Dopo averli battuti in campo, Erling Haaland ora li affronta in aula. L’attaccante del Manchester City e della Norvegia ha citato in giudizio la compagnia aerea Norwegian Air Shuttle, accusandola di aver usato in modo illecito la sua immagine per promuovere i biglietti durante il Mondiale. Al centro del caso c’è un aereo con un codino biondo, il celebre tratto distintivo del bomber.
A confermare l’azione legale è stato l’avvocato del giocatore, Thomas Hagen, che ha parlato di sfruttamento illecito dei segni distintivi di Haaland nella pubblicità dei voli durante la Coppa del Mondo. La causa è stata presentata a nome del calciatore e della sua società, la York Promotions.
La vicenda ruota attorno a un fotomontaggio pubblicato sui social dalla compagnia nei giorni del torneo. L’immagine mostrava uno dei velivoli con un codino digitale che ricordava la storica acconciatura dell’attaccante, accompagnata da una didascalia che giocava sull’orgoglio nazionale: mai la compagnia era sembrata così norvegese. Il post è stato rimosso, ma ormai aveva fatto il giro del web. Secondo il quotidiano Verdens Gang, che per primo ha riportato la notizia, l’oggetto preciso della contesa non è ancora stato chiarito nei dettagli.
Curiosamente, il codino oggi non c’è più: Haaland ha tagliato i capelli da poco, e quell’elemento che per anni è stato parte della sua immagine pubblica appartiene ormai al passato. Proprio per questo l’immagine dell’aereo “con il codino” sembra assumere un valore quasi simbolico, quello di un marchio personale che l’attaccante intende difendere.
La replica della compagnia non si è fatta attendere. Norwegian ha confermato di aver ricevuto la citazione, definendola difficile da comprendere e spiacevole. La portavoce Catharina Solli ha spiegato che, come quasi tutta la Norvegia, l’azienda ha sostenuto la Nazionale durante l’estate con alcuni post spontanei, ispirati alle tendenze dei social. La società ha anche auspicato che un dialogo ragionevole permetta in futuro di continuare a tifare per gli eroi dello sport del Paese.
Sullo sfondo c’è l’estate d’oro della Norvegia. Guidata proprio da Haaland, la Nazionale ha raggiunto i quarti di finale del Mondiale, alla prima partecipazione dal 1998, prima di arrendersi per 2-1 all’Inghilterra. Un percorso che ha riempito di entusiasmo un intero Paese e che ha spinto molte aziende a cavalcare l’onda, con campagne più o meno azzeccate.
Ed è qui che si gioca la partita legale. Da una parte c’è la libertà di un’azienda di celebrare la propria Nazionale, dall’altra il diritto di un atleta a controllare come viene usata la propria immagine a scopo commerciale. Il confine, nell’era dei meme e dei contenuti virali, è sempre più sottile.
La prima data da segnare è il 9 ottobre, quando il tribunale distrettuale di Oslo ospiterà un’udienza preliminare tra le parti, in vista di un eventuale processo. Per Haaland, abituato a incassare gol su gol, sarà un esordio insolito. Quanto alla compagnia, spera che la vicenda si chiuda senza ulteriori turbolenze.
