Una rottura improvvisa e clamorosa ha scosso il ritiro della nazionale portoghese alla vigilia della sfida di Nations League contro la Danimarca. Cristiano Ronaldo, capitano e recordman assoluto di gol e presenze con il Portogallo, ha deciso di abbandonare il ritiro della squadra in Danimarca, volando verso Madrid con il suo aereo privato. Una decisione che segna la fine di un rapporto ormai incrinato con il commissario tecnico Jorge Jesus e che apre scenari inediti sul futuro del fenomeno portoghese in nazionale.
La conferma è arrivata direttamente da CR7 attraverso un messaggio pubblicato sui suoi canali social:
“A seguito della conferenza del commissario tecnico e dopo un colloquio con il presidente della Federcalcio portoghese, ho deciso di lasciare il ritiro. A tempo debito, racconterò al popolo portoghese la verità sui motivi del mio addio alla nazionale, alla quale mi sono sempre dedicato con impegno. È giunto il momento di augurare buona fortuna al Portogallo e a tutti i miei compagni di squadra, senza eccezioni“.
La tensione era nell’aria da giorni, ma il punto di non ritorno è stato raggiunto dopo le dichiarazioni del CT Jorge Jesus in conferenza stampa. Il tecnico portoghese non ha usato mezzi termini nel difendere le proprie scelte tecniche: “Sono l’allenatore e ho deciso di non farlo giocare. Se avrò bisogno di lui per mezz’ora giocherà, altrimenti resterà in panchina. Nessun giocatore mi farà cambiare idea su questo, né lui né nessun altro nel calcio, né alcun presidente“.
Jesus ha poi ricostruito quanto accaduto nella partita precedente contro la Norvegia: “Ho detto a Cristiano che non avrebbe giocato queste due partite. Durante la gara ho pensato che forse ne avrei avuto bisogno e l’ho fatto riscaldare. E poi non l’ho fatto entrare. Qualsiasi giocatore, quando sta lì a riscaldarsi per 20 o 30 minuti e poi non entra, non ne è contento. A maggior ragione lui“.
La cronaca della rottura è iniziata il 24 settembre, quando Ronaldo era partito titolare nella prima partita di Jesus da ct contro il Galles, restando in campo per oltre un’ora nella vittoria per 1-0. Tre giorni dopo, il primo segnale di frattura: contro la Norvegia il fuoriclasse è rimasto in panchina per tutti i 90 minuti, nonostante un lungo riscaldamento a bordocampo durato più di 20 minuti. Per la prima volta dal 2008, CR7 non è entrato in campo in una partita ufficiale del Portogallo pur essendo disponibile.
Nei giorni successivi la situazione è precipitata. Ronaldo ha saltato tre allenamenti consecutivi, costringendo il presidente della Federcalcio portoghese, Pedro Proença, a volare d’urgenza a Copenaghen per un incontro chiarificatore. Fonti federali avevano parlato di un confronto tranquillo e cordiale nell’albergo di Malmö dove alloggia la delegazione, ma la crisi non si è affatto risolta.
Il momento della rottura definitiva è stato documentato dai giornalisti di A Bola, principale quotidiano sportivo portoghese, che hanno filmato l’uscita di Ronaldo dal centro sportivo mentre i compagni erano già in campo per l’allenamento. Il giocatore ha svuotato il suo armadietto nello stadio Parken di Copenaghen ed è salito su un van nero della Federcalcio portoghese. Il suo jet privato è decollato da Madrid diretto in Danimarca per riportarlo nella capitale spagnola.
