L’Argentina potrebbe finire sotto indagine della FIFA dopo la semifinale vinta contro l’Inghilterra ai Mondiali 2026. Al termine della partita, durante i festeggiamenti, due giocatori hanno mostrato uno striscione con la scritta “Las Malvinas son Argentinas”, un messaggio politico legato alla disputa tra Argentina e Regno Unito sulle isole Falkland (Malvinas). Il gesto ha provocato immediate reazioni nel Regno Unito e ora potrebbe avere conseguenze disciplinari.
Protagonisti dell’episodio sono Nicolás Otamendi e Giovani Lo Celso, immortalati mentre esponevano il cartello ricevuto dagli spalti dopo il successo che ha regalato all’Albiceleste la seconda finale mondiale consecutiva. Il contenuto del messaggio richiama una delle questioni geopolitiche più delicate tra i due Paesi, quella sulle isole Falkland, controllate dal Regno Unito ma rivendicate dall’Argentina con il nome di Malvinas. La rivalità calcistica tra le due nazionali ha sempre avuto un forte valore simbolico anche per via della guerra del 1982, rendendo il gesto ancora più controverso.
Empezó en una habitación de un Hotel y terminó siendo la gran protagonista de la noche.
LAS MALVINAS SON ARGENTINAS pic.twitter.com/JbAMYaJm7i— sergio ravenna (@smravenna) July 16, 2026
A rendere la situazione delicata è soprattutto il regolamento FIFA. Il Codice disciplinare vieta infatti qualsiasi messaggio ritenuto non appropriato per un evento sportivo, compresi quelli di carattere politico, ideologico, religioso o offensivo. Proprio su questa norma si basano le richieste di numerosi esponenti politici britannici, che chiedono alla federazione internazionale di aprire un’indagine per accertare eventuali violazioni.
Tra le voci più dure c’è quella del ministro britannico Peter Kyle, che ha definito il gesto “del tutto inappropriato” e ha sostenuto che un’indagine della FIFA sarebbe inevitabile, ricordando come il calcio debba rimanere separato dalla politica. Più prudente il portavoce del primo ministro Keir Starmer, che ha ribadito la posizione del governo britannico sulla sovranità delle Falkland, precisando però che qualsiasi eventuale sanzione rientra esclusivamente nelle competenze della FIFA.
Ma cosa rischiano realmente l’Argentina e i suoi giocatori? Al momento non esiste alcun procedimento disciplinare annunciato dalla FIFA, ma i precedenti dimostrano che episodi simili sono già stati sanzionati. Nel 2012 il sudcoreano Park Jong-woo ricevette due giornate di squalifica dopo aver mostrato un cartello sulle isole Dokdo, territorio conteso con il Giappone, al termine della finale per il terzo posto delle Olimpiadi di Londra.
Anche l’Argentina conosce già questo tipo di vicenda. Nel 2014 la federazione fu multata con 30.000 franchi svizzeri dopo che alcuni calciatori erano stati fotografati davanti a uno striscione con lo stesso slogan sulle Malvinas durante un’amichevole contro la Slovenia. Più recente il caso della Spagna: dopo l’Europeo, Álvaro Morata e Rodri furono squalificati per una giornata per aver intonato il coro “Gibilterra è spagnola” durante i festeggiamenti per la vittoria del torneo. Le sanzioni, quindi, non seguono uno schema unico e possono andare da una multa economica fino alla squalifica dei calciatori coinvolti.
