Potrebbe essere il giorno in cui conosceremo il nome del nuovo CT azzurro. Si svolgerà oggi alle 12 il Consiglio federale della FIGC, chiamato a chiudere una delle crisi più turbolente degli ultimi anni attorno alla panchina della Nazionale italiana.
Il presidente Giovanni Malagò punta ad arrivare alla riunione con il nome del nuovo commissario tecnico, dopo la giornata convulsa di ieri che ha visto saltare la candidatura di Andrea Pirlo e le dimissioni immediate di Paolo Maldini e Leonardo dai rispettivi incarichi nel Club Italia.
La riunione dei vertici federali affronterà principalmente la questione del ct, anche se all’ordine del giorno figurano anche altri temi: l’elezione dei componenti del Comitato di Presidenza, l’integrazione dell’organico del campionato di Serie C 2026-2027, la nomina del presidente del Settore Giovanile e Scolastico e le date dell’attività agonistica ufficiale della prossima stagione sportiva. Tuttavia, il tema centrale resta indubbiamente la scelta del nuovo allenatore della nazionale.
In pole position c’è Roberto Mancini, già individuato nei mesi scorsi come possibile successore sulla panchina azzurra. Il suo nome, secondo le ricostruzioni delle ultime ore, risulta attualmente in leggero vantaggio, anche se alcune fonti della Lega hanno fatto sapere che non piace ai club di Serie A. L’alternativa resta Antonio Conte, il tecnico preferito dalla Serie A, che rimane sullo sfondo come candidato di riserva qualora la trattativa con Mancini dovesse incontrare ostacoli.

La giornata di ieri ha rappresentato un vero e proprio terremoto per la Federazione. Tutto è iniziato quando Andrea Pirlo ha comunicato a mezzo social di aver appreso di non essere più candidato alla panchina azzurra, esprimendo amarezza per essere stato coinvolto in una polemica politica. Al centro della vicenda il contratto di sponsorizzazione dell’ex centrocampista con Fonbet, la principale piattaforma russa di scommesse sportive, considerato incompatibile da parte del mondo politico.
Secondo la ricostruzione emersa nelle ultime ore, la Federazione era però già a conoscenza dell’accordo e della clausola che avrebbe consentito a Pirlo di risolverlo immediatamente in caso di rientro lavorativo in Italia. Questo dettaglio ha alimentato ulteriormente le polemiche e ha provocato un duro botta e risposta tra Malagò e il ministro per lo Sport Andrea Abodi.
Nel tentativo di evitare lo strappo con Maldini e Leonardo, Malagò aveva anche sondato la disponibilità di Thiago Motta come possibile candidato di compromesso. L’ipotesi non ha però trovato il consenso dei due dirigenti, portando alla definitiva separazione dopo appena sedici giorni dal loro insediamento negli incarichi federali.
Non è ancora chiaro se durante il Consiglio federale di oggi verranno effettuati annunci ufficiali o se servirà ancora tempo per definire contratti e comunicazioni formali. La sensazione è che, dopo la bufera degli ultimi giorni, la Federazione voglia muoversi con maggiore cautela per evitare ulteriori scivoloni mediatici e istituzionali. O come direbbe il Ministro Abodi, “brutte figure”.
