Igor Protti, ex attaccante di Bari, Lazio, Napoli e Livorno è scomparso nella notte all’età di 58 anni al termine di una lunga malattia. La famiglia ha comunicato la sua scomparsa attraverso un messaggio che Protti stesso aveva voluto lasciare ai suoi cari e ai tifosi:
“Questo splendido viaggio, come ogni partita, è arrivato al fischio finale. Difficile provare parole che possano spiegarlo, l’unica cosa che posso fare è ringraziare la mia grande e meravigliosa famiglia che ho adorato. Tutte le persone che mi hanno voluto bene e che mi sono state vicino, tutti i tifosi delle squadre nelle quali ho giocato per l’affetto e l’amore sempre dimostratomi e totalmente ricambiato. Sperando che sia un arrivederci e non un addio“.
La malattia era stata annunciata dallo stesso Protti nel luglio scorso sui social: “Un mese fa mi è stato trovato uno sgraditissimo ospite“. A settembre, su Instagram, aveva comunicato un peggioramento delle sue condizioni, con la diffusione del tumore alle vertebre e la conseguente radioterapia. Il 25 maggio scorso la sua ultima apparizione in pubblico per partecipare al matrimonio della figlia Noemi, un momento di grande emozione condiviso anche sui social.
Nato a Rimini il 24 settembre 1967, Igor Protti è cresciuto con una maglia di Rivera, regalo per i suoi 10 anni, e con il sogno di diventare calciatore. Dopo una prima esperienza a Livorno e un passaggio alla Virescit Bergamo, nel 1989 il Messina lo chiamò in Serie B per sostituire Totò Schillaci, passato alla Juventus. In tre anni in Sicilia segnò 31 gol e iniziò a farsi conoscere dal grande pubblico.
Nel 1992 arrivò al Bari, dove al terzo campionato centrò la promozione in Serie A e inventò un buffo modo di esultare, un trenino fatto assieme ai compagni di squadra. Chiuse la stagione con 24 gol, capocannoniere della Serie A a pari merito con Giuseppe Signori. Successivamente, Cragnotti lo portò alla Lazio. Successivamente all’esperienza in biancoceleste, passò al Napoli dove fu l’ultimo a indossare la maglia numero 10 di Maradona prima che venisse ritirata. Poi, dopo un’esperienza in Serie B alla Reggiana, il ritorno al Livorno.
A Protti, Luca Dal Canto ha dedicato il documentario “Igor. L’eroe romantico del calcio”, con numerosi contributi di amici e colleghi come Beppe Signori, Cristiano Lucarelli e Walter Mazzarri. La camera ardente sarà aperta dalle 15 di oggi presso la stanza del commiato Frongillo al cimitero di Cecina, in Via della Rimembranza.
