Il futuro della panchina della Nazionale italiana potrebbe avere il volto di Pep Guardiola. Paolo Maldini e Leonardo, infatti, hanno trascorso lo scorso weekend a Barcellona, incontrando proprio il tecnico catalano in quello che viene descritto come un tentativo concreto di portarlo sulla panchina azzurra. L’incontro, secondo quanto ricostruito, sarebbe durato l’intero fine settimana, un dettaglio che lascia intendere un confronto approfondito tra le parti.
A insospettire e confermare, poi, sono state alcune foto, tra cui dei selfie scattati con i due dirigenti in territorio spagnolo. Al momento, però, non c’è alcuna certezza che Guardiola diventi realmente il prossimo commissario tecnico della Nazionale, ma la sensazione diffusa è che l’ipotesi sia passata dallo stadio di semplice suggestione a quello di pista realmente percorribile.
A dare ulteriore peso alla vicenda sono state le parole del presidente della Figc, Giovanni Malagò, nel corso di un’intervista con il direttore Federico Ferri. Malagò ha smentito qualsiasi tensione con Maldini e Leonardo, parlando anzi di un confronto in corso e chiedendo ancora qualche giorno di pazienza prima di avere un quadro completo della situazione. Alla domanda diretta se nella lista dei candidati ci fossero solo i nomi di Roberto Mancini e Andrea Pirlo, il numero uno dello sport italiano ha lasciato aperta la porta ad altre possibilità, confermando che il ventaglio di opzioni sul tavolo è più ampio di quanto ipotizzato finora.

Il presidente, inoltre, ha delineato quello che considera il profilo ideale per il nuovo tecnico azzurro, spostando l’attenzione dal singolo nome al metodo di lavoro. Prendendo come esempio i due allenatori protagonisti della recente finale mondiale, Lionel Scaloni e Luis de la Fuente, ha sottolineato come entrambi abbiano costruito il proprio successo attraverso un lavoro strutturale sulle rispettive nazionali, a prescindere dal proprio passato da giocatori. Da qui la convinzione che prima di scegliere il singolo allenatore sia necessario sistemare l’organizzazione e la metodologia complessiva del movimento calcistico italiano, con l’obiettivo di valorizzare meglio i giovani talenti a disposizione.
Comunque vada, non è la prima volta che il nome di Guardiola si intreccia con la storia del calcio italiano: il tecnico catalano ha vissuto due stagioni da calciatore nel nostro campionato, tra Brescia e Roma, tra il 2001 e il 2003, legandosi in particolare alla figura di Carlo Mazzone. Guardiola ha anche un legame simbolico con Maldini, avendogli dedicato la sua prima Champions League da allenatore, conquistata nel 2009 con il Barcellona.
