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    Home»Storie»Il calciatore che ha portato Tolstoj in cima ad Amazon: la storia di Scarpa, il campione che consiglia libri invece delle scommesse
    Storie

    Il calciatore che ha portato Tolstoj in cima ad Amazon: la storia di Scarpa, il campione che consiglia libri invece delle scommesse

    Tiziana MorgantiBy Tiziana Morganti2 Ottobre 2026 16:28Nessun commento3 Mins Read
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    Gustavo Scarpa
    Gustavo Scarpa
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    Nel calcio dei follower e delle sponsorizzazioni, c’è un centrocampista che usa la propria popolarità per un motivo insolito: far leggere i grandi classici. Si chiama Gustavo Scarpa, ha 32 anni, gioca nell’Atlético Mineiro ed è diventato un caso editoriale in Brasile.

    Tutto nasce da una recensione. Sul suo canale YouTube, Canal do Scarpinha, il calciatore ha dedicato un video a La morte di Ivan Il’ic di Lev Tolstoj, il breve capolavoro russo sul senso della vita e della fine. Il filmato ha superato le 600mila visualizzazioni e l’effetto sulle vendite è stato immediato: il libro è salito fino ai primi posti della classifica dei più venduti di Amazon Brasile, arrivando al secondo posto secondo alcuni resoconti e al primo secondo altri. Nel presentare l’opera ai suoi follower, Scarpa l’ha descritta come uno spunto per riflettere su che cosa significhi davvero vivere.

    Il segreto, a quanto pare, è la semplicità. Le sue analisi usano un linguaggio colloquiale e diretto, raramente superano i venti minuti e non hanno nulla della lezione accademica. Scarpa parla di letteratura come ne parlerebbe un amico al bar, e questo basta a far scattare la curiosità di un pubblico che con i classici russi, di solito, non ha grande confidenza.

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    Il fenomeno ha colpito anche per il contesto. Sui social molti utenti hanno elogiato la sua buona influenza, sottolineando il contrasto con altri sportivi che prestano il volto alla promozione delle scommesse. Un giocatore che consiglia Tolstoj anziché una piattaforma di gioco: per una parte dell’opinione pubblica brasiliana, è già un piccolo cambio di paradigma.

    La passione per la lettura non è un’improvvisazione. Scarpa è noto da tempo per i suoi hobby e per un carattere curioso, lontano dallo stereotipo del calciatore che vive solo di campo e allenamenti. Ma il successo di questi video ha trasformato un interesse personale in un fatto pubblico, mostrando quanto possa pesare la voce di un atleta quando decide di indirizzarla verso la cultura.

    Anche la sua carriera è stata tutt’altro che lineare. Nato a Campinas, è cresciuto nel Fluminense, dove ha esordito tra i professionisti, per poi vivere gli anni migliori al Palmeiras, con cui ha conquistato il campionato brasiliano. Nel 2023 ha provato l’avventura europea con il Nottingham Forest in Premier League e un prestito all’Olympiacos, prima del ritorno in patria. Dal gennaio 2024 veste la maglia dell’Atlético Mineiro, e anche in questa stagione continua a ritagliarsi spazio a centrocampo.

    Quello di Scarpa è un esempio che fa discutere anche fuori dal Brasile. In un’epoca in cui l’attenzione è la valuta più preziosa, c’è chi la spende per vendere prodotti e chi, come lui, per far scoprire un romanzo di fine Ottocento. Il risultato, per ora, parla chiaro: un libro vecchio di oltre un secolo torna a essere un bestseller grazie a un mediano con la passione per le storie.

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    Tiziana Morganti
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    Sono romana doc, di quelle vere, nata e cresciuta nel cuore della Capitale, a due passi dal Colosseo, con il Tevere praticamente come vicino di casa. Laureata in Storia Moderna e Contemporanea, ho sempre avuto un debole per i racconti che lasciano il segno, ma è stato lo sport a indicarmi la direzione giusta per iniziare a scrivere: tutto merito (o colpa) di una passione sfrenata per il tennis e di un certo Boris Becker, che da bambina mi ha fatto innamorare di rovesci e tuffi in aria come fosse normale amministrazione. Da lì il passo è stato breve: prima sugli spalti del Foro Italico, tifosa sfegatata e poi hostess degli Internazionali d'Italia, con il naso all'insù a guardare i campioni da vicinissimo; poi, complice l'evoluzione, mia e del tennis italiano, dritta a Radio Incontro e sulle pagine web a raccontarlo. Oggi la mia bussola si chiama Jannik Sinner, e se un tempo sognavo il rovescio a una mano di Becker, adesso mi godo ogni suo dritto lungolinea con la stessa emozione di una bambina sugli spalti.

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