Il ritorno di Roberto Mancini sulla panchina della Nazionale italiana ha sorpreso molti, ma non chi gli sta più vicino. Andrea Mancini, figlio del nuovo commissario tecnico azzurro e direttore sportivo del Cesena, ha raccontato in un’intervista al Corriere della Sera i retroscena di una nomina che fino a pochi giorni fa sembrava impossibile e le vere motivazioni che hanno spinto suo padre ad accettare questa seconda avventura in azzurro.
“Ci ha sperato tanto. Se torniamo solo a giovedì o venerdì scorso, sembrava impossibile un suo ritorno“, ha rivelato Andrea Mancini, confermando che la svolta è arrivata soltanto nel weekend precedente all’annuncio ufficiale del presidente Figc Giovanni Malagò. “Ma la vita è così, imprevedibile e regala sempre sorprese. Ed è bella per questo“, ha aggiunto con emozione il figlio del CT, che ha ammesso di essersi scambiato numerosi messaggi con il padre nelle settimane precedenti alla decisione finale.

Roberto Mancini arriva a questa seconda esperienza con la maglia azzurra con una forte motivazione personale e professionale. “Ha il desiderio di cancellare la delusione per queste tre mancate qualificazioni ai Mondiali“, ha spiegato Andrea, riferendosi al fallimento della Nazionale italiana che non partecipa alla competizione più importante dal 2018. Ma c’è anche un altro fattore determinante: “Vuole ripulire l’immagine del suo addio all’Italia“, ha sottolineato il direttore sportivo del Cesena, facendo riferimento alla controversa scelta di Mancini di lasciare la panchina azzurra nell’estate del 2024 per accettare l’offerta dell’Arabia Saudita.
Quella decisione continua a suscitare polemiche ancora oggi, ma Andrea Mancini ha le idee chiare: “Quelle ci sono e ci saranno sempre. Fanno parte di questo mondo e devi accettarle facendo questo lavoro. Nella vita e nel calcio non si può piacere a tutti. Alla fine sarà il campo a parlare, è l’unico e vero giudice di questo sport“.
Il sogno di Roberto Mancini, però, va oltre la riabilitazione della propria immagine. “Vuole vincere il Mondiale. Ha questa idea da sempre, ce l’ha sempre ripetuto. Voleva tornare per far vivere questa gioia all’Italia. Quando lo diceva all’Europeo del 2021, gli davano del pazzo. Poi è successo“, ha ricordato Andrea, riferendosi al trionfo azzurro a Wembley. “È vero, è prematuro parlarne. Ma è giusto pensarci, perché a volte i sogni si realizzano. E io gli faccio il mio più grande in bocca al lupo. Farà un grande lavoro“.
Tra i ricordi più intensi dell’Europeo vinto, Andrea Mancini ha citato il rapporto speciale tra suo padre e Gianluca Vialli: “La convinzione che entrambi avevano di vincere. La vita a volte ti toglie, ma poi ti ridà in una forma diversa. Avevano perso a Wembley contro il Barcellona nella finale di Champions del 1992. Anni dopo si sono ritrovati nello stesso posto a poter vincere un’altra finale. Insieme“.
Tuttavia, Andrea Mancini ha voluto lanciare anche un messaggio di realismo: “Si metterà subito al lavoro. Il tempo è poco, ma non è un uomo che ha paura delle sfide. Ma bisogna fare attenzione a una cosa: una sola persona non può cambiare le sorti dell’intero calcio italiano. Penso che la questione sia piuttosto un’altra. Bisogna impegnarsi per creare un percorso, dare forma a un’idea in cui si mettano di nuovo i giovani italiani al centro del sistema. Bisogna tornare a investire sui settori giovanili e a coltivare il talento. Dobbiamo riallinearci alla direzione che il calcio mondiale ha preso da tempo“.
