Un’uscita di scena inattesa e alcune parole che gettano più di un’ombra sul futuro. Novak Djokovic è stato eliminato al secondo turno del Masters 1000 di Cincinnati dall’argentino Thiago Agustin Tirante, numero 50 del ranking mondiale, con il punteggio di 2-6, 6-4, 6-4. Una sconfitta pesante, arrivata in un torneo privo sia del numero uno del mondo che di Carlos Alcaraz, e che ha lasciato spazio a più di una preoccupazione per le condizioni fisiche del campione serbo.
Il match, giocato con temperature superiori ai 30 gradi e un tasso di umidità vicino all’80%, si era aperto nel migliore dei modi per Djokovic, che si era aggiudicato il primo set per 6-2. Nel secondo parziale, però, qualcosa si è inceppato: il 39enne di Belgrado è apparso in evidente difficoltà fisica, tanto da dover richiedere l’intervento del medico. Seduto sulla propria sedia, con un asciugamano sulla testa, il campione ha atteso che gli venisse controllata la pressione sanguigna, prima di tornare in campo e cedere progressivamente il vantaggio all’avversario argentino.
Al termine dell’incontro, il tennista serbo si è complimentato con Tirante, ammettendo di non aver vissuto un match piacevole. Ma è stato quando gli è stato chiesto se le difficili condizioni ambientali di Cincinnati fossero all’origine del suo malessere che Djokovic ha svelato un retroscena rimasto finora sullo sfondo: non si è trattato solo di caldo e umidità, ma di un problema di salute più radicato. “È semplicemente un problema di salute che ho. Mi dà fastidio da qualche anno. Ho molti problemi, soprattutto quando c’è molta umidità e caldo”.
Il numero uno di sempre per titoli Slam vinti (24) ha poi chiarito che le condizioni climatiche non sono l’unico fattore scatenante: “Sì, lo sono, ma poi ci sono tutte le altre cose: il nervosismo e tutto ciò che comporta una partita. Tutto questo peggiora ulteriormente la situazione, ed è esattamente quello che è successo”. Parole che, pur senza entrare nel dettaglio della natura del disturbo, confermano come il fisico del campione serbo sia sottoposto da tempo a un logorio che va oltre la semplice fatica atletica.
Non è la prima volta che Djokovic fa cenno a problemi fisici di questo tipo nel corso della sua carriera: già in passato aveva parlato di malesseri legati al proprio metabolismo, pur escludendo categoricamente qualsiasi collegamento con il Covid o con i vaccini. Ora, a 39 anni compiuti lo scorso maggio, la situazione sembra riproporsi con maggiore frequenza, alimentando dubbi sul suo futuro nel circuito.
Interpellato sulla possibilità di tornare a Cincinnati nel 2027, Djokovic non ha nascosto la propria incertezza: “Spero proprio di sì, ma purtroppo, al momento, sembra più probabile che non accadrà. Vedremo cosa ci riserverà il futuro”. Una dichiarazione che, sommata al ko contro Tirante e alla recente sconfitta subita contro Jannik Sinner in semifinale a Wimbledon lo scorso 10 luglio, riaccende gli interrogativi sulla reale condizione fisica del serbo e sulla sua capacità di reggere ancora il ritmo dei tornei più importanti del circuito ATP.
