Il ritorno di Roberto Mancini sotto i riflettoricome commissario tecnico della Nazionale, ha riacceso la curiosità dei tifosi anche su un aspetto meno noto della sua vita: la sfrenata passione per i motori. Dietro il tecnico jesino, infatti, si nasconde un collezionista di gusto, capace di passare da un’utilitaria popolare a vere e proprie belve da centinaia di cavalli.
Tutto comincia dal basso, come racconta lo stesso Mancini. Ai suoi esordi da calciatore, con lo stipendio ancora modesto, il futuro Ct guidava un’Autobianchi A112 usata, acquistata durante il suo primo anno alla Sampdoria da Salvatore Vullo, compagno di squadra blucerchiato. La vettura, targata Agrigento paese d’origine di Vullo prima del trasferimento a Genova, rappresenta il primo capitolo di una storia d’amore con le quattro ruote che destinata a crescere di pari passo con la sua carriera.
Il salto di qualità, però, arriva con i primi guadagni importanti: Mancini si regala una Volkswagen Golf GTI, all’epoca simbolo di sportività accessibile, oggi vera e propria icona da collezione. Da lì in poi il suo garage cambia decisamente registro. Con l’affermarsi come vera star del calcio internazionale, il tecnico cede al fascino della Porsche 911 Turbo, una delle sportive più celebri al mondo, spesso scelta anche da altri calciatori arrivati al successo.
Negli anni più recenti, però, il cuore di Mancini batte per i SUV di alta gamma, con una netta preferenza per i marchi italiani. Da ambassador Maserati, ha guidato prima una Levante GranSport bianca ai tempi dell’esperienza al Manchester City, poi una Levante Trofeo grigia, un mezzo dal carattere quasi brutale grazie al motore V8 biturbo da 580 cavalli abbinato alla trazione integrale. Un SUV capace di prestazioni da vera supercar, nonostante l’ingombro.
L’ultimo capitolo, in ordine di tempo, porta la firma di un’altra eccellenza italiana: l’Alfa Romeo Stelvio Quadrifoglio, nella splendida livrea Rosso Competizione. Sotto il cofano, un V6 biturbo da 510 cavalli con importanti richiami alla tecnologia Ferrari, che la rende una delle SUV più performanti sul mercato, una vera e propria supercar travestita da fuoristrada.
Eppure, nonostante il lungo elenco di gioielli a quattro ruote motrici e la spiccata predilezione per il marchio del Tridente e per il Biscione, la vettura che ha conquistato davvero il cuore di Mancini arriva da oltre confine. Proprio la Porsche 911 Turbo, guidata negli anni d’oro della carriera, resterebbe secondo diverse testimonianze la sua auto del cuore: un amore quasi viscerale per la sportiva tedesca per eccellenza, capace di superare persino il forte legame con i marchi di casa.
