Mentre Gianni Infantino incassa il pieno sostegno dei vertici FIFA al termine di una riunione di crisi tenutasi a Rabat, in Marocco, arriva uno scoop del Guardian che rischia di riscrivere la storia della fallita Superlega, il progetto di torneo alternativo alla Champions League lanciato nel 2021 da club come Juventus e Real Madrid.
Secondo il quotidiano britannico, il presidente della FIFA avrebbe intrattenuto trattative avanzate con i promotori della Superlega ben prima dell’annuncio ufficiale della competizione, con l’obiettivo di inglobarla sotto l’egida dell’organismo internazionale, arrivando persino a ipotizzare un cambio di nome in FIFA Super League. Un documento datato ottobre 2020, visionato dal Guardian, testimonierebbe una bozza di accordo preliminare tra le parti, mai trasformata in contratto definitivo ma comunque arrivata a uno stadio negoziale avanzato.
Il piano prevedeva un ruolo di primo piano della FIFA nella governance del torneo, con potere di intervento su format, ripartizione economica e nomina dei vertici dirigenziali. Al centro dell’intesa, una partnership della durata di almeno dodici anni, con la creazione di una joint venture per la gestione dei diritti commerciali.

Il progetto, inoltre, non si limitava alla sola competizione per club pensata in sostituzione della Champions League: contemplava anche un Mondiale per club allargato, da disputarsi ogni anno con formula a eliminazione diretta, ben diverso dall’attuale format a gironi introdotto nel 2025 e vinto dal Chelsea. La bozza includeva persino riferimenti a una possibile riduzione dei campionati nazionali e alla creazione di un nuovo calendario internazionale, con le federazioni coinvolte solo in modo marginale.
L’aspetto più clamoroso, secondo il Guardian, è il contrasto tra queste trattative riservate e la posizione pubblica assunta successivamente da Infantino. Dopo l’annuncio della Superlega nell’aprile 2021 e la violenta reazione di tifosi e media, il numero uno della FIFA si schierò apertamente al fianco del presidente UEFA Aleksander Ceferin, definendo il progetto inaccettabile, salvo aver lavorato nell’ombra, fino a pochi mesi prima, proprio per silurare l’UEFA e la sua Champions League.
La vicenda arriva in un momento delicato per Infantino, già alle prese con le conseguenze del fallito tentativo di privatizzare parzialmente i Mondiali attraverso la società FIFA Forward Enterprise, un piano da circa 20 miliardi di dollari naufragato dopo le minacce di boicottaggio delle federazioni europee. Proprio a Rabat, mercoledì, il board FIFA e il segretario generale Mattias Grafström hanno rinnovato la fiducia al presidente, dopo scuse formali alle federazioni per essere state escluse dal processo decisionale. La FIFA ha inoltre smentito le voci secondo cui al Marocco, co-organizzatore del Mondiale 2030, sarebbe stata promessa l’assegnazione della finale in cambio di appoggio politico.
