Close Menu
    Facebook X (Twitter) Instagram
    Sportoggi.com
    Facebook Instagram YouTube
    • Tennis
    • Calcio
    • Formula 1
    • MotoGP
    • Ciclismo
    • Basket
    • Atletica
    • Storie
    • Sport in tv oggi
    • Livescore
    • Altri sport
      • Canottaggio
      • Pesistica
      • Pugilato
      • Combattimento
      • Baseball
      • Ginnastica
      • Golf
      • Ippica
      • Nuoto
      • Pallavolo
      • Rugby
      • Sport invernali
    Sportoggi.com
    Home»Calcio»Guardiola rompe il silenzio dopo il verdetto: “Sono qui, più che mai” e il messaggio al Manchester City fa il giro del mondo
    Calcio

    Guardiola rompe il silenzio dopo il verdetto: “Sono qui, più che mai” e il messaggio al Manchester City fa il giro del mondo

    Tiziana MorgantiBy Tiziana Morganti30 Settembre 2026 15:37Nessun commento3 Mins Read
    Facebook Twitter Pinterest LinkedIn Tumblr Email
    Pep Guardiola al Bayern Monaco
    Pep Guardiola al Bayern Monaco - foto di Rufus46, CC BY-SA 3.0, Wikimedia Commons
    Share
    Facebook Twitter LinkedIn Pinterest Email

    Pep Guardiola ha parlato per la prima volta dopo che il Manchester City è stato giudicato colpevole nel procedimento sulle regole finanziarie della Premier League. Il tecnico catalano, che ha lasciato la panchina dei Citizens, ha diffuso un messaggio attraverso i propri canali social, indirizzato a tifosi, dirigenti e a tutto il mondo City.

    Il verdetto è arrivato martedì. La Premier League ha confermato che una commissione indipendente ha riconosciuto il club colpevole di tutte le accuse legate alle gravi violazioni delle norme finanziarie in un arco di nove stagioni, dal 2009/10 al 2018/19. A queste si aggiunge la maggior parte delle contestazioni sulla mancata collaborazione con l’indagine del massimo campionato inglese. Il procedimento era partito con 115 capi d’accusa ed è durato anni, tra udienze e continue attese di una decisione.

    Il giorno dopo, mercoledì, è arrivata la risposta di Guardiola. Il messaggio è breve e diretto, senza polemiche sul contenuto del verdetto ma con una dichiarazione di appartenenza totale. L’allenatore ha scritto di voler far sapere a ogni tifoso del City nel mondo che è presente, oggi più che mai. Ha poi ribadito di essere sempre stato e di restare per sempre dalla parte del suo club, del proprietario, del presidente Khaldoon Al Mubarak, di Ferran Soriano, dei giocatori, dello staff, di Maresca e dei tifosi. La chiusura è una promessa: da questa situazione si uscirà insieme.

    Le parole hanno un peso particolare per chi ricorda la posizione tenuta da Guardiola negli anni scorsi. Quando i procedimenti erano ancora in corso, il tecnico aveva sostenuto la totale innocenza del club, ricordando che in altre occasioni le accuse si erano rivelate infondate. In una conferenza stampa aveva anche ironizzato sull’ipotesi di una retrocessione, dicendosi pronto a ripartire dalle categorie inferiori e a richiamare vecchie glorie come Paul Dickov e Mike Summerbee. Toni molto diversi da quello scelto ora, più sobrio e più umano.

    Va precisato che, secondo le ricostruzioni riportate dai media britannici, non c’è alcun elemento che indichi che Guardiola fosse a conoscenza di irregolarità durante gli anni alla guida della squadra. Il suo messaggio non entra nel merito delle violazioni contestate e resta un attestato di vicinanza a un ambiente che ha guidato per quasi un decennio, conquistando titoli e ridisegnando il modo di giocare a calcio in Inghilterra.

    Il tempismo del post ha alimentato il dibattito tra i tifosi. C’è chi ha apprezzato la scelta di non lasciare solo il club nel momento più delicato, e chi si aspettava una posizione più netta sulla vicenda. Il messaggio è comunque un segnale di continuità in un momento di forte incertezza, con il City chiamato a fare i conti con le conseguenze di una decisione destinata a segnare la storia recente della Premier League.

    Ora l’attenzione si sposta su ciò che verrà: le mosse del club, le eventuali reazioni degli avversari e la ricaduta sportiva, economica e d’immagine di un verdetto che divide da tempo il calcio inglese. Guardiola, intanto, ha scelto da che parte stare.

    Share. Facebook Twitter Pinterest LinkedIn Tumblr Email
    Tiziana Morganti
    • Facebook
    • Instagram

    Sono romana doc, di quelle vere, nata e cresciuta nel cuore della Capitale, a due passi dal Colosseo, con il Tevere praticamente come vicino di casa. Laureata in Storia Moderna e Contemporanea, ho sempre avuto un debole per i racconti che lasciano il segno, ma è stato lo sport a indicarmi la direzione giusta per iniziare a scrivere: tutto merito (o colpa) di una passione sfrenata per il tennis e di un certo Boris Becker, che da bambina mi ha fatto innamorare di rovesci e tuffi in aria come fosse normale amministrazione. Da lì il passo è stato breve: prima sugli spalti del Foro Italico, tifosa sfegatata e poi hostess degli Internazionali d'Italia, con il naso all'insù a guardare i campioni da vicinissimo; poi, complice l'evoluzione, mia e del tennis italiano, dritta a Radio Incontro e sulle pagine web a raccontarlo. Oggi la mia bussola si chiama Jannik Sinner, e se un tempo sognavo il rovescio a una mano di Becker, adesso mi godo ogni suo dritto lungolinea con la stessa emozione di una bambina sugli spalti.

    Articoli recenti
    • Medvedev, che beffa: la pallina colpisce un tifoso ed è out, Djokovic va in finale a Pechino
    • Difensore anche fuori dal campo: Federico Ciucci, 18 anni, della Lazio, massacrato di pugni per difendere una ragazza
    • Noemi Bocchi in lacrime a Ballando: “Sono solo la compagna di”. Il messaggio di Totti da casa e il voto massimo che fa sognare la pista
    Facebook Instagram YouTube
    © 2026 SportOggi.com proprietà di Digital Dreams s.r.l. - Partita IVA: 11885930963 - Sede legale: Via Alberico Albricci 8, 20122 Milano Italy - info@digitaldreams.it

    Questo blog non è una testata giornalistica registrata, in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità; non rientra pertanto tra le pubblicazioni soggette agli obblighi previsti dalla legge n. 62 del 7 marzo 2001.

    Type above and press Enter to search. Press Esc to cancel.