Lo scontro tra UEFA e FIFA ha raggiunto il punto più alto di tensione degli ultimi anni: le 55 federazioni europee minacciano di boicottare i Mondiali se il presidente Gianni Infantino non ritirerà il suo controverso piano di privatizzazione del calcio internazionale.
Tutto nasce da un annuncio arrivato martedì: la FIFA ha comunicato l’intenzione di creare una nuova società sussidiaria, la FIFA Forward Enterprise (FFE), dal valore stimato di 20 miliardi di dollari, attraverso cui investitori esterni potrebbero acquisire fino al 21% delle quote. Un progetto che assumerebbe il controllo delle principali attività commerciali dell’organismo, incluse le future edizioni della Coppa del Mondo maschile e femminile.
La reazione dell’UEFA non si è fatta attendere. Il presidente Aleksander Čeferin ha replicato con durezza, ribadendo che “il calcio non è di sua proprietà” e che la FIFA “non può venderlo”. Da lì la decisione più clamorosa: giovedì la confederazione europea ha comunicato che le sue federazioni boicotteranno i Mondiali se il piano non verrà ritirato.
Per arrivare a questa presa di posizione compatta, l’UEFA ha convocato una riunione d’urgenza in videoconferenza con tutti i suoi membri. Al termine dell’incontro, l’organismo ha dichiarato senza mezzi termini: “La UEFA e le sue federazioni nazionali non parteciperanno alle competizioni FIFA, per esempio i Mondiali”. La riunione era stata convocata proprio per rispondere all’offerta di Infantino, che avrebbe proposto 20 milioni di dollari a ciascuna delle 211 federazioni mondiali affiliate, con scadenza fissata a metà settembre per accettare l’accordo.

Non è la prima volta che il numero uno della FIFA prova a convincere le federazioni con incentivi economici diretti. Secondo altre ricostruzioni, Infantino avrebbe scritto a tutte le 211 federazioni offrendo fino a 40 milioni di dollari ciascuna in cambio del sostegno al piano di vendita delle quote nelle principali competizioni dell’organismo. Una strategia che ha però compattato il fronte del dissenso invece di dividerlo.
Tra le voci più critiche c’è quella di Hans-Joachim Watzke, vicepresidente del Comitato Esecutivo UEFA, che ha definito il piano “un attacco diretto allo sport”, sottolineando come esista “un ampio consenso tra le federazioni membri” nel respingere il progetto. Watzke ha anche ricordato il peso specifico del calcio europeo nell’ultima Coppa del Mondo, con sei squadre arrivate ai quarti di finale e tre in semifinale.
Dietro le quinte del braccio di ferro si muovono anche interessi finanziari internazionali di primo piano. Tra i soggetti con cui la FIFA starebbe discutendo il finanziamento della FFE figurerebbero JP Morgan e Thrive Eternal, mentre secondo altre fonti l’investitore principale sarebbe legato a una società newyorkese fondata da Joshua Kushner, genero dell’ex presidente Trump.
