Lo scorso febbraio, poi, Baresi aveva svolto il ruolo di tedoforo in occasione delle Olimpiadi Milano-Cortina 2026, spiegando di stare meglio: “Il peggio è passato, essere un atleta mi ha aiutato a lottare, e il mio corpo mi ha permesso di resistere. Il calore della gente mi è arrivato addosso fortissimo“.
