Sono passati quarant’anni dal debutto sulle frequenze di Radio Popolare e ora la Gialappa’s Band diventa protagonista di un documentario. A dirigere “L’assurda storia della Gialappa’s Band” sarà Walter Veltroni, che ripercorrerà il lungo viaggio professionale di Giorgio Gherarducci, Marco Santin e Carlo Taranto, il trio che ha cambiato il modo di raccontare lo sport e l’intrattenimento in televisione.
Si tratta di un grande riconoscimento dell’eredità culturale molto pop lasciata da un gruppo che ha letteralmente trasformato la TV italiana, usando il calcio come metafora per raccontare la nostra società; tutto questo con l’aiuto di tormentoni e personaggi improbabili creati da una schiera di comici fenomenali, da Aldo, Giovanni e Giacomo a Claudio Bisio, passando per Antonio Albanese e Bebo Storti.
Quando i tre iniziarono il loro percorso su Radio Popolare, nei primi anni Ottanta, il panorama mediatico italiano era molto diverso da quello attuale. In un’epoca senza social network e piattaforme di streaming, il passaparola e la televisione erano gli strumenti attraverso cui nascevano i grandi fenomeni di costume. Così, la Gialappa’s, che deve il suo nome a una pianta purgante sudamericana, seppe intercettare quel cambiamento con una comicità che rompeva gli schemi tradizionali, puntando sul commento fuori campo e sulla forza delle immagini.
Nacquero così le telecronache delle soap opera, Mai dire Banzai e, soprattutto, Mai dire gol, lo show televisivo che più di ogni altro ha saputo esaltare il lato, a volte involontariamente comico del calcio.
Da Mai dire gol si sono diramati dei “sequel” altrettanto esilaranti come Mai dire Olimpiadi o Mai dire Mondiali o Mai dire Grande Fratello, dove a essere presa di mira è la TV stessa.
Il documentario diretto da Walter Veltroni non si limiterà a ricostruire una cronologia della loro carriera. L’obiettivo dichiarato è raccontare il loro universo creativo e spiegare come tre autori che hanno scelto per decenni di non mettersi al centro della scena siano riusciti comunque a entrare nell’immaginario collettivo di milioni di italiani. Attraverso materiali, testimonianze e il contributo di molti dei personaggi scoperti e valorizzati nel corso degli anni, il film ripercorrerà quarant’anni di televisione e di costume.
Nelle parole di Veltroni emerge proprio questo aspetto: raccontare “tre ragazzi che, senza farsi vedere, da quarant’anni fanno ridere gli italiani”, capaci di attraversare periodi molto diversi della storia del Paese rimanendo fedeli al proprio stile. Una comicità che ha saputo adattarsi all’evoluzione dei media senza perdere la propria identità, continuando a conquistare anche le nuove generazioni.
La Gialappa’s non è più un trio, Carlo Taranto, alias il signor Carlo, si è ritirato restando comunque molto legato ai colleghi. Gherarducci e Santin, invece, continuano a sfornare tormentoni con GialappaShow su La8.
