Ricordate la serie televisiva che si intitolava C’è sempre il sole a Philadelphia? Mai frase fu più errata perché, durante la gara valevole per il gruppo I dei Mondiali FIFA 2026, tra Francia e Iraq c’è stata un’interruzione di quasi due ore a causa di un violento temporale con fulmini. Non si era mai verificato prima in una Coppa del Mondo, eppure gli esperti lo avevano previsto: organizzare il torneo negli Stati Uniti nel pieno della stagione dei temporali avrebbe creato problemi seri. Per questo, la Federazione ha stabilito un protocollo specifico.
Va detto che il protocollo FIFA per la gestione di maltempo, temporali e fulmini durante i Mondiali, segue le linee guida dell’agenzia meteorologica statunitense NOAA. Se un fulmine viene rilevato entro circa 13 chilometri (8 miglia) dallo stadio, la partita deve essere sospesa immediatamente: i giocatori lasciano il campo e gli spettatori devono abbandonare i propri posti.
Da quel momento parte un conto alla rovescia di 30 minuti, che però si azzera ogni volta che viene registrato un nuovo fulmine nelle vicinanze. Il match può riprendere solo dopo 30 minuti senza ulteriori scariche elettriche. La FIFA non prevede un limite massimo alla durata della sospensione e valuta ogni situazione caso per caso. Se una gara dovesse essere definitivamente interrotta, il regolamento stabilisce che venga completata in una data successiva, ripartendo dal minuto esatto in cui era stata sospesa.
A differenza dell’Europa, dunque, dove l’eventuale sospensione di una partita è a discrezione dell’arbitro e avviene solo a evento in corso, in America il protocollo entra in azione in modo quasi automatico, grazie al supporto di sofisticati radar e sistemi di monitoraggio meteorologico in tempo reale.
Negli Stati Uniti temporali e fulmini pericolosi non sono una novità, soprattutto in questo periodo dell’anno. La Florida è generalmente considerata la “capitale dei fulmini”, con oltre 2.000 feriti negli ultimi 50 anni. Metropoli come Houston, San Antonio, Austin e New Orleans sono l’epicentro di tempeste, alluvioni e tornado. Il cambiamento climatico ha portato a situazioni ancora più estreme che condizionano anche il mondo dello sport.
Durante il Mondiale per Club dello scorso anno, la sfida tra Chelsea e Benfica entrò nella storia come il primo match sospeso per fulmini. A soli quattro minuti dal 90′, disputata a Charlotte nel North Carolina, un’allerta elettrica costrinse allo stop della gara. La sospensione durò quasi due ore. La partita, poi finita ai supplementari con il risultato di 4-1 per i Blues, è durata complessivamente quattro ore e mezza. Un record storico.
E scatta una domanda: il Metlife Stadium nel New Jersey dove si giocherà la finale del 19 luglio non ha copertura. Se la finale della Coppa del Mondo dovesse durare svariate ore, o dovesse essere posticipate, sarebbe un bel problema. Le ripercussioni non sono solo sportive ma anche economiche. I ritardi nella programmazione televisiva potrebbero costringere le emittenti a ridistribuire il tempo di trasmissione, negoziare risarcimenti o perdere spazi pubblicitari.
