Gianni Infantino ha fatto marcia indietro sul progetto di aprire i Mondiali di calcio ai privati, anche se nelle ultime ore aveva accusato il fronte dei contrari di non rappresentare l’intero mondo del calcio. Il presidente della Fifa ha annunciato l’abbandono del controverso progetto che prevedeva la cessione di quote della competizione iridata a investitori privati, dopo le durissime opposizioni espresse da gran parte delle federazioni calcistiche. La Uefa ha guidato la resistenza, arrivando nei giorni scorsi ad annunciare il boicottaggio delle competizioni Fifa, costringendo Infantino a una clamorosa retromarcia.
Il progetto Fifa Forward Enterprise era nato con l’obiettivo dichiarato di fornire una base per rafforzare le federazioni affiliate e il calcio mondiale, soprattutto nei Paesi dove il supporto economico è più necessario. L’idea prevedeva la creazione di una nuova entità separata dalla Fifa e aperta all’ingresso di investitori privati, alla quale sarebbero stati affidati i diritti commerciali e l’organizzazione di eventi e competizioni. Un piano valutato complessivamente circa 20 miliardi di dollari.

Per convincere le 211 federazioni affiliate, Infantino aveva proposto un bonus immediato da 40 milioni di dollari a ciascuna in cambio del sostegno all’iniziativa. Un aspetto particolarmente controverso riguardava il fatto che Infantino, come commissioner della Fifa Forward Enterprise, avrebbe mantenuto il controllo dei Mondiali anche dopo la scadenza del suo mandato di presidente della Fifa, sollevando interrogativi sulla concentrazione di potere e sulla governance del calcio mondiale.
Dopo aver ascoltato attentamente tutti i punti di vista, è emerso chiaramente che il progetto ha creato divisioni di una natura tale che, a prescindere dal livello di supporto, non è più nell’interesse dell’obiettivo prefissato, ha dichiarato Infantino in una nota ufficiale. Il nostro scopo è sempre stato e sarà sempre unire e migliorare. Di conseguenza, questa proposta non verrà portata avanti.
Le defezioni non sono mancate nemmeno tra i vertici della stessa Fifa. Carlos Cordeiro, consulente senior della Fifa e rappresentante dell’organismo nella task force della Casa Bianca per i Mondiali, si è dimesso venerdì scorso per protestare contro il piano.
Ancora più duro l’intervento di Kevin Lamour, direttore operativo della Fifa e collaboratore di lunga data di Infantino sia alla Fifa che alla Uefa. In un comunicato all’Associated Press, Lamour ha dichiarato che il personale dell’organismo è stato ingannato dalla mancanza di trasparenza del presidente nella pianificazione del progetto e merita di meglio che disprezzo e intimidazione. È il progetto di una sola persona, ha scritto Lamour, che non si è dimesso ma ha affermato di avere un dovere nei confronti dei colleghi, anche a costo di perdere il lavoro.
Infantino ha ora manifestato l’intenzione di riunire tutte le parti interessate nei prossimi giorni e settimane, nello spirito di un interesse comune per il calcio e con l’obiettivo di continuare a far crescere il gioco ovunque, in particolare nei Paesi che hanno maggiormente bisogno di supporto. La vicenda rappresenta una delle più significative battute d’arresto per il presidente della Fifa, che dal 2016 guida l’organizzazione con una linea espansionistica spesso controversa.
