Al 104° minuto di Portogallo-Croazia, ai sedicesimi dei Mondiali FIFA 2026, i giocatori croati stavano festeggiando il gol del 2-2 di Gvardiol che avrebbe portato la sfida ai supplementari. Poi l’arbitro norvegese Eskas si è diretto verso il monitor del VAR e sugli schermi di milioni di spettatori è comparsa una piccola onda grafica, in corrispondenza del tocco di testa di Matanovic. Quel segnale ha cambiato l’esito della partita: fuorigioco di Pasalic, gol annullato, Croazia eliminata.
Ma cos’era quell’onda misteriosa che ha deciso una partita del Mondiale? Si tratta della tecnologia connected ball, sviluppata dalla FIFA insieme ad Adidas, un sistema che ha trasformato il modo in cui gli arbitri possono verificare gli episodi dubbi durante le partite. Oggi dentro ogni pallone c’è un piccolo chip che registra ogni singolo movimento con una precisione impossibile da raggiungere con le telecamere tradizionali.
Tutto è concentrato nel sensore IMU, una minuscola unità di misura inerziale inserita direttamente all’interno del pallone TriondaIl pallone dei Mondiali FIFA 2026 ha un segreto (e inganna anche i portieri più forti) utilizzato per questo Mondiale. Questo dispositivo lavora a una frequenza di 500 Hz, il che significa che raccoglie dati 500 volte al secondo su accelerazioni, rotazioni e movimenti tridimensionali della sfera.
Questa frequenza superiore permette di individuare con estrema accuratezza l’istante esatto in cui un calciatore tocca il pallone, anche quando si tratta di tocchi impercettibili che a occhio nudo risulterebbero impossibili da verificare. Nel caso del gol annullato a Gvardiol, il tocco di testa di Matanovic prima che il pallone arrivasse a Pasalic era talmente leggero che solo il sensore è riuscito a registrarlo con certezza, generando quell’onda grafica apparsa sugli schermi.
Le informazioni raccolte dal chip vengono trasmesse in tempo reale alla sala VAR, dove sono combinate con i dati raccolti dalle 16 telecamere di tracciamento installate nello stadio. Queste telecamere monitorano continuamente la posizione del pallone e dei giocatori, acquisendo fino a 29 punti di riferimento per ogni calciatore 50 volte al secondo. Un sistema di intelligenza artificiale incrocia automaticamente tutti questi dati e genera avvisi destinati agli arbitri video quando rileva una possibile irregolarità.
L’applicazione più importante di questa tecnologia riguarda il fuorigioco semiautomatico, perché consente di identificare con precisione assoluta il momento in cui il pallone viene passato, eliminando gran parte del margine di errore umano. Ma il sistema è utile anche per confermare eventuali tocchi di mano, deviazioni o contatti dubbi come quello che ha fatto la differenza in Portogallo-Croazia. La decisione finale resta comunque sempre all’arbitro di campo: per questo Eskas è stato richiamato al monitor dal VAR per valutare personalmente l’episodio prima di annullare la rete croata.
+Adidas e la FIFA l’avevano introdotta già per il Mondiale 2022 in Qatar, segnando una svolta nella gestione degli episodi dubbi. Successivamente è stata utilizzata anche agli Europei 2024, dove assegnò un gol a Bruno Fernandes nonostante Cristiano Ronaldo sostenesse di aver toccato il pallone, e nel Mondiale per Club 2025. Anche in questa edizione del torneo aveva già fatto capolino nella fase a gironi, confermando la validità di una rete di Svanberg in Svezia-Tunisia.
