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    Home»Storie»I Mondiali di Calcio copiano l’NBA: ecco cosa riceveranno i vincitori
    Storie

    I Mondiali di Calcio copiano l’NBA: ecco cosa riceveranno i vincitori

    Tiziana MorgantiBy Tiziana Morganti17 Luglio 2026 18:00Nessun commento3 Mins Read
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    Anello celebrativo del Mondiale di Calcio 2026
    Anello celebrativo del Mondiale di Calcio 2026
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    I Mondiali 2026, in corso tra Stati Uniti, Messico e Canada, regaleranno ai vincitori qualcosa di mai visto prima nella storia della manifestazione: oltre alla Coppa del Mondo e alle tradizionali medaglie d’oro, la squadra campione riceverà anche un anello celebrativo personalizzato, in puro stile americano. Una decisione che segna l’ingresso definitivo di una tradizione tipica di NBA, NFL e NHL nel calcio internazionale ad alto livello.

    Indice

    • Un’edizione limitata e numerata
    • Il design e i materiali preziosi
    • Non solo per i campioni: anelli anche in vendita

    Un’edizione limitata e numerata

    Il progetto prevede la realizzazione di 2.026 anelli in totale, un numero scelto non a caso per celebrare l’anno del torneo. Di questi, 30 esemplari saranno destinati alla rosa e allo staff della nazionale che alzerà il trofeo domenica 19 luglio, in occasione della finale che si giocherà al New York New Jersey Stadium tra Spagna e Argentina. Ogni pezzo sarà numerato singolarmente, rendendolo un oggetto da collezione più unico che raro per chi avrà la fortuna di riceverlo.

    Il design e i materiali preziosi

    Gli anelli non saranno un semplice gadget simbolico, ma veri gioielli di alta gioielleria. Su un lato sarà raffigurato il celebre trofeo della Coppa del Mondo, mentre sull’altro comparirà l’emblema della nazionale vincitrice. La lavorazione prevede oro dai 14 ai 18 carati, arricchito da diamanti e zaffiri incastonati, per un valore stimato che si aggirerebbe intorno ai 130.000 euro per esemplare, una cifra che si avvicina sensibilmente a quella dei celebri anelli consegnati ai campioni NBA.

    Durante la cerimonia di premiazione, il capitano e il commissario tecnico della squadra vincitrice indosseranno una versione provvisoria dell’anello, che verrà poi rifinita su misura per garantire la vestibilità perfetta a ciascun componente della rosa.

    Non solo per i campioni: anelli anche in vendita

    La vera novità rispetto alla tradizione sportiva americana, dove gli anelli restano di solito appannaggio esclusivo di giocatori e staff, è che la FIFA ha deciso di aprire l’iniziativa anche ai tifosi. I restanti 1.996 esemplari della serie limitata saranno infatti messi in vendita come prodotto ufficiale su licenza, accompagnati da un certificato di autenticità, anche se il prezzo per il pubblico non è ancora stato reso noto.
    Un precedente già vissuto nel calcio

    Non è la prima volta che il mondo del pallone flirta con l’idea degli anelli celebrativi: già dopo il Mondiale 2018 in Russia, alcuni giocatori della nazionale francese campione, tra cui Paul Pogba, avevano scelto di farsi realizzare privatamente dei gioielli ispirati proprio ai trofei del Super Bowl.

    Questa volta, però, l’iniziativa arriva direttamente dalla FIFA in maniera ufficiale e strutturata, aprendo interrogativi sul futuro: si tratterà di un’esclusiva legata all’edizione a stelle e strisce del torneo, ospitata per la prima volta da tre Paesi nordamericani, oppure diventerà una consuetudine anche per i prossimi Mondiali? La risposta arriverà solo con le prossime edizioni, ma intanto la finale di domenica si preannuncia storica sotto più di un punto di vista.

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    Tiziana Morganti
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    Sono romana doc, di quelle vere, nata e cresciuta nel cuore della Capitale, a due passi dal Colosseo, con il Tevere praticamente come vicino di casa. Laureata in Storia Moderna e Contemporanea, ho sempre avuto un debole per i racconti che lasciano il segno, ma è stato lo sport a indicarmi la direzione giusta per iniziare a scrivere: tutto merito (o colpa) di una passione sfrenata per il tennis e di un certo Boris Becker, che da bambina mi ha fatto innamorare di rovesci e tuffi in aria come fosse normale amministrazione. Da lì il passo è stato breve: prima sugli spalti del Foro Italico, tifosa sfegatata e poi hostess degli Internazionali d'Italia, con il naso all'insù a guardare i campioni da vicinissimo; poi, complice l'evoluzione, mia e del tennis italiano, dritta a Radio Incontro e sulle pagine web a raccontarlo. Oggi la mia bussola si chiama Jannik Sinner, e se un tempo sognavo il rovescio a una mano di Becker, adesso mi godo ogni suo dritto lungolinea con la stessa emozione di una bambina sugli spalti.

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