Tutto nasce dalla partita tra Paraguay e Turchia, valida per la seconda giornata della fase a gironi. I paraguaiani hanno conquistato una vittoria fondamentale per 1-0, avvicinandosi concretamente alla qualificazione ai sedicesimi di finale. Ma il risultato è passato in secondo piano rispetto a un episodio che ha fatto il giro del mondo: l’ex attaccante del Newcastle Miguel Almirón è diventato il primo calciatore espulso nella storia del torneo per essersi coperto la bocca mentre parlava con alcuni avversari.
Una norma, quella introdotta dalla FIFA alla vigilia del Mondiale, pensata per contrastare insulti razzisti o discriminatori pronunciati lontano dalle telecamere, dopo il caso che aveva coinvolto Prestianni e Vinicius. La decisione, però, ha fatto infuriare i tifosi e gli addetti ai lavori paraguaiani. Tra i più accesi, proprio Vera, che, durante la diretta televisiva, ha perso completamente le staffe. “Ladro, ladro, Barton. Avete ucciso il calcio. FIFA, avete ucciso il calcio. Infantino, sei responsabile di tutto questo”, ha urlato il telecronista in diretta, prima di rivolgere parole durissime anche al presidente della CONMEBOL Alejandro Domínguez: “Meno foto con Infantino. Fatti coraggio. Siete dei ladri!”
Vera ha poi cercato di motivare la propria indignazione sul piano tecnico-sportivo: “Che tipo di insulto razzista potrebbe mai rivolgere Miguel Almirón a un giocatore turco? Serve un po’ di buon senso”, ha aggiunto, sottolineando quella che a suo giudizio era una palese mancanza di proporzionalità nella decisione arbitrale.
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La FIFA, tuttavia, non ha mostrato clemenza. La risposta è stata immediata e severa: accredito revocato per tutto il resto del torneo. Una misura che ha indignato la stessa ABC Cardinal, che ha preso pubblicamente le difese del suo giornalista. “Riteniamo che la revoca permanente di un accredito per l’intera durata del torneo costituisca una sanzione estrema e manifestamente sproporzionata per una singola infrazione che è stata immediatamente riconosciuta, per la quale sono state offerte scuse formali”, si legge nel comunicato ufficiale dell’emittente.
Il caso Vera, dunque, riapre interrogativi mai sopiti sul rapporto tra giornalismo sportivo e potere federale. Da un lato chi difende la FIFA, sostenendo che certi toni, in particolare gli attacchi diretti al presidente Infantino, superino ogni limite accettabile anche per un telecronista in preda all’emozione. Dall’altro chi vede nella revoca dell’accredito un atto punitivo eccessivo, capace di mettere il bavaglio a chi critica le scelte dell’organismo calcistico più potente al mondo.
